immagine
 un tramonto sui tetti di Rimini... di stefano
Pensai che in un paese nuovo c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, e ripercorre la stessa strada da dove ero venuto non sarebbe stato particolarmente interessante o istruttivo.

Carl Von Linne'
 
\\ Home Page : storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 23/06/2009 @ 14:32:07, in giornalismi, letto 980 volte
essi vivono, John CarpenterPerdonate la digressione politica, ma non riesco a non scrivere quando leggo le dichiarazioni di Franceschini:
"Risultato positivo, destra in declino!"

Va bene l'ottimismo, va bene con l'idea di arginare la storica autocritica della sinistra che spesso sfocia in autoflagellamento, va bene cercare di contenere la sconfitta, ma questo mi sembra un tantino fuori scala. Bisognerebbe poi aggiungere che la destra berlusconiana non ha vinto solo alle urne, prendendosi quasi tutte le province, ma anche fuori, dove i comportamenti arroganti e strafottenti la fanno da padrone, eredità di un modo di fare di questa classe politica davvero odioso.

Come se non bastasse Franceschini continua: "Poteva andare peggio".
In che modo poteva andare peggio? Non riesco ad immaginare scenari, se non con l'aiuto della fantascienza, come l'invasione di enormi locuste venusiane di ideologia fascista e nazista che conquistano la terra con bombe nucleari, instaurando una dittatura repressiva e sanguinosa. Ecco, questo forse è peggio. E per fortuna non è successo. Ma ciò che rimane non mi sembra proprio roseo. E soprattutto non mi sembra qualcosa di cui essere felici.

Il nuovo slogan del centro sinistra è "Ilarità demente". Sono tutti felici. A Rimini, la mia provincia, il candidato del centro sinistra, Vitali, ha vinto col 53% dei voti contro il 46%. La sinistra ha gridato di gioia, ha parlato di grande vittoria, di stacco e via di altre metafore per sottolineare il divario tra i due.
Certo, basta ignorare che nelle scorse elezioni il divario era mooolto più ampio, che la Romagna è rossa da una vita e continua ad esserlo più per inerzia che per convinzione, e che la coalizione di centro sinistra era composta da 10 partiti (che quindi hanno preso una media del 5%) e quella di centro destra da 4(che fa più dell'11% a testa).

Purtroppo la destra non è in declino, non lo è per niente.
Anzi, a proposito, devo dirvi che l'altro giorno ho trovato uno strano paio di occhiali. Occhiali da sole. Sembravano normali. Poi li ho indossati e ho cominciato a vedere cose strane. Passeggiavo per strada guardando a destra e sinistra e mi sono accorto che tra la folla giravano delle enormi locuste antropomorfe. Ho subito tolto gli occhiali. Ma non si vedeva più niente. Tutti sembravano normali. Allora li ho rimessi! Ed ecco le locuste, nella loro divisa pulita con tanto di simboli fascisti e nazisti. Sono tra noi, ho pensato. Devo avvisare qualcuno. Ho provato a guardare in tv, ma anche lì mi sono accorto che in mezzo a pubblico e conduttori, (pseudo)giornalisti e attori, era pieno di queste locuste.

Alla fine ho capito che l'invasione è cominciata. Le enormi locuste venusiano fasciste e naziste sono sbarcate in massa sulla terra!
(grazie Carpenter, creatore di miti moderni!)
articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
di stefano del 21/06/2009 @ 16:48:54, in recensioni, letto 2587 volte
Ritorno sulla gelateria il castello, di Rimini.
Aperta poco più di un anno fa, ne sono diventato subito un fan - per l'ottimo gelato - ne ho scritto sul Ponte con un'intervista e l'ho “pubblicizzata” ad amici e parenti.
Poi, qualche mese fa, ne ho scritto un post sul blog, questa volta un po' critico, per un atteggiamento che avevo trovato poco piacevole, e cioè quello di pesare le vaschette di gelato per limare prezzi e contenuti, e per un periodo di coppettine piuttosto semivuote (che, in memoria, confermo).

