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 una scultura lignea nel coro di Maulbronn... di stefano
Lo scrittore: Io sono uno scrittore
Il lettore: secondo me invece sei una m...a!

Lo scrittore resta per alcuni minuti come folgorato da questa nuova idea e cade esanime. Lo portano via.

Daniil Charms
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 28/05/2009 @ 21:27:01, in pensieri sparsi, letto 1090 volte
Chiacchierando a proposito del viadotto crollato a Gela, è venuta fuori un'idea interessante. Perché non collaborare direttamente con la mafia? Voglio dire. Perché fingere che gli appalti funzionino quando sappiamo benissimo che tutto il sud Italia e non solo è in mano alle organizzazioni mafiose?
Chi vince gli appalti? la Mafia.
E allora l'idea è questa: per legge gli appalti verranno dati direttamente alla mafia, senza più concorso (che tanto vincerebbe comunque), in cambio, però, la mafia si impegnerà a costruirli decentemente, senza utilizzare materiale di scarto solo per guadagnare qualcosa di più. Anche perché, l'economia insegna, guadagnerebbe già a sufficienza per il numero degli appalti, e non solo sul singolo appalto.

Niente più lunghe indagini burocratiche, niente più inutile antimafia (come dice Brunetta), niente più poliziotti panzoni che corrono dietro scattanti mafiosi (sempre parole di Brunetta), niente più scartoffie e giudici impegnati in processi che tanto si risolvono con la protezione dello stato alla mafia.

Il secondo passo sarà l'abolizione delle tanto odiate tasse per un sistema a pizzo uniforme per tutti i cittadini, con l'unico scaglione pubblico-privato. Sei un pubblico cittadino? Paghi un tot. Sei dirigente di una grossa azienda? Allora paghi così. Sei entrambi? E vabbé! Li paghi tutti e due. Ricorda: evadere è un rischio!

Sì! Vota anche tu la mafia! La principale azienda italiana. L'unica davvero in grado di ricostruire l'Abruzzo, completare la Salerno Reggio Calabria, costruire il ponte sullo stretto di Messina e anche il ponte Sicilia - Sardegna, il cablaggio di tutta la penisola (cosa che, ad esempio, la telecom non riesce a fare), snellire la burocrazia e soprattutto fare arrivare i treni in orario.
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di stefano del 26/05/2009 @ 18:31:05, in cyberpunk qui e ora!, letto 1068 volte
L'uomo terminale, immagini dal film da www.girlsgunandghouls Aiuto! Forse ho visto troppa fantascienza, ma in questo periodo non riesco a non vedere le implicazioni di alcuni progetti tecnologici se non come una minaccia all’umanità! Bruce Sterling, profetico autore di fantascienza e cyberpunk, l’ha detta ancora meglio: gli autori di fantascienza sono dei giullari della letteratura, e, dato che in pochi li prendono sul serio, sono liberi di dire e profetizzare quello che vogliono.

Io ho trovato un’interessante correlazione tra una notizia recente e un film tratto da un libro di Chricton.
Partiamo da quest’ultimo: L’uomo terminale. Un film strano, forse non completamente riuscito, ma sicuramente interessante.
Nel film, il protagonista, Harry Benson, è un geniale programmatore e costruttore di computer che, a causa di un incidente (o forse di epilessia, non ricordo esattamente), subisce una lesione al cervello che gli causa delle crisi di violenza distruttiva. In quei momenti perde il controllo di sé, distrugge e attacca tutto ciò che lo circonda e alla fine non si ricorda nulla. Si sottopone ad un intervento chiamato “Stage three” per impiantarsi degli elettrodi nel cervello collegati ad un computer che rilascia una sorta di endorfine rilassanti ogni volta che arriva una crisi. All’inizio tutto funziona bene, poi, il cervello comincia ad assuefarsi ed aumenta le crisi col solo scopo di avere più endorfine. Il finale ve lo lascio immaginare, ma è ovviamente tragico.

Ora ricopio qui l’incipit di una notizia tratta da Repubblica, e non aggiungo altro:

Un dispositivo sottopelle per dolori cronici e fastidi fisici

Traffico, lavoro, stress sono la causa di dolori cronici che affliggono migliaia di persone. Un'azienda statunitense con sede a Dallas sembra aver trovato una soluzione immettendo sottopelle un dispositivo che trasmette impulsi elettrici al midollo spinale

Stress, ritmi di vita frenetici, ansia: sono in molti a soffrire di dolori cronici, fastidi fisici che rendono il lavoro e la vita quotidiana ancora più faticosa e che, soprattutto nel mondo occidentale, sono i sintomi della pressione psicologica cui si è sottoposti.

