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 sushi... di stefano
La mappa non è il territorio

Alfred Korzybski
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 17/02/2010 @ 10:23:32, in giornalismi, letto 2098 volte
radio2 Che senso ha Sanremo senza la Gialappa's Band? Chiedetelo a Flavio Mucciante, il nuovo direttore di Radio2 che ha cancellato con un colpo di spugna la trasmissione del trio milanese in onda dal 2001. Inutile dire che il commento della Gialappa's era l'unico in grado di dare un tocco di divertimento all'ormai moribondo festival della canzone italiana.
Ma torniamo alle opere del grande Flavio Mucciante, arrivato da poco a Radio2. Appena insediato ha deciso la cancellazione di alcuni programmi storici dell'emittente tra cui Condor (condotto da Luca Sofri e Matteo Bordone) e L'altro Lato, un programma simpatico di Federico Taddia.

Poi la decisione di eliminare la Gialappa's. Il perché di questi cambiamenti? A leggere il comunicato di insediamento del neodirettore, vengono i brividi da febbre gialla.
La nostra radio è originale, veloce e affidabile, solida, grintosa, moderna sul solco della tradizione, aperta alle suggestioni del mondo e della società italiana. Insomma, sempre di moda e soprattutto sempre di tendenza”.

che, tradotto, fa più o meno così:

Fuffa, fuffa fuffa, fuffa, fuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffa fuffa, fuffa fuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffa

Si rilancia il marchio, insomma, il brend! Ma non è finita!
“E stiamo studiando - continua il direttore - anche una promotion con “L’isola dei famosi””.

Questa sì che è programmazione di qualità! Sì, insomma, l'idea è quella di trasformare la radio pubblica - uno dei pochi paradisi in Italia - nella brutta copia della televisione.

Tornando alla Gialappa's, si può dire tutto di loro, tranne che non siano di tendenza e non facciano audience, per cui la loro sospensione rimane un mistero. Nei forum dedicati al gruppo si parla di accordi mancati, problemi sui compensi, e volontà della nuova direzione di cambiare rotta.

Nessuno afferma che Radio2 pre-Mucciante fosse perfetta, per carità, c'erano scelte discutibili, un po' troppo Fiorello, e anche il programma che ha sostituito la Gialappa's, Moby Dick, in altri orari è davvero piacevole!, ma non se ne può più di questi grigi burocrati amministratori che arrivano audience alla mano, dati e pubblicità nell'altra che tengono i soldi in tasca e importano tutta l'immondizia dalla tv in radio. Da utente canonizzato (cioè che paga il canone) io esprimo tutto il mio dissenso e la mia stanchezza davanti alla distruzione di ogni servizio pubblico.

Mi sembra ogni giorno di più che la Rai faccia un passo avanti e due indietro. Prendiamo, ad esempio, il tanto declamato sito internet di Radio2, da poco vittima di un nuovo restyling! Risultato? Un gran caos, difficile navigazione e nuovi entusiasmanti problemi. Se fino a qualche mese fa ascoltavo quotidianamente la radio in streaming, oggi collegarsi è impossibile! Meno banda disponibile? Chissà! Ma come spesso succede in Italia, dietro al restyling si nascondo nuovi disservizi.
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di stefano del 19/02/2010 @ 12:42:02, in appuntamenti, letto 1247 volte
Erano ormai mesi, quasi un anno, che non si parlava più di Po in questo blog.
E ora eccolo che torna fuori.

Domani, sabato 20 febbraio, allo spazio sottoesposizione di Piacenza (clicca qui per sapere dov'è), Michele Marziani ed io racconteremo il libro nato dall'ormai lontano viaggio del 2007, Lungo il Po, Viaggio controcorrente alla scoperta alla scoperta di sapori, gente e leggende del grande fiume.
L'incontro comincerà alle 17 e 30.
Non mancherà la proiezione del booktrailer del libro (che si può rivedere cliccando qui nel nuovo sito internet di AlternautaVideo - siamo sempre Luca Baggiarini ed io) e delle foto di viaggio.
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di stefano del 26/02/2010 @ 22:40:59, in pensieri sparsi, letto 1167 volte
Non ho fatto in tempo a parlare del Po che un branco di assassini ha ben pensato di riversare nel Lambro una marea di petrolio per 9 ore di seguito.
E che sarà mai! Tanto il Po chi se lo fila?

