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 un occhio sul panorama di Ascoli Piceno... di stefano
Pensai che in un paese nuovo c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, e ripercorre la stessa strada da dove ero venuto non sarebbe stato particolarmente interessante o istruttivo.

Carl Von Linne'
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
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di stefano del 28/09/2009 @ 23:53:05, in giornalismi, letto 1660 volte
Ieri la Voce, quotidiano locale di Rimini, dopo aver scritto che lo scorso sabato si è svolta una manifestazione contro il razzismo a cui hanno partecipato “qualche no global e alcuni senegalesi” - così, giusto per ghettizzare gratuitamente, anche se i “no global” erano tanti e diversi tra loro e idem le centinaia di senegalesi (perché non negri, direttamente?) - si è lanciata, qualche pagina dopo, in uno strenuo attacco contro l'aborto.
La retorica era la stessa di cui oggi sono pieni giornali, riviste e trasmissioni. Donne assassine, vite spezzate, crudeltà, follia moderna di una società senza più guide, idee, o una direzione.

C'è una cosa in tutto questo che mi lascia perplesso, e va al di là del fatto in sé. Ma siamo ancora così immaturi da non riuscire ad affrontare un argomento di grande portata come quello dell'aborto, senza trasformare la discussione in una lotta tra sì e no?
Voglio dire, ai bambini si insegna che il mondo non è bianco e nero ma ricco di sfumature e poi quando si cresce si dimentica tutto e ci si fa la guerra in due grandi fazioni? E soprattutto questo accade nei media, che dovrebbero essere i principali portatori di dialogo. Ora, va bene che i giornali non sono neutrali, ma riportano una visione o anche solo l'idea del giornalista che scrive, ma... allora chi scrive? Un bambino di tre anni?

E' così difficile capire che un aborto è un tema estremamente delicato? Che chi, soprattutto uomo, non concepisce minimamente ciò di cui parla non dovrebbe permettersi di chiamare assassine donne che neanche conosce e di cui non sa la storia? Quando una donna decide di abortire si porta dietro una ferita che non l'abbandona. Non è una scelta che si fa con leggerezza perché si appartiene ad una fazione o ad una linea di pensiero.

E dall'altra parte va detto che non c'è nulla di più aberrante dell'idea che orde di ragazzine prendano l'aborto né più né meno che un anticoncezionale come un altro. Perché ci sono anche queste. Ma sono persone. Ognuno con le sue turbe. C'è chi guida per necessità e chi per andare a 180 all'ora, ma non si nega la macchina a tutti perché fuori è pieno di decerebrati. Penso che una donna non sia padrona della vita che porta, così come non lo sono i genitori dei figli. Ma esistono situazioni in cui una donna deve fare delle scelte. Scelte difficili, che sfociano in una decisione dura, che porta all'interruzione di gravidanza. E' giusto che lo stato cerchi di aiutare chi rischia di abortire per indigenza o problemi risolvibili, ma rimane il fatto che la scelta finale è della madre, nella speranza che la madre abbia la saggezza di scegliere al meglio. Ma la saggezza non ha mai abbondato nella nostra specie.
Di sicuro c'è solo che se qualcuno ha una posizione univoca, ferma e scevra di dubbi, sbaglia!

E ora la parte migliore, che come sempre non è mia
“Come un uomo potrebbe sapere cosa sia una donna? La vita della donna è completamente differente da quella degli uomini. Dio ha fatto così. L'uomo è sempre lo stesso sin dalla sua circoncisione fino alla sua vecchiaia. Egli è il medesimo prima del suo primo incontro con una donna e dopo. Il giorno in cui una donna conosce per la prima volta l'amore, spezza la sua vita in due. Quel giorno, essa diviene un'altra.
L'uomo passa la notte insieme con una donna e passa via. La sua vita e il suo corpo restano sempre gli stessi. La donna concepisce. Quale madre, essa è un'altra che la donna senza figli. Essa, innanzi tutto, porta per nove mesi nel proprio corpo le conseguenze di quella notte. Nella sua vita cresce qualcosa che non ne scomparirà più. Essa, infatti, è madre. Essa è e rimane madre anche se suo figlio, anche se tutti i suoi figli muoiono. Perché essa ha portato il bambino sotto il suo cuore. Tutto questo l'uomo non lo conosce; egli non ne sa niente. Soltanto una donna può sapere questo e parlare di questo. E' perciò che noi non permettiamo nemmeno che i nostri mariti intervengano con le loro parole nelle nostre faccende. La donna può fare una sola cosa. Essa può stare attenta a sé. Essa deve essere sempre come è la sua natura”.

