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 Ninfee in un piccolo laghetto... di stefano
[A Persefone]
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone

Inni Orfici
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 23/01/2006 @ 16:53:00, in giornalismi, letto 845 volte


Nella gallery, sezione personaggi, sono stati aggiunti alcuni ritratti di colleghi, amici o semplicemente persone intervistate durante i più vari servizi giornalistici.

Qui sopra le piccole preview, nella gallery trovate le immagini intere (anche se sempre in formato ridotto)
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di stefano del 21/01/2006 @ 17:58:00, in webwebweb, letto 1277 volte
Ho finalmente trovato un fratello di web! Pensavo di essere l'unico idiota a regalare al mondo virtuale (per altro totalmente disinteressato al mio presente) storie della mia morte. E invece no!

In questo sito, Chuck Lumb mette in mostra delle divertenti foto di sue probabili morti sparse per la casa o in giro per la sua città.

Lo vediamo caduto dalle scale, oppure impiccato al ventilatore di casa e altre amenità mortuarie. Io - per quanto di foto stupide ne abbia a bizzeffe - le mie future e potenziali morti le racconto solo, su questo sito. Quelle dei mesi passate possono essere lette nella sezione ricerca

E insomma eccoci qua, tutti morti e divertiti!
Cosa c'è di meglio?
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di stefano del 14/01/2006 @ 18:48:00, in viaggi, letto 959 volte
Eccolo, alla fine, il rinascimento,
la sua geometria luminescente che cerca di tracciare una linea diretta che colleghi l'uomo e la razionalità. Eppure, pur nella sua bellezza il duomo di Firenze e il campanile di Giotto, o ancora le stupefacenti geometrie di Santo Spirito, lo spazio tagliato dalle colonne del Brunelleschi, rimangono solo una delle facce di Firenze, incomprensibile senza la violenza e l'oscurità della parte più antica e primigenia della città.

La ricerca dei numeri perfetti, della verità unica e onnicomprensiva, del sistema che spieghi le più piccole particelle disperse nel nostro corpo o i più lontani quasar di sconosciute galassie, nasconde, e spesso neanche troppo, la parte più animalesca e istintiva.

Questi viaggi doppi, che corrono per le strade e tra le arterie e i neuroni, che lentamente ci uccidono con nuova sapienza sempre più insopportabile sono quelli che Hesse definiva i veri viaggi, non semplici spostamenti per turisti stanchi in cerca di una settimana di svago.
Ma la necessità di scoprire una città e quindi di lasciarsi scoprire dalle strade e dalle pietre della città. Osservarla nella sua prostituzione e prostituirsi per conoscerla.

Il viaggio non è mai facile, è fatto di sangue e sudore, bisogna accettare il rischio, anche quello di perdersi nel dedalo di strade e sensazioni, di conoscenze e paure. Ma alla fine, si scopre l'intimità delle strutture, il senso delle linee e delle disposizioni degli edifici e i monumenti, il genius loci altrimenti incomprensibile.
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di stefano del 13/01/2006 @ 00:20:00, in viaggi, letto 1063 volte


Passeggio per le vie di Firenze, di notte. Dall'albergo, un vecchio palazzo del 1700 vicino alle sponde dell'Arno, fino al centro storico c'è una sola lunga via, dritta come un fuso.
Su uno stretto marciapiede imbrattato qua e là di vomito e serrato tra macchine e motorini parcheggiati cerco invano l'anima rinascimentale di Firenze, un genio che sembra non appartenere a questa città. La capitale dell'alba rinascimentale arranca ancorata ad una sera scura e malevola, persa nella tenebra di una storia mai superata. Nella via che man mano diventa vicolo, ingoiata tra alte pareti di pietra di edifici, le ultime falangi del fiume sfiorano la schiena e la base del collo. Fredda Firenze, bella e malvagia, come la sorella nascosta e reclusa di una bella dama di corte. L'una partecipa ai banchetti e alle serate decadenti dell'alta società, nella musica martellante di una discoteca che improvvisa appare all'angolo di una strada; l'altra occultata sin dalla nascita nello sgabuzzo insieme alla polvere e alla fuliggine, con il peso degli anni che impolvera e sbiadisce i capelli.
Qui, la violenza degli eventi storici sembra ancora ansimare passando di fianco ad un gruppo di ragazzi accrocchiato e isolato. Una chiesa strappata al suo medioevo immaturo, dalla facciata scabra e accidentata come un cratere scavato, è stata portata di forza tra i palazzi aperti a varco.
Le notti a Firenze sono fatte per non finire, tanto l'oscurità scivola e decanta negli angoli tra le case e tra gli scuri colonnati che hanno pugnalato i fratelli diurni e dorati. In attesa e fermi, il peso di quest'oscurità greve e resistente, ben ancorata alle fondamenta della città, svolazzante come una gonna trapunta sopra una calzamaglia di un signore del quindicesimo secolo, rivolta e squarta la città, per mostrarne l'anima sotto l'algida, crudele e divinamente terribile luce delle stelle, alla quale non si può mai e poi MAI mentire.

