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 Ninfee in un piccolo laghetto... di stefano
[A Persefone]
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone

Inni Orfici
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 04/01/2009 @ 19:47:48, in giornalismi, letto 2508 volte


Diciamocelo: l'anno nuovo non è cominciato nel migliore nei modi. Aprire i giornali e leggere che Michael Schumacher è un po' intristito per il suo quarantesimo compleanno è una cosa che smorza anche il più ridente gennaio. Condivido la sorpresa dei giornalisti davanti alle affermazioni del pilota tedesco. E soprattutto, come i miei colleghi di altre testate, rimango senza parole nello scoprire che Schumy si prepara a nuove sfide sportive. Perché? Perché cerca nuove sfide nonostante abbia da pochi anni lasciato l'attività sportiva per dedicarsi alle passeggiate nei parchi, portando le briciole ai colombi, o alle file agli sportelli delle poste per ritirare la sua pensione? Mah! E' proprio vero che certa gente non si accontenta mai. E i media fanno davvero bene a denunciarli.

 

In un mondo che va a rotoli, per ritrovare un po' di buon umore ho speso una giornata a passeggiare per i sentieri innevati di Carpegna. Dal mare ai monti la neve si fa sempre più presente. Prima è solo ai bordi delle strade, sporca e nera. Dopo pochi chilometri spolvera i colli, poi lascia i ghiaccioli ai rami degli alberi, e infine, ormai ai piedi del massiccio, copre ogni punto del paesaggio a perdita d'occhio. Le ore volano mentre si schiaccia la neve o si scivola sul ghiaccio; e così ci ritroviamo alle 4 a pranzare in una piccola trattoria di Carpegna: il bar Vecchio Montefeltro.

 

Un pasto semplice: salumi, formaggi e piada. Tutto buono, a parte il vino della casa che alla prima sorsata lascia già quello spiccato retrogusto di acidità di stomaco, e poi mantiene le promesse ardendo come gli occhi di Caronte.
Quando usciamo la seconda sorpresa: il prezzo. Ai piatti consumati, il vino, l'acqua e il caffé si sommano il coperto, il sotto-coperto, la stiva, l'addenda-lavastoviglie, la tassa sulle briciole, il dazio imposto dalla guerra Greco-Gotica del VII secolo d.C. per arrivare ad un totale di 40 euro. Me ne vado con la sensazione che sui navigli, a Milano, avrei potuto risparmiare qualche centesimo.



Ma alla fine, né questo, né la triste vicenda di Schumacher, né le altre notizie che tengono il banco sulle colonne dei quotidiani possono rovinare una bella giornata di neve.

----- aggiunta notturna -------

Su richiesta di amici, aggiungo due foto di Agostino sulla neve...

  
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di stefano del 23/12/2008 @ 18:23:52, in pensieri sparsi, letto 924 volte
Non ho resistito.
L'ho letta in giro e qui la riporto:

Un numero infinito di matematici entra in un bar
Il primo ordina una birra,
il secondo ordina una mezza birra,
il terzo ordina un quarto di birra.
Il barista dice: '"Idioti"
e spilla due birre.
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di stefano del 20/12/2008 @ 17:59:16, in viaggi, letto 1528 volte

London bridge is fallin' down, fallin' down, fallin' down. London bridge is fallin' down, my fair lady! E' un po' come se in Italia cantassimo: Il colosseo viene giù, viene giù, viene giù. Il colosseo viene giù, mia bella amica! Questa canzoncina mi ronza in testa da una vita; e in modo ininterrotto dalla scorsa settimana, quando sono partito per Londra, finalmente.
Anche il mio terzo viaggio in aereo mi ha regalato panorami incredibili. Dopo il decollo vedo, nell'ordine, nuvole, poi le Bewölkung, quindi le nues, e infine le clouds. Mai l'Europa è stata così meteorologicamente unita!