Analgesici e antidolorifici spesso nulla possono contro questi disturbi. Al limite possono alleviarli, ma certo non risolverli. In più, abusarne è anche pericoloso.

Una soluzione sembra ora arrivare dalla biomedicina: la MicroTransponder (www.microtransponder.com), un’azienda statunitense con sede a Dallas, Texas, ha sviluppato un piccolo dispositivo, della grandezza di un chicco di riso, da impiantare sottopelle. Il mini congegno sfrutta l’RFID (radio-frequency identification) e trasmette impulsi elettrici al midollo spinale. Wireless e privo di batterie, l’impianto è costituito da piccoli elettrodi e una bobina, alimentata da una batteria esterna indossabile al polso o alla caviglia.
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di stefano del 25/05/2009 @ 13:54:01, in appuntamenti, letto 1269 volte
Oggi è il towel day. In italiano il giorno dell’asciugamano, quello in cui si celebra la genialità e – purtroppo – si ricorda la prematura scomparsa di Douglas Adams, autore della Guida Galattica per Autostoppisti.
Se vi state chiedendo perché un asciugamano, vuol dire che non avete mai letto un libro della trilogia in cinque parti della Guida Galattica. Male, molto male. Vere perle di sopravvivenza.
Non a caso la guida ha sempre stampato a grandi lettere amichevoli sulla copertina: non fatevi prendere dal panico! E ogni autostoppista dello spazio sa che un asciugamano può sempre essere utile, soprattutto per salvarsi la vita!

Non aggiungo altre parole! Perché la vera celebrazione è sempre succinta e si fa più con i sentimenti che con lunghi discorsi. Lascio qualche citazione dell’autore, e invito tutti a leggere i cinque libri della Guida Galattica per autostoppisti!


La Guida Galattica per gli Autostoppisti dice alcune cose sull'argomento asciugamano. L'asciugamano, dice, è forse l'oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.


E poi, la mia preferita, la prova sulla non esistenza di Dio grazie al pesce Babele, quel minuscolo pesciolino che, infilato nell’orecchio, permette di comprendere tutte le lingue del mondo (nome, tra l’altro, utilizzato da yahoo per il suo traduttore di pagine)

Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. "Le loro argomentazioni seguono pressapoco quesrto schema: 'Mi rifiuto di dimostrare che esisto' dice Dio 'perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente'. "Ma' dice l'uomo 'il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum.'

DON'T PANIC!
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di stefano del 20/05/2009 @ 23:01:33, in ghiottonerie, letto 1359 volte
Il castello della Pieve è un piccolo borgo arroccato su una collina rigogliosa a pochi chilometri da Mercatello sul Metauro. E' un luogo fuori dal tempo e anche fuori dalle strade principali.

Di qui passò anche l'esiliato Dante, e una targa ne ricorda il transito. Anche oggi è necessario esiliarsi un po' e abbandonare le comodità e le brevi distanze per arrivare fin quassù. Ma è un viaggio che ripaga. Sia per il luogo, bellissimo e intonso, con le grosse pietre color ocra che danno vita ad un borgo che sembra uscito da un quadro di Turner; sia per la cena al ristorante Il girone dei golosi (si nota che è passato Dante?), un locale in cui la fantasia regna in tavola. Questo è uno dei grandi meriti della cucina, anche quando i piatti non riescono perfettamente. Si sente la passione, la voglia di sperimentare e di mettere assieme prodotti anche lontani, e nel contempo di riportare in vita ricette passate, come il filetto di maiale con mele caramellate, dal sontuoso sapore rinascimentale. Ma ciò che ancora di più si percepisce nel piatto sono gli ottimi prodotti, le materie prime su cui vengono costruiti i piatti. I formaggi, le ottime carni, ma anche le verdure e i salumi sono tutti del territorio, e si sente nell'intensità, nei profumi e nei sapori. Prima ancora della ricetta, si gusta davvero la bontà del prodotto.



Ristorantino
Il girone dei golosissimi
tel. 0722 89525
cell. 328 7299159
www.castellodellapieve.it
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di stefano del 17/05/2009 @ 23:45:53, in cyberpunk qui e ora!, letto 905 volte
Ed 209 uccide il povero sventurato che non ha gettato l'armaQuesta la notizia: http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_12/21_CRONACHE_URBI_009575ac-3ebb-11de-914a-00144f02aabc.shtml

Ora lo spazio pubblicità

Sì! fotografa anche tu un morto! Esponi, nel tuo salotto, la tua personale foto di un moribondo colto proprio nell’istante in cui la vita lo abbandona! Metti a fuoco gli occhi e lo sguardo che, come asseriva Goethe, cerca la luce proprio nel momento in cui la perde!