Incrocio lo sguardo di alcuni ragazzi che cercano compagnia per la notte, con la sicurezza di chi sa come e dove trovare una donna per non rimanere solo. Io l'ho già trovata la mia, e mi porta prigioniero a visitarne le enormi carceri, sul selciato, e nelle piazze per turisti e studenti, ma il cuore nero pulsa da dietro le grosse pietre e rivela l'omicidio, l'assassino, la vittima e gli spettatori.
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di stefano del 11/01/2006 @ 01:22:00, in giornalismi, letto 1139 volte
Imperdibile, incredibile, fantascienza fatta realtà! E' google earth, il nuovo accessorio di google ora scaricabile sul proprio computer e godibile con una semplice connessione ad internet.

Il mondo sotto il proprio mouse, anzi di più! Non solo, infatti, si può mettere la propria manina sul globo e girarlo a piacimento, ma una volta trovata la propria meta, si ingrandisce a forza di zoom fino ad un palmo di naso. Foto satellitari su foto satellitari fino alla definizione massima (si vedono le automobili parcheggiate sotto casa, per intenderci).

E' questo non è tutto! si possono selezionare una serie di parametri per avere sott'occhio le webcam delle città, le strade, i confini, gli utenti collegati e un'infinità di altre cose.

A parlarne non se ne immagina un centesimo. Bisogna assolutamente provarlo, anche perché è a gratis (moto a luogo!)

Ripeto: incredibile, bellissimo!
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di stefano del 23/12/2005 @ 13:37:00, in pensieri sparsi, letto 1047 volte
Vista l'assoluta mancanza di richieste in tal senso, e con l'aiuto del noto giornale scientifico SPY Magazine (Gennaio 1990), sono lieto di presentare l'annuale inchiesta scientifica su Babbo Natale.

1)Nessuna specie conosciuta di renne può volare. MA ci sono 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare. benché la maggior parte di questi siano insetti o germi, ciò non esclude COMPLETAMENTE la possibilità che esistano renne volanti, che solo Babbo Natale sembra aver visto.

2)Ci sono due miliardi di ragazzi (persone sotto i 18 anni) nel mondo. Tuttavia, dato che (sembra che) Babbo Natale non visiti ragazzi Musulmani, Indù, Ebrei e Buddisti, questo riduce il lavoro al 15% del totale - 378 milioni, secondo L'ufficio per le Popolazioni. Ad una media (censita) di 3.5 per abitazione, sono 91,8 milioni di case. Si presume che ci sia almeno un bravo ragazzo in ogni casa.

3)Grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, Babbo Natale ha 31 ore disponibili per il suo lavoro, assumendo, come sembra logico, che viaggi da est ad ovest. Questo comporta 822.6 visite per secondo. Cio' significa che, per casa di cristiani con almeno un bravo ragazzo, Babbo Natale ha 1/1000 di secondo per parcheggiare, saltare fuori dalla slitta, scendere per il camino, riempire le calze, mettere i regali sotto l'albero, mangiare qualsiasi cosa sia stata lasciata, risalire per il camino, balzare sulla slitta e dirigersi alla casa successiva. Dando per scontato che ciascuna di queste 91.8 milioni di fermate sia distribuita omogeneamente sulla Terra (cosa che sappiamo non essere vera, ma che per amore di calcolo assumiamo come vera), stiamo parlando di una media di .78 miglia per casa (circa 1,154 km), e di un viaggio totale di 75,5 milioni di miglia (112 Milioni di Km), senza contare le fermate per fare quello che la maggior parte di noi fa almeno una volta ogni 31 ore, più il cibo, etc. Questo implica che la slitta di Babbo Natale si muove a 650 miglia al secondo (962km/sec), 3.000 volte la velocità del suono. A titolo indicativo, il più veloce veicolo dell'uomo, la sonda spaziale Ulisse, viaggia alla misera velocità di 27,4 miglia/sec. (40,5 km/sec). Una renna normale può raggiungere al massimo 15 miglia all'ora (22km/ora).