Oggi Marco, il proprietario, mi ha scritto con delle precisazioni, e siccome sono a favore del diritto di replica, le posto di seguito. Le posto anche perché, in effetti, aggiunge precisazioni tecniche che a me erano sfuggite. Rimango dell'idea che la bilancina sia davvero odiosa, e mi fa piacere sapere che non tolgono gelato in più in caso di peso maggiore. Perché, dal punto di vista del gusto, il Castello rimane davvero un punto di riferimento (anche ieri sera il mascarpone e il fiordilatte erano superlativi), soprattutto ora che hanno sostituito la porta ad imbuto che creava file più lunghe di quelle tra Barberino del Mugello e Roncobilaccio sulla A1, con una ariosa apertura che permette un buon passaggio delle persone.

La parola a Marco:

ho letto sul tuo blog un commento inesatto sulla nostra Gelateria:
http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=189

Specifichi che noi utilizziamo un fantomatico metodo della Bilancia che è del tutto falso, per tanto vorrei chiarirti meglio la nostra procedura:
Il gelato per legge va venduto a peso, e questo è un fatto. Questo perché le vaschette da asporto sono volumetriche, e pertanto una vaschetta da 500 gr. volumetrica di Limone peserà circa 350gr, con il risultato che la paghi 2 euro in più di quello che dovresti, questo vale anche se te la compongo mista in quanto ogni gusto ha un peso specifico ben differente. Con il supporto della bilancia al cliente è garantito che riceve il prodotto nella quantità che chiede. Probabilmente nel tuo discorso fai di tutta un'erba un fascio, perché noi non abbiamo mai usato questa modalità di togliere il gelato dalle vaschette né tanto meno l'uso del cucchiaino che tu descrivi.

la regola che abbiamo dato alla vendita è questa:
dagli 8 agli 8 euro e 90 paghi 8 euro - e le ragazze non sbagliano mai oltre un euro quindi paghi sempre 8 avendo sempre in omaggio almeno 50 centesimi di gelato, perché è impossibile pesare 8 euro precise. In aggiunta regaliamo i coni , con la scelta di grandi e piccoli o coppette, nel limite più che onesto di una confezione.
Questo perché se mi viene un cliente che prende una vaschetta da 500gr. e mi chiede 30 coni capisci che non li possiamo regalare tutti e 30.
Cosi per le altre vaschette da 750 o da Kilo.

Per le coppette stesso discorso, vengono sempre fatte più abbondanti e ti garantisco che su una coppetta piccola il cliente si mangia sempre oltre i 2 euro di gelato.

A conti fatti, da noi sei sicuro di ricevere almeno quello che paghi e sicuramente ricevi qualcosa in più. E ti posso garantire che leggere una critica del genere, quando arrotondiamo sempre per difetto, e anzi aggiungiamo sempre gelato e mai leviamo, dispiace. E se consideri tutte le volte che hai preso una vaschetta non pesata, che a te sembrava di aver ricevuto magari 500gr e poi erano 400Gr come ci rimarresti? O preferisci sapere con esattezza quanto stai pagando? Come vedi noi abbiamo messo la bilancia ma la usiamo correttamente perché le valutazioni che hai fatto le abbiamo fatto anche noi da clienti prima e sappiamo bene quanto sia penoso vedersi levare 20gr di gelato ed è per questo che noi non lo facciamo. Quando da noi ricevi sicuramente più di 500gr senza sovrapprezzo. La tecnica di levare gelato che tu descrivi è del tutto estranea alla nostra modalità di lavoro, a noi non è mai piaciuta e la condivido con te.


Solo una risposta mia, alla fine. Quando prendo una vaschetta grande, mi faccio un'idea di quanto gelato stia all'interno della vaschetta grande. In effetti sapere che sia 4 etti e 70 o 5 o 5 e 20 non mi cambia la vita. La questione è che mi aspetto un rapporto di fiducia tra cliente e compratore. Stessa cosa per le coppette. Io non prendo la coppetta media perché dentro ci sta una quantità x di gelato. Il peso serve ai grossisti, non al compratore finale. Io la prendo di quella dimensione perché è quella che in quel momento mi va. Per il resto, già so che ci sono gelati più cari di altri, ma d'altro canto so anche che il prezzo più alto dipende da materie prime di qualità, il resto è ininfluente.
articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
di stefano del 14/06/2009 @ 23:44:38, in giornalismi, letto 1101 volte
Si potrebbe commentare in molti modi l'uscita delle ronde nere, l'ennesima alzata di testa di tutti quei gruppi non del tutto soddisfatti della caduta del fascismo e della repubblica di salò nell'ormai lontano '45.
Sì, quelli che pensano che i buoni vecchi ideali, tra cui i treni in orario e le manganellate, facciano parte di ogni sano sistema democratico.
Oggi è la ronda,
domani è la divisa per farsi riconoscere,
e dopodomani sei lì a chiederti come possa essere successo tutto questo, mentre sei al confino, o in vacanza

