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 Ninfee in un piccolo laghetto... di stefano
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Costantino Kavafis
 
\\ Home Page : storico : giornalismi (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 25/08/2006 @ 23:00:00, in giornalismi, letto 1005 volte


Tutto il mondo è ipermercato. Che cerchiate cibo, materiale da costruzione, abiti oppure articoli sportivi, l’esperienza della grande distribuzione è, comunque la si guardi, un incubo. L’unico modo per salvarsi è mostrare sicurezza e padronanza di sé: arrivare, fare il proprio acquisto e recarsi alla cassa con disinvoltura, pagare e sperare che non sia un grigio pomeriggio piovoso, caso nel quale intere cittadinanze si riversano a fare compere imponenti per future ere glaciali.
I problemi sorgono quando i vostri acquisti necessitano di consigli, indicazioni e tutta quella messe di informazioni solitamente elargita da commessi, e personale addetto alle varie sezioni o ramingo per le corsie.
Per prima cosa bisogna identificarne uno. Solitamente queste catene impongono un certo tipo di vestiario ben riconoscibile: magliettine catarinfrangenti, cappellini da baseball di sei misure inferiori per aumentare l’effetto demenza, rollerblade o altre torture. Una volta trovatolo sperate di aver pescato bene, in media ce n’è uno competente ogni quattro ruminanti. Se il vostro ha una scintilla prometeica nello sguardo, allora non mollatelo per nulla al mondo, o cadrete in un inferno di disperazione e stridore di denti.
State molto attenti, perché gli addetti delle grandi catene hanno la grande capacità di sfuggire al vostro sguardo svicolando all’ultimo momento in una corsia segreta tra la parete delle tenaglie e quella dei bidet a basso costo. Se si accorge di non riuscire a seminarvi allora potrebbe adottare una di queste strategie: alzare la cornetta e pronunciare frasi a caso, oppure sollevare scatoloni e fingere di dover svolgere qualche lavoro urgente col risultato di riportare in voga la robot-dance anni ’80.
Molti commessi, per aumentare le loro capacità difensive, si riuniscono in grossi branchi fermi all’incrocio di due o più reparti. Una volta raggiunto il numero di cinque o sei unità si mettono tutti a testa bassa a spostare muletti e bancali. Se cercherete di avvicinarvi inizieranno a parlare tra loro con un linguaggio tecnico e astruso, lanciando occhiate nervose nella vostra direzione. E’ assolutamente importante non avvicinarsi a questi gruppi da soli. Se il branco è nervoso, infatti, il rischio di essere aggrediti e attaccati è molto alto. La lista degli “scomparsi da ipermercato” è davvero lunga, e annovera pochi casi di ritrovamento, come la signora Bruna Montecchi, di 55 anni, di cui sono stati rinvenuti solo pochi pezzi nelle scansie dietro alle scatole dei fiocchi di mais.

Il parossismo della frustrazione si raggiunge nei piccoli e spesso inutili banchi informazioni, innalzati nei crocicchi delle corsie. A qualsiasi ora del giorno passiate, il commesso è sempre accompagnato dallo stesso cliente. E’ inutile che aspettiate che si liberi. Un cervellone elettronico assegna ad un commesso una ed una sola coppia di clienti per tutto l’arco delle successive ventiquattro ore. A questo punto, con il banco informazioni privo dell’apposito interlocutore si creano lunghe code di gente disperata in attesa di un cenno umano o di una risposta. Ma invano, Si può solo sperare in un sorteggio per il giorno successivo.

A fine giornata, qualcuno sviluppa un nuovo, terribile sfogo cutaneo dovuto allo stress e a massicce dosi di aria condizionata a temperatura polare. Altri, i più fortunati, hanno deciso di farla finita inghiottendo, in uno sorso, una bottiglia formato famiglia di maskara allunga ciglia.
 
di stefano del 26/06/2006 @ 12:38:00, in giornalismi, letto 913 volte
Hanno sparato all'orso bruno, non sarà il primo né l'ultimo animale ucciso dall'uomo.

quello che rende tutta questa storia surreale è l'approccio fatto di contrasti con cui l'uomo cerca di preservare il suo rapporto con la natura.

l'orso bruno era stato "importato" dalla slovenia per tornare a vivere in zone in cui un tempo prosperava, il trentino appunto. ma in pochi - così pare - avevano pensato che l'orso potesse anche non gradire la nuova sistemazione e mettersi a girare per i fatti suoi. il movimento dell'orso tra il trentino, l'austria e la baviera ha creato scompgilio, e alla fine bruno è stato abbattuto.

