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 Ninfee in un piccolo laghetto... di stefano
Gli uomini non si accontentano di vivere, essi si raccontano la vita, s'inventano storie, mettono in scena il mondo.

Alexandre Kojeve
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 27/02/2009 @ 17:16:33, in giornalismi, letto 789 volte


La Procura ricorre alla corte Suprema russa per riaprire il caso Politkovskaia.
L’assoluzione è stata sospesa.
Dato però che l’ex presidente e attuale presidente Conte Vlad Putin è al di sopra di ogni sospetto,
e che anche tutti i suoi scagnozzi sono illibati, immacolati e innocenti,
le accuse si concentrano su:

(come mandanti)
il Chupacabra,
Rasputin
Gorbachev
la stessa Politkovskaia (suicidio)
la principessa Anastasia

(come esecutori)
la cagnolina Laika (ancora viva grazie alle radiazioni cosmiche)
il principe Andrej
la stessa Politkovskaia (suicidio)
un gruppo di ceceni scelti a caso grazie alla tombola di Groznyj
il Dalai Lama
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di stefano del 20/02/2009 @ 16:21:52, in giornalismi, letto 1006 volte
Da sempre, l'uomo, nei periodi di crisi e grandi difficoltà, cerca qualcuno da prendere a calci e su cui sfogarsi. “Le inondazioni distruggono i raccolti? i cristiani al circo. Il fuoco divampa nelle città? i cristiani al circo. I barbari invadono l'impero? i cristiani al circo”, diceva Sant'Agostino. E i cristiani, appena guadagnato il controllo dell'impero, hanno esercitato questa stessa politica sulle altre minoranze: pagani, ebrei, catari, etc.

Perché una delle prime cose che l'uomo ha capito, nella sua evoluzione, è che quando si è assillati da un problema,è meglio sfogarsi su qualcuno di più debole, altrimenti i problemi tendono ad aumentare.

In una breve cronistoria dei calciati e calciabili, troviamo, primi tra tutti i neanderthal, seguiti a ruota da pagani, indiani d'America, australiani, ebrei, armeni e dissidenti vari (così a memoria).
Dal 1600, qui in occidente, ci si è concentrati principalmente con i liberi pensatori (il povero Giordano Bruno in testa), e soprattutto sugli ebrei.

Le cose sono cambiate drasticamente dopo la seconda guerra mondiale. Negli ultimi anni, in particolare, una grande rimonta l'hanno avuta i mussulmani in genere, arabi o meno. Diciamo che fa fede la pelle olivastra o leggermente abbronzata e una parlata arabeggiante, per il resto non è che si vada tanto per il sottile.
Con l'arrivo di Obama è invece probabile che i mussulmani perderanno parte del loro primato, a favore soprattutto dei rumeni - almeno in Italia. In piena crisi economica, anche se le nostre banche sono sicurissime, un rumeno in zona può sempre fare comodo per risolvere i problemi della giornata. Oggi i rumeni sono tra i più gettonati (soprattutto anche grazie all'assonanza forzata rumeni -> romeni -> rom (altra categoria molto amata dai calciatori)).

Tra le new entry troviamo i senza tetto, che però sono più ricercati per sfuggire la noia che per un vero e proprio pogrom. Non decollano invece i senegalesi che appaiono tutti simpatici, indistintamente.
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di stefano del 16/02/2009 @ 12:50:38, in recensioni, letto 2000 volte


All'inizio dello spettacolo, Elio (proprio quell'Elio, quello delle Storie Tese) ha guardato la platea chiedendo quanti, tra il pubblico, avessero letto almeno una poesia di Daniil Charms. Solo una persona ha alzato la mano, e purtroppo non ero io.
Dal rammarico dell'ignoranza, però, sono presto passato all'entusiasmo di una nuova conoscenza letteraria, con un Anfitrione d'eccezione. La mia domenica si è trasformata in un pomeriggio in compagnia di Charms ed Elio. Il primo è un poeta futurista dei primi del '900, vissuto in povertà a Leningrado (oggi Sanpietroburgo) e morto giovane e di stenti per colpa delle purghe staliniane. Il secondo è il cantante della principale rock-band demenziale del paese. Tra di loro un filo rosso, un percorso ininterrotto che ha lasciato più volte spiazzato lo stesso Elio, che per tutta la durata del reading ha continuato a ripetere: “Pensavo di aver scritto delle belle cose, di essere un bravo autore di poesie demenziali [Animali Spiaccicati e Fiabe Centrimetropolitane], poi ho letto Charms, che ha scritto queste stesse cose negli anni '30, e ho capito che le mie erano più brutte!”.

Da lettore e ammiratore degli animali spiaccicati del poeta Paul Fellell, e dei testi di Elio, devo però ammettere che le poesie e i racconti di Charms lasciano davvero senza parole. Un'ironia corrosiva e caustica, demenziale e surreale che sbatte davanti alla faccia del lettore situazioni oltre il limite del grottesco che spesso nascondono scene di vita terribili, sparizioni, morti e la totale assurdità della vita e dei rapporti sociali.

Tra i due poeti si è spesso inserita la voce di Luca Scarlini, che ha tracciato - in modo brillante, anche se alcune volte un po' troppo accademico - l'affresco della Russia e del futurismo degli anni '30, compresa la biografia dello sfortunato Charms.