Davanti a questo scempio non riesco a scrivere nulla.

[Aggiunta delle 23.27]

Durante l'ultimo anno delle superiori, c'era una poesia che proprio non mandavo giù.
Era Alle fronde dei salici, di Quasimodo.

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.


Ho sempre pensato che fosse un atto di viltà, un tradimento, una fuga.
Oggi, invece, la sento più vicina.
Perché ogni parola sembra inutile e superflua e ancora debole e incapace di contenere tutta la rabbia.
Diventa vuota retorica.
L'odio le snatura. Perché non si può che odiare chi compie un atto del genere, come se non fosse un omicidio, come se la natura fosse qualcosa di altro da lui o da noi.
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di stefano del 27/02/2010 @ 00:00:01, in webwebweb, letto 2004 volte
Blocchi pensanti.
Anche se nel presente succedono cose che fanno disperare sul futuro dell'umanità, ci sono sempre speranze.
Ogni tanto si lancia un'occhiata nel futuro e si vede un'invenzione geniale.
Un approccio al mondo e alle informazioni diverso, più giocoso e affascinante.


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di stefano del 03/03/2010 @ 16:40:31, in spot, letto 2328 volte
E' come quando si sta con una ragazza ma si pensa ad un'altra. Ogni volta che vedo in tv la pubblicità di Glade Scented Oils (quella in cui la signora di casa accende la candelina, e poi arrivano le tre amiche, che entrano dalla porta e fanno tanti complimenti per gli ottimi odori che sentono in casa), in realtà vedo questo:




da Ridere per ridere
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di stefano del 11/03/2010 @ 09:02:58, in giornalismi, letto 2327 volte
Dopo un ventennio di berlusconismo, è ormai chiaro che il premier conosce bene le abitudini e gli schemi degli italiani, per cui, ormai, mi fido ciecamente delle sue conclusioni.

Quella di oggi (11 marzo) è una grande lezione da imparare. Quanto dura la memoria degli italiani? Berlusconi non ha dubbi: 12 giorni.

27 febbraio: Le liste del PDL vengono presentate in ritardo a causa di problemi interni (indecisioni su chi candidare) e incapacità di chi deve presentarle: succede il patatrac
11 marzo: esattamente 12 giorni dopo Berlusconi dichiara candidamente che c'è stato un piano chiaro di magistratura e radicali (i famosi radicali liberi) per impedire la presentazione delle liste. I suoi uomini sono stati bloccati.

Fantastico! Neanche Orwell aveva osato tanto. Nel mondo di 1984 esistevano degli uffici in cui impiegati-pseudo-redattori cambiavano le notizie dei giornali passati per creare la loro versione della Storia. Ma ora non c'è neanche più bisogno di questo! E' sufficiente lasciar passare 12 giorni e dire ciò che si vuole.

Gli uomini del suo governo, che tanto lo ostacolano, dovrebbero fidarsi più di lui. Tutti quei fascisti frustrati del suo entourage che ora mordono il freno non avrebbero impiegato 60 anni a distruggere la resistenza, facendo circolare l'idea che ogni scelta è uguale all'altra, e che tutto è opinabile.

Tanto di cappello!
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di stefano del 12/03/2010 @ 12:55:36, in recensioni, letto 3373 volte
“Che spettacolo, cazzo!
Che professionisti, cazzo!
Mi ha rinfrancato l’anima!”

Questo è il commento che qualcuno, dietro di me, ha fatto alla fine dello spettacolo del Cirque du Soleil: Saltimbanco. Io lo condivido. E lo cito, come ogni giornalista onesto deve fare con i commenti degli altri. Forse l’avrei detto in modo meno colorito, ma il senso è quello!

E’ il secondo spettacolo che vedo del Cirque du Soleil, il primo è stato due mesi fa, a Londra: Varekai. L’impostazione è la stessa. Si alternano momenti di grande suggestione, siparietti comici, esercizi ginnici al limite del credibile, sontuose coreografie di ballo.