in poche parole, si chiedeva all'orso di vivere come un essere umano, con un preciso luogo di abitazione e avvertendo prima di espatriare. la nuova casa dell'orso era una prigione senza sbarre. la vita degli animali sopravvissuti al dominio dell'uomo sulla terra non è facile e, andando avanti, peggiorerà. gli animali rimasti devono mettersi in testa che potranno continuare a vivere solo rendendosi conto che la loro libertà è finita, che possono stare fin quando sono importanti, anche simbolicamente, per la società umana e per la storia umana, ma senza esagerare nel muoversi e nel fare razzia. così come allo zoo, molti animali sono solo ombre di loro stessi.

dobbiamo guardare in faccia la realtà. la natura selvaggia è finita. è possibile sopravvivere solo se l'uomo decide in tal senso, e anche la vita all'aperto è condizionate da regole non naturali, in condivisione con le regole sociali dell'uomo.

orso bruno, se espatri ancora, almeno manda una cartolina, cazzo!
 
di stefano del 23/01/2006 @ 16:53:00, in giornalismi, letto 826 volte


Nella gallery, sezione personaggi, sono stati aggiunti alcuni ritratti di colleghi, amici o semplicemente persone intervistate durante i più vari servizi giornalistici.

Qui sopra le piccole preview, nella gallery trovate le immagini intere (anche se sempre in formato ridotto)
 
di stefano del 11/01/2006 @ 01:22:00, in giornalismi, letto 1098 volte
Imperdibile, incredibile, fantascienza fatta realtà! E' google earth, il nuovo accessorio di google ora scaricabile sul proprio computer e godibile con una semplice connessione ad internet.

Il mondo sotto il proprio mouse, anzi di più! Non solo, infatti, si può mettere la propria manina sul globo e girarlo a piacimento, ma una volta trovata la propria meta, si ingrandisce a forza di zoom fino ad un palmo di naso. Foto satellitari su foto satellitari fino alla definizione massima (si vedono le automobili parcheggiate sotto casa, per intenderci).

E' questo non è tutto! si possono selezionare una serie di parametri per avere sott'occhio le webcam delle città, le strade, i confini, gli utenti collegati e un'infinità di altre cose.

A parlarne non se ne immagina un centesimo. Bisogna assolutamente provarlo, anche perché è a gratis (moto a luogo!)

Ripeto: incredibile, bellissimo!
 
di stefano del 18/11/2005 @ 02:24:00, in giornalismi, letto 1007 volte
Il governo italiano ha annunciato che, se lo riterrà necessario, durante le olimpiadi invernali di Torino 2006, sospenderà il trattato di Schengen.

Non c'è niente da fare, Schengen ha sempre vita dura. Ad ogni occasione, i governi europei trovano tutte le scuse per sospenderlo il più a lungo possibile. E' difficile vivere senza confini, sapere esattamente dove finisce ciò che posso chiamare "mio" e dove invece comincia "l'altro".

Eppure, un'Europa senza dogane e confini è una conquista straordinaria, è la realizzazione del sogno illuminista: un mondo in cui le culture si incontrano e non si isolano; così come viaggiare è una delle più alte attività della compagine umana, perché permette di diluire il proprio punto di vista limitato e spesso bigotto nella vastità delle culture e delle società umane.

Figuriamoci cosa sarebbe il mondo! Ma è ancora troppo lontano quel giorno.
 
di stefano del 27/09/2005 @ 16:20:00, in giornalismi, letto 970 volte
Il mensile Italy Magazine, con il quale collaboro, ha vinto un premio come migliore rivista straniera sull'Italia. Beh, visto che ci scrivo anch'io, non posso non citare parte dell'editoriale del numero di ottobre, in cui Fiona Tankard parla di questo risultato.

"(…)We’re delighted to tell you that ITALY has been awarded the prestigious Zinzulusa d’Argento 2005 award for the best foreign magazine on Italy. The ceremony was held in August at the beautiful Hotel Panoramico di Castro Marina, Lecce, on the Salentine peninsula in front of a star-studded audience and was covered by several tv channels, including RAI3. The magazine won the prize for il costante impegno nel divulgare “l’italian style” nell’UK’ – our ongoing work promoting Italian style in the UK – and special mention was made of the issue featuring our article on Salento by our very own Ted Watson. (See issue 17 August 2004).(…)

leggilo anche sul sito di ItalyMag
 
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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