 


Appena atterrati a Stanstead è cominciato il mio tour per la capitale inglese. E devo dire che, a parte il tempo orribile e il delirio del quartiere di Soho il venerdì sera (thanks God is friday), mi sono trovato davvero a mio agio e bene in ogni luogo. Dallo struscio serale per Piccadilly Circus (divisa tra le facciate dei palazzi coperte dai pannelli illuminati pubblicitari che sembrano usciti da un romanzo di Gibson e la colonna dell'equivoco angelo-Eros), alle prove dei concerti natalizi a Trafalgar Square, sotto la statua dell'ammiraglio Nelson, sino alle passeggiate notturne illuminati dalla mole dorata di Westminster e del Big Ben. Sarà che ormai gli anglosassoni, negli ultimi decenni, hanno plasmato il nostro immaginario, ma Londra sembra davvero la capitale d'Europa. Non tanto, o non solo, da un punto di vista architettonico, ma proprio per la vivacità, per la multiculturalità, per il continuo fermento che pervade ogni via, per l'aria - umida e fredda! - che si respira. Ogni luogo rimanda alle infinite memorie culturali di cui ormai è simbolo: Hyde Park, Covent Garden, Oxford Street, la City, WhiteChapell, King's Cross e ancora si potrebbe andare avanti per un'intera giornata.

Ma, forse, la visita più stupefacente è stata quella al British Museum. La definizione di Museo è riduttiva, l'idea è quella di una cattedrale della storia umana. Ci ho passato un intero pomeriggio, ed è stato davvero emozionante, soprattutto di fronte alla stele di Rosetta [nota: è vero che, come dicono tutti, un pomeriggio non basta per vedere il British, così come non basta una giornata e probabilmente neanche due, ma varrebbe la pena andarci anche solo per un quarto d'ora, giusto per lanciare il proprio sguardo su capolavori incredibili.]. In modo un po' pirandelliano, dopo i primi sentimenti estatici umanistici, mi torna in mente la figura di Athanasius Kircher, che nei primi decenni del '600 tradusse tutti i geroglifici in latino. Un'opera che ebbe una grande risonanza tra i coevi e con la quale il dotto gesuita tedesco sperava di conquistarsi un po' di riconoscenza tra i posteri. Peccato solo che, come dimostrò Champollion un paio di secoli più tardi, tutta la traduzione di Kircher era sbagliata, e oggi, il povero Athanasius è ricordato più come aneddoto tra gli storici che altro. Se dall'archeologia dobbiamo cercare di ricostruire la vita dei popoli antichi, una delle poche cose sicuramente desumibili è che gli antichi greci passassero metà o più della loro giornata a fare vasi di ogni forma e dimensione. Lunghi, stretti, larghi, bassi, colorati, integri o a puzzle, intere sale sono piene di vasi e urne (e qui viene in mente Keats e l'Ode a un'urna greca).
Molto bella anche la Tate Modern Gallery, sia per l'edificio che per la collezione (Picasso, Mondrian, Braque, Boccioni, etc.). Molto suggestiva la "unilever Series TH. 2058" che immagina una londra futuribile in cui piove da decenni, con ragni giganti, strana flora e scheletri di enormi roditori.

 


Contrariamente al pensiero comune, ho mangiato molto bene. Tanto etnico: indiano in testa (buono, ma massacrante il risotto traboccante di chiodi di garofano), poi cinese, thailandese e coreano. Ma devo dire che ho affrontato bene anche il tipico breakfast anglosassone con bacon, salsiccia, fagioli in umido e uovo, o anche il pranzo al pub, sempre a base di salsiccia e patate.

 


Gli ultimi due giorni del soggiorno londinese sono stati dedicati ad un corso di meditazione presso un centro jainista nella prima periferia di Londra (è difficile, in queste grandi città, capire i confini).
Il jainismo è una filosofia indiana. Il concetto di scuola filosofica indiana mi ha ricordato molto quello della Grecia del periodo imperiale, come il neoplatonismo. Per i greci del periodo ellenistico, la filosofia non era solo una interpretazione fisica e metafisica del cosmo, ma un pensiero intriso anche di speculazioni religiose e rituali, in cui il fondatore assume sempre di più un carattere sacrale. Un altro aspetto affascinante del jainismo è il tentativo di unire la propria tradizione filosofica con la scienza moderna e ancora il particolare accento che questa filosofia ha sempre posto sulla non violenza assoluta, tanto da influenzare anche la formazione del pensiero Ghandiano. Anche in questo caso, nonostante le belle sessioni di meditazione e di yoga, non ho potuto non ritornare ad una fonte letteraria. La linea del Tube che portava al centro, infatti, passava anche per Baker Street, e qui, al 221b, aveva dimora il principe degli investigatori: Sherlock Holmes, anch'egli appassionato di India e di meditazione, tecnica che spesso usava - insieme al violino - per rilassare la sua mente sempre sotto pressione.