Si potrebbe commentare in molti modi, dicevo, quest'uscita. Io lo voglio fare con uno spezzone di un gran film demenziale del 1980. Il regista è John Landis.


articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
di stefano del 12/06/2009 @ 14:37:39, in ghiottonerie, letto 1000 volte
"La cultura del wurstel, in Italia, è davvero molto bassa". Inizia così, con queste parole di uno standista, la mia visita al TuttoFood di Milano, la fiera dedicata al mondo dell'enogastronomia, o, come viene chiamato oggi, il Food & beverage. Sono qui a guardare e assaggiare cosa succede nel mondo della grande distribuzione. Sì perché TuttoFood è uno spazio dedicato soprattutto alla promozione e all'industria del cibo, più che ai piccoli produttori, come solitamente accade oggi.

Ma torniamo ai wurstel, la cui cultura, in Italia, è molto bassa. Non so se lo standista stesse facendo battute e allusioni sessuali nei miei confronti o se si riferisse proprio alla percezione dei wurstel tedeschi nel nostro paese. A favore della seconda ipotesi va detta una cosa. Fuori Italia si mangia bene, ma non si dice. C'è un po' la tendenza, da queste parti, a considerare buono, genuino e sano tutto ciò che è italiano, e robaccia tutto il resto. Forse, forse, si salva solo la Francia da questo calderone di preconcetti. Ma non sempre. Eppure, tra le cose migliori che ho assaggiato durante questo tour, la maggior parte erano extra-italiote. Buona, tenera e sugosa la carne di vitello inglese, di razza Angus. Davvero sfiziosi i sottoli (cipolline e peperoncini) ripieni di formaggio morbido fresco - preparati dallo stand austriaco, insieme a panini coi semi di papavero e ai pretzel. Per non parlare del burro fatto sul momento in uno stand dell'Alto Adige - che magari sono anche italiani, però parlano tedesco - gustoso, grasso e soffice, spalmato su una fetta di pane nero speziato!

Tra i paesi in mostra c'è anche il Kazakhstan che si presenta con uno stand enorme, azzurro, pieno di prodotti di difficile decifrazione e scatolame vario. La cosa più inquietante è una scatoletta su cui è stampato il volto di un gatto. Ma non penso sia cibo per gatti. E spero non sia neppure gatto in scatola. Magari il gatto ha una funzione apotropaica, oppure, secondo i comunicatori e i pubblicitari kazakhi, il gatto incentiva l'acquisto di scatolette di carne bovina. Un po' come se dicesse: miao! se potessi scegliere, anch'io, che sono un predatore, comprerei questa carne qui! mica quegli orribili croccantini! Lo stand ha anche organizzato un piccolo spettacolo. Improvvisamente comincia una musica tipica - suonata con uno strumento simile ad una chitarra - ed una bella ballerina con un vestito giallo e un copricapo con le piume comincia a muoversi in modo ritmico, quasi come una marionetta, facendo finta di suonare. In alcuni momenti ricorda un ballo del teatro cinese. Bello, non fosse per la scenografia di luci al neon blu, standisti con piattini ricolmi di crostini e la faccia paonazza che guardano e fotografano e il vociare continuo degli altoparlanti.