Per poter scattare una bella foto di qualcuno che muore bastano pochi, semplici consigli.
1. Girare sempre con una macchina fotografica o con un cellulare. Grazie all’evoluzione tecnologica questo ora è davvero semplice. Chi non ha un cellulare in grado di scattare foto ad una risoluzione sufficiente almeno per il proprio blog o facebook?

2. Frequentare posti affollati. E’ una questione statistica. La gente ha l’abitudine di morire in continuazione, e la percentuale si alza se i posti sono affollati. Inoltre, grazie all’innalzamento medio dell’età della popolazione, in giro è pieno di vecchi o invecchianti, persone, quindi, molto più vicine al fatidico momento (ma non disperate anche in una discoteca. Cicerone diceva che nessuno, per quanto giovane, possa essere sicuro di passare vivo la notte. Se poi si aggiungono alcolici e le droghe dei giovani, anche in questo caso le probabilità sono a vostro favore!).

3. Tempismo e sfacciataggine. Mi raccomando, appena qualcuno si accascia, voi dovrete essere in prima fila e con la macchina pronta. E non fatevi assolutamente fuorviare da chi vi dice: fate spazio, lasciatelo respirare, o io sono un dottore. Difendete i vostri diritti e ricordate: voi avete diritto alla vostra foto!

Vuoi mettere la figura, con gli amici, quando in salotto sfoggerai la tua foto col morto? Sai che novità! Ne ho visti un sacco, potrebbe dire qualcuno con spocchia e sicumera! Sì, risponderai, ma questo non è un morto della tv. Questo l’ho visto morire davvero. Anzi! sono stato il primo a fotografarlo! Questa è una vera foto di morto! Vedrai come aumenterà la tua considerazione tra i tuoi amici!

Mi raccomando! Non perdere tempo! Approfittane ora che la società stigmatizza la morte e la esclude da ogni ritualità e momento, come se fosse una colpa o qualcosa di cui vergognarsi. Quante volte hai sentito lo scambio di frasi: “Hai sentito il signor Ginetti? E’ morto!” - “Che vergogna! Senza finire le rate del mutuo? Non c’è più religione!”? Esatto! Proprio così! Ora che la morte è bandita, diventa ancora più pruriginoso mostrarla in pubblico. E grazie alla vecchiaia possiamo rimediare ai problemi che ci causa questa lunga pace europea che ormai dura da oltre 60 anni! Perché in fondo, le morti in tv, sono noiose e tutte uguali.
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Ho comprato su ebay il cd di Bat for Lashes, da un utente di Londra.
L'ho acquistato il 30 aprile. Il 4 maggio ho effettuato il pagamento con paypal, il 5 maggio il cd è stato spedito e il 15 maggio, cioè oggi, è arrivato.

Il cd ha impiegato 10 giorni per arrivare da Londra a Rimini. Ora, siccome credo che nel 2009 non sia possibile fisicamente possibile che un pacco impieghi 10 giorni per coprire una distanza di poco più di 1000 chilometri, ci sono solo tre spiegazioni possibili.

1. La Royal mail, come molti altri istituti del Regno Unito, è attaccata alle antiche tradizioni medievali o vittoriane, e consegna ancora i plichi con corrieri a cavallo. Un cavallo, al passo, percorre circa 6 chilometri all'ora. Il pacco non era particolarmente prezioso, quindi probabilmente il corriere non faceva galoppare il cavallo fino a fargli tirare le cuoia tra una stazione di cambio e l'altra.
Diciamo che teneva l'andatura al passo. 6 chilometri all'ora, con stazioni di cambio ogni 40 chilometri. Sono 6 ore e mezzo di passo. Poi cambiano il cavallo e il cavaliere e via così 24 ore su 24 ore. turnover continuo, tanto è pieno di cavalli disoccupati che accettano qualsiasi condizione. 6 chilometri all'ora per 24 ore sono 144 chilometri al giorno. In 10 giorni: 1440 chilometri. Proprio la distanza tra Rimini e Londra secondo viamichelin!