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di stefano del 09/12/2008 @ 14:54:06, in giornalismi, letto 1063 volte
La notizia viene dal sito di newsrimini.it: questa notte la giostra natalizia di piazza Tre Martiri ha preso fuoco e stamattina appare così come la si veda nella foto di newsrimini.

Non si escludono cause quali il corto circuito o un guasto, ma a questo punto torna con forza l'ipotesi razzismo!
Da dove venivano quei cavallini? Erano stati realizzati in Cina? Oppure, ancora peggio, in qualche paese dell'ex blocco sovietico? Magari dalla Romania. Non si esclude la possibilità che fossero cavallini ROM.

E ancora, nel caso fossero di italica provenienza, per quale motivo pernottavano proprio nella piazza centrale dell centro storico di Rimini? Non vi sono stalle giocattolo e altri luoghi adatti allo stazionamento di queste creature? Hanno forse dato fastidio ai negozianti con la loro musichetta urtante?

Il rogo è stato un caso, un incidente, oppure una bravata, una marachella o la giusta rimostranza di uno spirito nazionale stanco di sottostare alle imposizioni natalizie di gusto anglosassone?
E nel caso di un corto-circuito, da dove proveniva la corrente elettrica che alimentava il giocattolo? Era di sicura provenienza italiana, oppure era una corrente anomala e maggiormente soggetta e scintille spedita da remote zone del Caucaso?
Gli inquirenti stanno ancora vagliando tutte le prove. Per ora constatiamo che in questo periodo, a Rimini, i roghi vanno di moda.
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di stefano del 04/12/2008 @ 19:14:23, in giornalismi, letto 1281 volte
C'è un pensiero che mi ronza in testa da un po' di giorni, da quando ho letto la notizia dell'imminente uscita del libro di Cassano. Più che il libro in sé, mi ha colpito la tag con cui è stato pubblicizzato: in vita mia ho avuto tra le 600 e le 700 donne. La cosa mi è entrata in testa come un tarlo fastidioso e si è annidata lì. Poi è riesplosa ieri, con un'altra notizia: gli studenti inglesi protestano contro il concorso di Miss University: “Ci misurano il seno e i fianchi, come si fa con le bestie”.
E in effetti in entrambi i casi, le donne diventano poco più che bestie, oggetti, orpelli, trofei. Non c'è niente contro il sesso in sé, che anzi è una delle più belle forme di relazione tra uomo e donna, divertente, libera e giocosa, ma è proprio ciò che diventa la donna in questi contesti.
Ma mi chiedo, delle 6-700 donne che Cassano ha posseduto che fa? Tiene come trofeo i preservativi usati? o i blister delle pillole? fa una tacca sul pene, dà un morso al seno della poveretta?
Perché alla fine il concetto è quello: prese, scopate e messe in vetrina. Potrebbe anche mozzare loro la testa e attaccarla alla parete di casa. E visti gli stipendi assurdi dei giocatori di calcio immagino che abbia abbastanza muri in cui attaccarle tutte.

E' davvero avvilente vedere che ancora oggi la donna è questo, come dicevano Disegni & Caviglia ] in una vignetta di parecchi anni fa, un buco con un po' di roba attorno. Molto meno volgare, ma più gioioso e liberatorio, il sonetto dedicato al sesso, scritto a quattro mani dagli amanti Paul Verlaine e Arthur Rimbaud:

Ode al buco del culo

Oscuro e increspato come un garofano viola
Respira, umilmente acquattato tra il muschio
Umido ancora d'amore che segue il dolce pendio
Delle natiche bianche sino al limite dell'orlo.