4)Il carico della slitta assume un altro elemento interessante. Assunto che per ogni bambino non ottenga nulla di più che un Lego medio (2 libbre, circa 900 grammi) la slitta trasporta 321.300 tonnellate, senza contare Babbo Natale stesso, che e' sempre descritto sovrappeso. Su terreno, una renna convenzionale può trainare 300 Libbre (136 Kg.). Anche accettando l'ipotesi che le "renne volanti" (vedere punto (1)) possano trainare un peso DIECI VOLTE superiore a quello di una renna normale, non ci basteranno otto renne, e neppure nove. Abbiamo bisogno di 214.200 renne. Questo incrementa il peso lordo a 353.400 tonnellate - senza contare la slitta!. Ancora, a titolo di comparazione, questo e' quattro volte il peso della Queen Elizabeth.

5)353.000 tonnellate che viaggiano a 650 miglia al secondo creano un enorme attrito con l'atmosfera - questo provocherà il riscaldamento delle renne nella stessa misura di un'astronave al rientro nell'atmosfera. La prima coppia di renne assorbirà 14.3 QUINTILIONI di joules di energia. Al secondo. per ciascuna. In breve, si volatilizzeranno praticamente all'istante, esponendo le renne alle loro spalle e creando un'assordante bang supersonico nella loro scia. L'intero gruppo di renne verrà vaporizzato in 4,26 millesimi di secondo. Babbo Natale, contemporaneamente, sarà soggetto a forze centrifughe pari a 17.500,06gravita'.Un Babbo Natale di 250 Libbre (113kg.) (che sembrerebbe comicamente magro) sarebbe inchiodato al fondo della slitta da una forza di 4.315.015 libbre (1.957.420 Kg.).

6)In conclusione se Babbo Natale ha mai tentato di consegnare regali alla vigilia di Natale, ora e' morto.
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di stefano del 19/12/2005 @ 16:08:00, in pensieri sparsi, letto 1033 volte
Sono numerose le tradizioni magico-cabaliste in cui la parola è intrisa di potere. Basterebbe citare il golem di Rabbi Juda Lew, che si animava quando le sillabe del nome Adamo venivano incise sulla sua fronte, oppure il folletto di origine celtica che si poteva scacciare solo conoscendo il vero nome.

Il vero nome è l'essenza della cosa. Non è una questione etimologica, ma magica. Anche il nome delle città è legato ad un antico nume tutelare, così come il nome dei luoghi e delle persone.

Questa breve riflessione, che in realtà richiederebbe una ben più lunga - e affascinante disanima - me l'ha data una notizia uscita alcuni giorni fa sul sito di The Moscow Time:

"Il nuovo parlemento ceceno ha chiesto al Cremlino l'autorizzazione a cambiare il nome della capitale Grozny in Akhmad-Kala, in onore di Akhmad Kadirov, l'ex presidente filorusso ucciso in un attentato nel maggio del 2004. Secondo i deputati il nome Grozny, che significa "terribile", è legato ai momenti più drammatici della storia cecena".


I nomi delle città cambiano nel corso dei secoli, alcuni evolvono il proprio gruppo di lettere, vocali e consonanti, altre lo cambiano per celebrare una rinascita, una conquista od un cambiamento di cultura, come ad esempio l'antica Bononia celtica, che nelle mani degli etruschi si chiamava Felsina. Oppure Maleventum chiamata poi Beneventum per celebrare la vittoria romana contro Pirro, Sanpietroburgo (nel periodo di influenza della cultura tedesca), o Pietrogrado, o, nel periodo del comunismo, Leningrado.

Fine della breve lista, o si rischia di non smettere più. Anzi, lanciamo una collaborazione, tanto per i 5 lettori abituali del sito, quanto per gli occasionali: segnate nei commenti eventuali altri nomi di città che hanno cambiato nome e, se la sapete, l'origine. Dai più banali ai più particolari.
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di stefano del 09/12/2005 @ 16:59:00, in pensieri sparsi, letto 993 volte
E' appena passato in televisione uno sceneggiato sulla vita e sulle battaglie di Giulio Cesare e sulla congiura ordita dai senatori, capeggiati da Cassio, per ucciderlo durante le idi di marzo.