Dal discorso di una nobile donna abissina, riportate dal Frobenius in un libro del 1924.
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di stefano del 24/09/2009 @ 09:40:56, in appuntamenti, letto 1541 volte
Il Po ti si appiccica addosso. Non solo perché nelle giornate afose la sensazione di umidità e tale che sembra di nuotare anche dalla riva, ma perché il fiume, e l'acqua, si infilano tra i gangli della memoria, delle storie e della propria vita.
Sarà che è il fiume che studiamo come fosse il padre della nostra gente, sarà che nonostante tutto incute ancora un timore sacrale per il suo modo imprevedibile e capriccioso di comportarsi. Sarà che il mondo ci inquieta per il suo essere così diverso dalla nostra razionalità. O sarà solo il fascino di un mondo che scompare.

Rimane il fatto che il Po si appiccica addosso. Dal primo viaggio con Michele sono passati ormai due anni, eppure ogni volta che c'è l'occasione, entrambi torniamo. Magari per strade diverse, magari con idee e obiettivi diversi. Ma torniamo.

Questa volta è Michele a tornare sul Po, con un nuovo romanzo. Storia di pescatori e di uomini di mondi lontani. Storia di vita dura ma anche onirica, leggera, quasi ineffabile. 

La presentazione ufficiale del libro ci sarà sabato prossimo, 26 settembre a Ferrara nell'ambito della Settimana Estense (Sala Conferenze della Camera di Commercio, via Borgo dei Leoni, 11, ore 18,00). La scelta del luogo per il debutto non è casuale visto che la storia è ambientata nel Ferrarese.

Dopo la presentazione del libro, Luca e io presenteremo il nuovo booktrailer, che abbiamo realizzato tornando nei luoghi del romanzo.


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di stefano del 21/09/2009 @ 21:21:04, in pensieri sparsi, letto 944 volte

21 settembre. L'unica ricorrenza che vale la pena ricordare è questa. Comincia l'autunno. Comincia l'anno. Oggi l'autunno si è presentato con un cielo grigio, sfumato, fumoso, e un po' di pioggia. Perfetto. Per me non ci sono altre ricorrenze o problemi, oggi. Solo l'autunno.

Perché, per dirla con le parole di Apolinnaire, Mon Automne éternelle ˘ ma saison mentale. Eterno autunno o stagione mia mentale. Io, che come lui, mi sento nato sotto il segno dell'autunno, ripenso questi versi da questa mattina. Ad ogni telefonata, ad ogni sguardo, ad ogni refolo.


Con l'autunno comincia l'anno, i progetti, sembrano tornare le sensazioni. Autunno. Uno sguardo più avanti, disincantato, doloroso. Perciò amo i frutti e detesto i fiori, continua il poeta.


Tornano i profumi. Le dispense si sono riempite di noci, raccolte da poco, biscotti allo zenzero, uva, vino nuovo, a breve, tartufo, funghi e il tè, che torna a fischiare nella teiera dopo la calura estiva. Tè verde. Il Tai Mu Long Zhu, l'occhio del dragone. Piccole foglie attorcigliate che si aprono nelle acqua, come danzatrici. Delicato, dolce, con un retrogusto di miele e leggerissimo.


Ben tornato Autunno. E' stato con l'autunno che ho capito la mia mortalità. Un anno, in piena goduria autunnale, mi sono accorto che non ne avrei vissuti all'infinito. Che il ciclo della natura, che sembra ripetersi senza mai fermarsi, prima o poi bloccherà la sua ruota, quella che un giorno innalza Ecuba e il giorno dopo la schiaccia. Ci sarà un anno in cui le giornate non si accorceranno, facendo scivolare in terra un soffio umido, appena un po' più freddo. Ma ci sarà comunque un altro autunno.