2. Il cd viene imbarcato su un volo Londra-Rimini della Ryanair. Tempo di volo 2 ore. L'aereo parte. Il pilota si accorge che qualcosa non va per il verso giusto. I motori non rispondono, l'aereo potrebbe inabissarsi. Il capitano sa che può salvare solo una cosa. E così paracaduta il plico nelle campagne della Normandia. Qui viene trovato da un reduce della seconda guerra mondiale ancora nascosto in un bunker che, sbadatamente, pensa sia un dispaccio di guerra e si muove alla volta di Berlino. Nei pressi della linea Maginot, il reduce viene scippato da una gang di scapestrati senzadio che prendono il plico e lo portano presso il loro nascondiglio, a Cracovia. Prima di arrivare, però, un regolamento di conti tra bande sbarra loro la strada. Muoiono tutti. Il cd viene raccolto da un giornalista che stava indagando proprio sulla deriva dei valori dei giovani polacchi. Per fortuna c'è ancora l'etichetta. Ma è illeggibile! E così Al posto di Rimini, Italia, si legge Rimini, Montana, e viene spedita nella cittadina di Rimini, negli Stati Uniti. Qua, uno zelante dipendente delle poste capisce l'inghippo e la rispedisce in Italia dove arriva in un paio di giorni. Durata totale del viaggio: 10 giorni.

3. Il cd viene spedito da Londra il 5 maggio. Il 5 sera è alla frontiera con l'Italia, qui, viene trattenuto in un centro di permanenza temporanea di Domodossola da due postini xenofobi. Servono 10 giorni di febbricitanti trattative tra le due ambasciate per rilasciarlo e farlo arrivare finalmente a Rimini, mentre i due postini e Brunetta dormono sogni pacifici.
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di stefano del 04/05/2009 @ 12:47:05, in pensieri sparsi, letto 980 volte
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E' ormai il sesto anno che vengo a vedere gli Aquiloni di Cervia. E questo, per me, è diventato uno degli appuntamenti più belli dell'anno. Nel periodo tra i due ponti che spezzano la "lavorata senza fine dell'inverno", ci si può ricordare, per qualche ora, di non essere solo degli animali da lavoro.
Tra il 25 aprile e il 1 maggio, il vento, un po' di sole e l'aria del mare hanno la capacità di riportarmi in vita.

Anno dopo anno mi sono ormai convinto che gli aquiloni siano una delle migliori realizzazioni dello spirito umano. Non solo volano, che già non è poco. Ma la loro bellezza, per me, sta nel fatto che non servono a nulla. Si fanno volare gli aquiloni per il gusto di vederli sventolare in alto, colorati, con il vento che fa vibrare tutto il filo. Non mancava il mitico Ray Bethell, aquilonista ultraottantenne del Canada, a cui ho fatto i miei migliori complimenti in inglese. Quasi offendendomi, per la sua mancata risposta. Fino a che lo speaker, alla fine di una sua esibizione, ha esortato tutti a non applaudire ma solo ad agitare le braccia perché Ray è sordo!
Che bella figura che ho fatto! : - P


Questo testo qui sotto l'ho scritto nel 2003, alla mia prima visita agli aquiloni. In pieno delirio George W Bush. Lo rileggo adesso, e lo condivido ancora.

Ho respirato un’aria di commozione a Cervia guardando il vento spingere e tirare gli aquiloni di fine aprile. Sarà stato il sole a lungo atteso e tornato dopo una lunga vacanza invernale che aveva più il sapore della prigionia, saranno le guerre e le liti rabbiose che esplodono ovunque, ma vedere una piccola parte di umanità spendere il proprio ingegno e tempo nel far volare una striscia di tela incorniciata da una telaio dalle forme più stravaganti, mi ha colmato di commozione e inspiegabile malinconia.
Il cielo era un giardino azzurro puntellato di freschi fiori e animali pigri, ondeggianti. Più in basso il vento si accontentava della sabbia, dei vessilli, delle sagome attaccate ai fili, delle campanelle o di piccoli cilindri di legno che vibravano continuamente.

Gli sguardi pensierosi, la mente al lavoro nello sviscerare semplici leggi di natura e non nel possedere, accumulare, rubare, sovrastare, conquistare o addolorare. Sembrava così semplice e naturale e nel contempo così alieno, come i polpi, i gatti e l’enorme, giallo geco volante con le zampe palmate appoggiate alle nubi.
Dietro solo il mare. Tutto così umano. Mancavano solo Charlie Brown e il suo aquilone. Ma il mondo ha perso l’ultimo soffio di Eolo e scivola nella pazzia umana, nelle mani di pochi folli che probabilmente mai hanno visto l’uomo e il suo ingegno - per cui vale la pena disciogliersi nel tempo.

Qualche foto (le altre sono qui, su flickr)

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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

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