Filamenti simili a lacrime di latte
Hanno pianto, sotto l'austro crudele che li respinge
Attraverso pietruzze di marna rossiccia,
per andarsene là dove il pendio li chiamava.

S'accoppia spesso la mia bocca alla sua ventosa.
La mia anima, del coito materiale gelosa,
Ne faccia il lacrimatoio fulvo e il nido dei singhiozzi.

E' l'oliva svanita e il flauto grazioso
E' il tubo ove discende la celeste pralina
Chanaan femminile nel madore dischiuso.
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di stefano del 04/12/2008 @ 11:10:05, in viaggi, letto 1323 volte
E' finalmente uscito il booktrailer del libro Lungo il Po.
Realizzato da SintesiComunicazione con il testo di Michele Marziani, la voce di Franco Fattori, le mie foto, il montaggio di Luca Baggiarini e la musica dei Massive Attack!
Su youtube potete guardarlo anche in alta qualità (un bel po' meglio!)
Che altro dire?
Spero vi piaccia!

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di stefano del 29/11/2008 @ 01:29:23, in giornalismi, letto 1057 volte
La notizia è uscita su un quotidiano locale del trevigiano e poi è stata rilanciata dai principali organi nazionali (qui  quella del corriere.it): il comune di Spresiano offre 2000 euro alle famiglie di immigrati che decidono di lasciare il paese.

Non voglio scrivere un commento perché mi pare superfluo, ma una semplice associazione mentale, la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto il titolo della notizia - una sorta di esercizio di scrittura automatica.
Da Commodo in avanti - se non ricordo male - gli imperatori romani pagavano tributi alle popolazioni germaniche perché non attraversassero il limes mettendosi a scorrazzare a destra e a manca.

Nel frattempo, però, molte genti "barbare" venivano arruolate nell'esercito e svolgevano i lavori più umili o venivano mandate a coltivare la terra nelle zone abbandonate... tutto qui

AGGIUNTA DEL PRIMO DICEMBRE:
Continuo con l'analogia romana.
Un altro leghista un'altra proposta (sempre dal corriere.it):
Il sottosegretario leghista Francesca Martini propone mutua e cimiteri anche per i cani. "hanno un'anima, è giusto rispettarli!".
Le persone sono diverse, ma il partito è lo stesso che proponeva 2mila euro di incentivi agli immigrati per andarsene.
E' proprio vero che l'ultimo liberto dell'imperatore conta più di un uomo libero
(Svetonio, su Claudio).
articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
di stefano del 24/11/2008 @ 18:24:15, in giornalismi, letto 1784 volte
Io capisco che i linguaggi tecnici abbiano la loro semantica, e mi rendo conto che in un ambiente giuridico sia importante eliminare le ambiguità, però alcune volte rimango comunque sorpreso. E' probabile che pensasse a queste sfumature il gip riminese che ha condotto le indagini sui quattro ragazzi (appena arrestati) che alcuni giorni fa hanno dato fuoco ad Andrea Severi, un senzatetto che viveva su una panchina di Rimini, quando, per eliminare i presupposti di razzismo e le motivazioni politiche, ha parlato di bravata.

Quand'ero piccolo la bravata era rompere per sbaglio una finestra di un magazzino con una pallonata e scappare via.

Ma i tempi cambiano, e questo articolo non vuole diventare la solita rievocazione di com'era meglio un tempo quando le stagioni erano sensate, c'era poco traffico, le fragole sapevano di fragole... No, i tempi cambiano, bisogna accettarlo. L'unica cosa importante è adeguare il vocabolario. Ed è quello che mi propongo qui.
In scala crescente:

gherminella: vessare i compagni di classe, specialmente se nerd o brutti, urinare in giro per la città, parcheggiare un po’ a cazzo.

monelleria: abusare sessualmente di compagni e parenti specie se con evidenti problemi psicologici, rubare, taglieggiare, impennare col motorino.

bravata: dare fuoco ad un barbone, scippare una vecchia (solo se antipatica), incendiare cassonetti, violentare immigrate e tirare motorini dai palchi degli stadi, chiedere il pizzo.