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di stefano del 16/09/2009 @ 21:37:12, in viaggi, letto 1138 volte
La Lomellina è come un mare di riso, nel mezzo del quale galleggia qualche borgo. E' inevitabile. Sono irresistibilmente attratto da mondi d'acqua. Dopo Comacchio, dopo il delta del Po, arriva la Lomellina. Tra il Ticino, il Po e il Sesia, c'è un triangolo di terra dai paesaggi umidi e soffusi. Pavia sorge a pochi chilometri dalla confluenza dei due fiumi. E sono proprio i fiumi a fare da confine a questo paesaggio, nel quale si coltiva uno dei risi più apprezzati del mondo. Sembra una frase ad effetto ma è vera: in Cina il riso della Lomellina è comprato e apprezzato come una delle migliori varietà al mondo.
Ma il riso non si rivela solo nel piatto. Nei paesaggi non è da meno. Percorrendo le piccole strade che attraversano tutto il territorio, per la maggior parte pianeggiante - escluse le zone degli argini e poche, rare collinette - si vede a perdita d'occhio solo il riso. Campi allagati in primavera, un mare verde in estate e infine una vasta, infinita ondata gialla nel primo autunno, fino alla raccolta. Tra un paese e l'altro, girando da Vigevano a Mortara, da Lomello sino Sartirana, dalle sponde del Po sino quasi a Pavia, non si incontra altro se non un mare di riso.
Se si decide di accelerare il tragitto e si passa dalle placide stradine campagnole a quelle più agili e veloci a numerose corsie, allora si possono vedere grandi inceneritori, capannoni, orrori di cemento e centri commerciali. Certo, per chi visita sono brutti, per chi ci abita anche utili, ma sono convinto che si potrebbero trovare compromessi migliori.

Da visitare anche la Lomellina nel piatto.
A Vigevano non si può davvero mancare l'Oca ciuca.
Ah! qui, l'oca fa le veci del maiale: non si butta via niente. Grandiosi affettati, carni esuberanti e anche grasso per friggere.
L'Oca ciuca, dicevo. Un bel ristorante molto ricercato che si trova tra la porta e piazza ducale.
Antipasto di affettati tutti di oca: petto, salame crudo, salame cotto, mortadella e paté di fegato su pan briosche. Tutti di gran valore. Il petto soprattutto, ma anche la mortadella, saporita e sfiziosa.
Primo, ovviamente riso, mantecato con spumante brut, formaggio morbido - tipo squacquerone - e con tartufo bianco, e tortelli con ripieno d'oca al burro e nocciola di langa. Interessanti, gli ultimi, soprattutto nel sugo, ma il risotto era davvero eccezionale.
Spesa sui 60 euro, per 2. Compresa una bottiglia di Bonarda dell'Oltrepò Pavese e due dolci, dell'ottimo tiramisù estivo (con frutti di bosco)

A Pavia, invece, abbiamo provato la trattoria da Ressi, in vicolo Ressi, così stretto che se mangiate troppo all'uscita non ci passate.
Ambiente più rustico ma comunque molto confortevole.
Nonostante i ricordi poetici legati al Pascoli e alla cavalla storna, la cena alla trattoria è cominciata con una freschissima tartara di cavallo con senape fatta in casa, e affettati misti - ancora oca e questa volta anche fiocco di culatello (buono ma niente a che fare col culatello) e coppa piacentina.
Primi: ancora risotto , questa volta radicchio e taleggio - saporitissimo - e tortelli, ma questa volta con ripieno di gorgonzola e noci. Esplosivi. Il gorgonzola come ripieno dava al piatto un sapore davvero incontenibile!
Dato il luogo, abbiamo concluso con un piatto di formaggi, di caprini, sia freschi che stagionati in cenere di ginepro, semi di finocchio e pepe.
Spesa, sui 35 euro a testa, anche qui con una bottiglia di Bonarda.
Abbiamo invece deciso di saltare i dolci (che erano davvero buoni) per il costo eccessivo di 8 euro a piatto.


Ah!, non fatevi illusioni. Non pensate di essere furbi, di riuscire a trovare un escamotage, oppure di organizzarvi a puntino. Parliamo di canali, fiumi, fossi, pozze e stagni. In una parola: zanzare. Zanzare che bevono l'Autan a colazione. Se provate a mettervi l'off, prima vi prendono a schiaffi e poi vi succhiano il sangue.
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di stefano del 05/09/2009 @ 01:15:29, in pensieri sparsi, letto 862 volte
Oggi Berlusconi, con la sua solita dose di infinita ironia, ha risposto ai giornalisti che gli facevano domande, che avrebbero potuto leggere i giornali di domani, per trovare scritto il contrario di quanto diceva.
E ha concluso con un Povera Italia che mi ha trafitto il cuore, perché detto da lui è una bestemmia.

Povera Italia. Quale povera Italia? L'unica a cui riesco a pensare è la povera patria cantata da Franco Battiato, che ad una prima lettura del testo vede Berlusconi più incriminato che incriminante (a meno che un Ghedini o un Ghedone - per usare le parole di Gasparri - non trovino qualche cavillo che dimostri il contrario).

Eccolo qui

Franco Battiato - Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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