Ne ho visti di peggio, non era realizzato male. Tutto incentrato -ovviamente- su Cesare, io non riuscivo a staccare gli occhi da Bruto, il personaggio più umano e interessante.

E subito, dal primo istante, prima ancora della storia e dei ricordi delle lezioni universitarie mi sono balzate in mente le parole di Shakespeare, le frasi adulatorie e tentatrici con cui Cassio porta Bruto tra i congiurati e che, nello stesso tempo, sono un meraviglioso inno all'uguaglianza. Sono andato immediatamente a rileggerle.

atto primo scena II

Cassio discorre con Bruto di Cesare

"Egli è un colosso che tien sotto i suoi piedi questo angusto mondo, e noi, piccoli mortali, noi ci muoviamo sotto le sue gigantesche gambe volgendo intorno lo sguardo per trovare una tomba senza gloria. Ma vi sono età nelle quali gli uomini diventano arbitri dei propri destini. Se siamo schiavi la colpa è nostra, Bruto, non delle nostre stelle. Bruto! Cesare! Che vi è dunque in questo nome di Cesare? Perché deve essere pronunciato con maggiore solennità del tuo? Scrivili l'uno presso l'altro e il tuo non perderà nel confronto. Pronunciali entrambi: il tuo è egualmente sonoro. Ponili sulla bilancia, avran peso uguale, gli spiriti evocati da questi nomi si mostreranno così al suono di Bruto, come a quello di Cesare. Ora in nome di tutti gli dei, di quale sostanza si pasce questo Cesare per essere venuto a tanta altezza?..."
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di stefano del 18/11/2005 @ 02:24:00, in giornalismi, letto 1032 volte
Il governo italiano ha annunciato che, se lo riterrà necessario, durante le olimpiadi invernali di Torino 2006, sospenderà il trattato di Schengen.

Non c'è niente da fare, Schengen ha sempre vita dura. Ad ogni occasione, i governi europei trovano tutte le scuse per sospenderlo il più a lungo possibile. E' difficile vivere senza confini, sapere esattamente dove finisce ciò che posso chiamare "mio" e dove invece comincia "l'altro".

Eppure, un'Europa senza dogane e confini è una conquista straordinaria, è la realizzazione del sogno illuminista: un mondo in cui le culture si incontrano e non si isolano; così come viaggiare è una delle più alte attività della compagine umana, perché permette di diluire il proprio punto di vista limitato e spesso bigotto nella vastità delle culture e delle società umane.

Figuriamoci cosa sarebbe il mondo! Ma è ancora troppo lontano quel giorno.
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di stefano del 18/11/2005 @ 02:05:00, in webwebweb, letto 1504 volte
Alzate gli occhi e preparatevi a guardare la discesa di Dio. Ma non pensiate di vederlo scendere con immagini da apocalisse, carri celesti e schiere di angeli. No, secondo il Profeta Yahweh, Dio scenderà in terra con una fiammante astronave guidata dai suoi angeli.

Questo sedicente mix tra un rapper incazzato e una pantera nera anni '70 afferma di aver riportato in vita l'antica arte di evocare gli ufo e le astronavi spaziali al suo comando.

Cosa centra la capacità di evocare gli ufo con Yahweh in persona? Semplice! Sempre secondo il profeta Yahweh, Yahweh stesso e i suoi angeli sono esseri superumani che vivono su altri pianeti e che viaggiano su astronavi spaziali.

Oltre a queste imperdibili chicche di teologia, il sito contiene filmati in cui Profeta Yahweh mostra all'incredulo mondo come funziona la sua evocazione. Eccola in breve: Profeta Yahweh si mette su un tappeto e inizia a salmodiare. Subito dopo la telecamere punta verso il cielo dove un lontanissimo puntino luminoso si agita in modo inconsulto. Eccoli! Gli alieni! Yahweh e i suoi angeli scendono sulla terra.

Il sito contiene numerosi filmati e messaggi audio in cui Profeta Yahweh invita gli utenti a diventare suoi studenti e capire in che modo Profeta Yahweh riesce a chiamare a comando i dischi volanti, oltre, ovviamente, a numerose richieste di donazioni.

Gli intenti finali di profeta Yahweh sono di risvegliare tutti i neri d'America, figli di schiavi, che sono, in ultima analisi, gli unici veri figli della tribù di Giuda, gli unici veri israeliti degni di vedere Yahweh.

Io sto già pensando di convertirmi. Voi? Fratelli nel nome del Dio Ufo Yahweh?
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
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Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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