ragazzata: uccidere un ragazzo a bastonate, imbrattare tombe e lapidi di ebrei, rom, e altri gruppi notoriamente poco simpatici, cercare di ingropparsi la prof a scuola.

marachella: allestire campi di concentramento per l'immagazzinamento e l'eventuale smaltimento di gruppi etnici non ben integrati, dire “negro di merda”, dare vita ad un'associazione a delinquere di stampo mafioso, offrire un mutuo a tasso variabile.

birichinata: costruzione di armi di distruzione di massa ed uso di queste ultime su popoli indifesi e innocenti. Smaltimento illegale di rifiuti, traffico di esseri umani, scaccolamento in pubblico.

birbanteria: fomentare guerre di religione e scontri interculturali tra genti, popoli e persone, non riuscire a fare i conti con il proprio passato, scippare vecchiette anche se gentili e simpatiche, testare prodotti nocivi sulle persone, fare baccano oltre le due di notte, genocidio.

Ecco. Ora che lo sappiamo, sarà molto più facile leggere un articolo di giornale e rendersi conto di quello che ci raccontano.
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di stefano del 20/11/2008 @ 12:00:28, in webwebweb, letto 1373 volte
Faccio seguito a Michele Marziani che, nel suo blog, ha pubblicato in pdf liberamente scaricabile: Dizionario Padano il primo capitolo di Lungo il Po, il libro nato dal viaggio alla scoperta di sapori e genti del Grande Fiume, e finalmente metto su Flickr una selezione di foto dello stesso viaggio.
Superando la pigrizia che mi attanaglia in futuro vorrei aggiungerne anche altre.
Intanto aggiungo qui sotto lo slide e qui il link alla pagina di flickr (lo slide è liberamente copiabile sul proprio sito, linkabile, etc.)

buona visione!


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di stefano del 11/11/2008 @ 19:01:39, in giornalismi, letto 1197 volte
L'attività umana genera calore, e spesso gas serra.
Bruciare un barbone le genera entrambe. Oltre a far riscaldare una situazione che sembra un deja vù dell'Istituto Luce. Si è sviluppata una quantità smodata di gas serra mentali, che aumenta la temperatura della nostra testa e ci fa sragionare. La situazione è orribile.
Non pensavo di dover vivere delle scene che, per quanto mi riguarda, sono già insostenibili da vedere nei documentari sulla storia del '900. Per chi avesse perso la cronaca, ieri, 10 novembre, a Rimini è stato bruciato un senza tetto, da anni residente in città.
Per me era un volto noto. Lo incontravo spesso, in via Flaminia, tutte le volte che ci passavo in bicicletta. E prima ancora, qualche anno addietro, quando stazionava nel parco Cervi. Aveva un viso marmoreo, e un po' triste (provate voi a vivere all'aperto sempre). Io lo guardavo e dopo poco lo dimenticavo. Ma mai, e dico mai, avrei immaginato né pensato che avesse potuto rischiare la vita per la semplice decisione - o perché costretto dagli eventi - di vivere su una panchina. In quella che d'istinto chiamerei la mia città.

Secondo gli ultimi bollettini, sembra fuori pericolo. Ma noi no. Noi siamo ancora in grave pericolo. Facciamo scalpore se un nero vince le elezioni nel 2008, in ritardo di almeno 2 secoli, e viviamo circondati da un razzismo strisciante e da una situazione sempre più soffocante.

E non è colpa dei governi. I governi sono sempre autoritari e tirannici. Ma giorno dopo giorno scema l'indignazione popolare, quando addirittura non si tramuta in approvazione. Approvazione verso le manganellate agli studenti, approvazione verso il pugno duro verso i dimostranti, approvazione verso le leggi razziste nei confronti degli immigrati, approvazione verso ogni lesione della dignità e, soprattutto delle nostre libertà. E quando la società concorda con le maniere forti, allora sparisce ogni remora, ed ogni barriera di civiltà.

Perché chi si prende le manganellate in piazza per la sua protesta, differisce da noi pantofolai solo perché le prende per primo, non perché noi siamo più al sicuro.
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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