Finita la pausa culturale, si torna al cibo, sia esso un semilavorato per pasticceria o lo stand pugliese completamente ricoperto di olive. E poi salsicce polacche, un ottimo burro prodotto dal latte di bufala (yum!), il gelato fatto con latte di capra, e decine e decine di stand di salumi e affettati. Mortadelle, prosciutti (buoni quelli col pepe di Renzini), salami, lonzini, N'duje e ogni altro ben di Dio.
Ma non tutto è interessante. Perché a fianco degli stand delle regioni, o dei paesi, si trovano anche i singoli produttori. E se alcuni mostrano cose interessanti, altri lasciano un po' a desiderare. Come i bidoni da cinque chili ripieni di pesto. O vasetti grandi come il colosso di Rodi con migliaia di carciofini sottolio. E' davvero difficile coniugare qualità e grande distribuzione. Non tanto - o non solo - nei fatti, ma proprio nell'immagine. Vedere in un frigo aperto tranci di carne bovina grandi come un bambino di quattro anni, ancora sanguinolenti, sarà sicuramente un modo per denotare la freschezza del prodotto, ma ha anche un che di profanatorio. Turbano anche le grandi foto di bovini placidi su enormi distese d'erba, perché la stessa foto la si ritrova sia presso i produttori di latte e formaggi (e si può capire che la mucca sia tranquilla, nonostante i ritmi di lavoro stressanti), sia presso produttori di carne (e qui, la placidità della mucca risulta un po' fuori luogo, come l'insegna di una macelleria, a rimini, in cui un maiale, sorridente, si affetta una coscia dando vita a delle belle fette di salame tonde). La difficoltà di superare questo impasse della comunicazione la si percepisce proprio nei messaggi pubblicitari, che sono principalmente di due tipi:
a) la qualità è per tutti (sottinteso: e noi, che la produciamo, ve la portiamo),
b) la qualità è per pochi (sottinteso: voi siete tra quei pochi, e noi ve la portiamo).
Il messaggio che parte dalla qualità finisce per arrivare al grottesco, come quello di un'azienda che commercializza salmone pescato, a detta loro, solo nelle acque incontaminate dell'Alaska, ma soprattutto con pesca all'amo. Per ogni singolo salmone, quindi, c'è un pescatore che getta l'amo, si mette il cappello in testa, e ronfa fino a che quella bestia di svariati chili non tira la lenza facendo muovere il galleggiante. A quel punto, per preservare la superiore qualità dei salmoni dell'alaska, i pesci vengono uccisi a pugni sopra gli occhi, o con gomitate al basso ventre, poi squamati a lingua, e infine inscatolettati.
articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
di stefano del 04/06/2009 @ 19:09:12, in giornalismi, letto 2775 volte
ikea a riminiE' ufficiale: martedì 9 giugno l'Ikea aprirà la sede di Rimini. Dopo quasi un anno da quella che doveva essere l'apertura ufficiale dell'ottobre del 2008, finalmente l'iter burocratico e la violenza del Don Rodrigo dei mobili riminesi sembrano essersi placati.
Oggi sono stato alla visita guidata organizzata da Ikea per i giornalisti. E' immenso. Più grande di quello di Bologna. Voci incontrollate lo danno per il secondo più grande d'Italia. Ma nessuno conferma. Qualcuno azzarda che una serie di cunicoli sotterranei lo colleghino direttamente alla casa madre in Svezia.

La prima domanda che nasce è: perché un Ikea così grande a Rimini, quando a meno di 100 chilometri di distanza ce ne sono già due, quello di Bologna e quello di Ancona? La risposta più o meno la si sapeva, ma oggi l'entourage del colosso svedese ha confermato i propri interessi verso un nuovo tipo di clientela: negozianti e albergatori. In effetti girando per le immense sale del primo piano, dove si trovano i mobili e le composizioni, non mancano idee di camere di albergo. Potrebbe essere tutta ikea la camera d'albergo del futuro di Rimini? Chi lo sa! Sarà un esperimento interessante mettere in un'unica equazione il rigore nordico con l'effetto anarchico e bestemmione degli albergatori riminesi, da decenni abituati a stipare turisti in stanzette e sottoscala giusto per fare numero. Non riesco davvero a immaginare un albergatore della vecchia guardia che entra all'ikea, va alla primo punto informazioni con un fogliettino scritto dal figlio e dice:

Ikea a Rimini camera albergomi dia questi.
allora, ricapitolando lei vuole 150 cassettiere Vinstra, 100 letti Maindal, , 3 chili di Kvart, e una manciata di Figgjo.
mo sta bòn, dammi i mobili, che ciò 30 polacchi che da tre giorni dormono sui tappeti
abbiamo un'offerta sui tavoli Melltorp, interessa?
Eh? Ascolta figliolo. Io ciò l'azdora ferma da tre ore. Ha già 1670 piadine da finire entro questa sera. Ho dovuto comprare un camion di strutto dall'albergo di fianco, quindi lascia stare i mellostorpi e vedi di prepararmi i miei mobili che passa mio cognato con l'ape tra mezz'ora.
Ma signore, non le basta un solo viaggio con l'ape.
Uè Svezie! Te fa il tuo lavoro che io faccio il mio. Mio cognato su quell'ape cià portato tanta di quella roba che te manco te l'immagini!
Va bene. come vuole. ecco a lei il conto.
l'albergatore guarda il conto, e poi ficca gli occhi in quelli del povero commesso. Dio bo che lèder! Se ero vivo el mi bà, me li piallava lui in un giorno i mobili, altro che ikea!
Poi se ne va.

Alle ore 7.00 di martedì mattina, il console svedese, qualche autorità e i giornalisti parteciperanno all'inaugurazione dell'Ikea di Rimini. Per tutti: colazione svedese con aringa e vodka. Poi si procede al rituale taglio del tronco. Del nastro non se ne parla neppure. Per fare una vera cosa italo-svedese avrebbero dovuto legare una bottiglia di vodka ad un nastro, chiamare la contessa serbelloni mazzanti vien dal mare e varare la struttura col lancio della bottiglia. Ma accontentiamoci.

ikea a riminiLa cosa davvero curiosa e assolutamente inaspettata è che lo stesso giorno, proprio martedì 9 giugno, inaugurerà anche il nuovo Mercatone Uno costruito proprio di fianco all'Ikea. Secondo voci non confermate, l'inaugurazione prevederà colazione romagnola a ciambella e salsiccia cruda, poi la rituale segatura in due dell'alce vivo, i cui bramiti di dolore si leveranno alti a terrorizzare i nemici di Don Rodrigo. Probabilmente, per scippare qualche utente in più, per i primi mesi, il Mercatone sostituirà alla normale insegna quella nuova in cui Mercatone è scritto piccolo e poi, di fianco, in grande, IKEO.
Orde di clienti vagheranno senza più una guida sicura tra i due parcheggi, pensando che il primo sia il grande magazzino per il gentil sesso, il secondo per gli uomini.
Poi, forse, tutto tornerà alla normalità.
articolo (p)link   storico storico  stampa stampa
 
Pagine: 1

Wikio

Condividi

ci sono 83 persone collegate

< luglio 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           


Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


Cerca per parola chiave
 

Titolo
appuntamenti (16)
autoreferenziale (14)
cinema (4)
cyberpunk qui e ora! (5)
ghiottonerie (18)
giornalismi (56)
in citta' (7)
lavoro lavori (1)
occhiate (2)
pensieri sparsi (46)
recensioni (6)
spot (1)
viaggi (53)
webwebweb (14)

Catalogati per mese:
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017

Gli interventi pił cliccati

Ultimi commenti:
According to my anal...
17/03/2011 @ 01:52:28
di NataliaHenson29
The true gentle conn...
09/12/2010 @ 03:43:44
di air yeezy
Ciao...ciao...anch'i...
05/12/2010 @ 15:52:54
di daniela
Don't have cash to b...
02/12/2010 @ 07:23:57
di SweetJordan
Egrgio, sono un gior...
19/10/2010 @ 12:01:38
di marco palumbo

Titolo
occhiate (6)
ritratti (12)

Le fotografie pił cliccate

Titolo
in questo momento

ascolto...
Food in my belly (Xavier Rudd)
Sufjan Steven
Athena
Dianogah

leggo...
Il Milione, Marco Polo,
Armi, Acciaio, Malattie, Jared Diamond
La nascita della tragedia
Friedrich Nietzsche

guardo...
Flying Circus, Monty Python
Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders
Blade Runner (Final Cut), Ridley Scott







26/07/2017 @ 20:48:08
script eseguito in 63 ms