L’esperienza è appagante. Metà serata la si passa col naso all’insù a guardare due ragazze, belle, che fanno evoluzioni incredibili al trapezio, o due omaccioni pelati e muscolosi che si sorreggono l’un l’altro per il collo, uno in piedi e l’altro a gambe per arie con il collo appoggiato a quello del compagno. Tutte le musiche sono dal vivo, molto belle, a parte quando virano verso “Il Re Leone” style, che non amo particolarmente.

Varekai è più sontuoso, complice anche la Royal Albert Hall di Londra, con la sua conformazione sferica e i soffitti immensi, sotto i quali gli artisti volano da un angolo all’altro. Il tema di Varekai è quello della foresta, gli atleti-artisti sono vestiti da animali, con colori sgargianti. Strisciano, saltano, volano! Saltimbanco ha un tema più felliniano, le maschere ricordano alcuni pupazzi dei fumetti manga, o gli attori del burlesque. Ma l’adrenalina non cala di un punto.

Si può davvero dire:
“Che spettacolo, cazzo!
Che professionisti, cazzo!
Mi ha rinfrancato l’anima!”

L’Adriatic Arena di Pesaro non ha il fascino di un teatro, e ha, da fuori, una bizzarra forma a chiappe. Pare poi che viga l’abitudine di versare acqua e coca cola sugli scomodissimi sedili della platea. Ogni volta che mi alzavo avevo l’impressione di indossare dei pantaloni di velcro su una sedia di velcro. Il minibar, poi, consegna le bottiglie di plastica senza tappo, per evitare che qualcuno decida di lanciarle piene verso il palco. Ora, non so quali spettacoli abbiano solitamente in cartellone, ma mi sembra una precauzione davvero esagerata, anche perché le bottiglie senza tappo si candidano tra gli oggetti più scomodi del mondo. Metà contenuto va per terra, l’altra metà sui sedili di quelli della fila sotto, e così si finisce in un loop infinito.

Un’ultima nota tecnica. Avulsa dalla bravura dei ragazzi del Cirque du Soleil.
Ma perché le cose fatte in Italia diventano sempre un furto?

Varekai a Londra:
prezzo del biglietto 69 euro (x2)
commissione: 0 euro
spedizione a casa: 0 euro
totale: 138 euro

Saltimbanco a Pesaro
prezzo del biglietto 69 euro (x2)
commissione ticketone: 8,98 euro
spedizione a casa: 10 euro
totale: 156,28

Ladri!
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di stefano del 30/03/2010 @ 09:21:55, in giornalismi, letto 2089 volte
Da poche settimane sto lavorando ad un nuovo progetto. Si chiama alternautavideo. E' un lavoro che porto avanti insieme a Luca Baggiarini, mio video-socio ormai da parecchi anni.
Oltre ai booktrailer e ad alcuni video su commissione, stiamo lanciando una sezione dedicata al videogiornalismo.
Questo è il nostro primo lavoro.

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di stefano del 14/04/2010 @ 00:24:25, in giornalismi, letto 1849 volte
Il cittadino di Adro che ha pagato per la mensa scolastica (per chi non conoscesse la notizia alcuni bambini non ricevevano più il pranzo perché le famiglie non pagavano) ha scritto una lettera all'amministrazione.

Al di là del fatto di cronaca e delle opinioni, è una bella lettera.
Eccola:

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che:

* Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
* So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala.
E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando nonpagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.

Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.
E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

(presa da www.bresciapoint.it)
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di stefano del 20/04/2010 @ 09:33:49, in giornalismi, letto 2434 volte
World of Fantasy è un nuovo portale della DeAgostini dedicato al mondo del fantastico. Ancora Fantasy? Il fantasy esiste ancora? Sì, e se la cava piuttosto bene. L'idea del portale, infatti, è proprio quella di creare una community che discute non solo del genere, ma cerca di capire come si evolve, cosa succede nel mondo, ma soprattutto cerca di scrivere qualcosa assieme.

Partecipo anche io, che ho letto Tolkien millenni fa - o almeno così mi sembra - e ho continuato a bivaccare qua e là nel genere con letture, scritture, giochi, ambientazioni, e altro.
Insieme a Luca.
Per l'apertura abbiamo realizzato due reportage dai più interessanti appuntamenti del settore: la fiera del gioco di Modena PLAY, e la fiera dei libri per ragazzi di Bologna, Bologna children's book fair.
Ecco il link al sito, sezione approfondimenti,
e di seguito i due video.





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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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