In definitiva l'incontro organizzato da Effetto Doppler al museo di Rimini la scorsa domenica 15 febbraio è stato davvero illuminante. E perfetta è stata la scelta del lettore Elio qui in veste non di cantante ma di lettore e poeta!


Per rendere l'idea, copio di seguito una poesia di Daniil Charms e una di Elio.
Forza, innamoratevi anche voi!

Daniil Charms:
C'era un uomo con i capelli rossi che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure capelli, per cui dicevano che aveva capelli rossi tanto per dire.
Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più.

Elio:
C' era una volta un pettirosso rosso. Che fosse un pettirosso lo diceva lui, perché nessuno aveva mai potuto verificare la cosa; d' altra parte essendo tutto rosso nessuno poteva negare che il suo petto fosse rosso, e che quindi egli fosse un pettirosso. Tuttavia molti dubitavano della cosa in quanto, a differenza degli altri pettirossi che sono grandi più o meno come un passero, il pettirosso rosso era grande come un' aquila, con un grosso becco adunco sporco di sangue, potenti artigli sporchi di sangue e ali enormi sporche di sangue. Il pettirosso rosso aveva un bel dire che era caduto in un serbatoio di sangue! Nessuno gli credeva e quando passava tutti gli altri pettirossi scappavano terrorizzati. Un giorno però la comunità dei pettirossi lo mise alle strette: «Molti di noi pensano che tu non sia un pettirosso ma un' aquila sporca di sangue, confessa la verità». Messo alle strette il pettirosso rosso confessò. «Sì, è vero, sono un' aquila emofiliaca e a causa della mia condizione non sono accettato dalla comunità delle aquile, così ho pensato di fingermi uno di voi sperando che non ve ne accorgeste. Vi prego non mandatemi via» disse piangendo; ma la comunità dei pettirossi fu irremovibile, e la condannò a morte. Vistasi perduta, l' aquila emofiliaca pensò: «Beh, se devo morire almeno prima mi voglio togliere qualche soddisfazione». Tirò due o tre bestemmioni, si fece una sega e con un colpo di artiglio ben assestato fece fuori una sessantina di pettirossi ma fu sopraffatta dagli altri 10 milioni di pettirossi che la linciarono prima che potesse intervenire la polizia dei pettirossi. © Bompiani Rcs Libri spa
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di stefano del 06/02/2009 @ 23:59:00, in giornalismi, letto 1156 volte
Ho fatto un' inchiesta, per il settimanale Il Ponte, sul carcere di Rimini. Per raccogliere i dati ho intervistato alcuni ex detenuti, un'associazione che si occupa di monitorare lo stato delle prigioni italiane e degli insegnanti e degli operatori che lavorano al carcere. Ho provato anche a parlare col direttore del carcere. Ecco com'è andata.

1a telefonata.
-pronto?
-buongiorno sono Stefano Rossini, del Ponte, sto lavorando ad un articolo sul carcere di Rimini, potrei parlare con la direttrice?
-un attimo che gliela passo
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta d'attesa]
[10 min...]
[metto giù]

richiamo
2a telefonata.
-pronto?
-buongiorno sono ancora Rossini
-ah! è caduta la linea?
-no, sono passati dieci minuti e ho messo giù.
-un attimo che gliela ripasso
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta d'attesa]
[10 min...]
[metto giù]

richiamo
3a telefonata.
-pronto?
-salve, sono sempre Rossini
-ancora?! Allora oggi la linea non tiene
-no, guardi, non è la linea, è che non mi risponde nessuno.
-allora le passo l'ispettore addetto alle pubbliche relazioni.
-va bene
-attenda in linea
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta d'attesa]
[10 min...]
[metto giù]

Non demordo. Invio un fax in cui specifico che il giorno seguente richiamerò per avere un appuntamento con questo fantomatico ispettore addetto alle pubbliche relazioni.

il giorno dopo...
ore 9.00
4a telefonata
-pronto?
-buongiorno sono Stefano Rossini, del ponte, ho già chiamato ieri e ho mandato un fax per parlare con l'ispettore per le pubbliche relazioni, per un' intervista.
-guardi, l'ispettore è in riunione, provi tra un paio d'ore.

circa 3 ore dopo
5a telefonata
-pronto?
-buongiorno sono Rossini, del Ponte, potrei parlare con l'ispettore per le pubbliche relazioni?
-sì, glielo passo subito!
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta d'attesa]
[10 min...]
[mordo la cornetta, lancio antiche maledizioni tra i denti, ma alla fine metto giù]

il giorno seguente
6a telefonata
-pronto?
-buongiorno sono Rossini, del Ponte, posso parlare con l'ispettore per le pubbliche relazioni?
-mi scusi, [ridacchiando] ma chi è l'ispettore per le pubbliche relazioni? [ridacchiando]
-ma, [pausa carica di ansia] come!? A me lo chiede? [alzando il tono di voce, con quel filo di ironia incredula] Sono due giorni che mi parlate di questo ispettore per un intervista!
[dall'altra parte si sente parlottare]
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta di attesa]
-guardi, qui non c'è nessun ispettore, ma le posso passare il vicedirettore, forse lui le saprà rispondere.
-va bene.
-pe, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé, perepepeppeperepepé,
[musichetta di attesa]
[3 minuti]
[sto per mettere giù...]
-pronto?
-sì?
-il vicedirettore non vuole parlare.
-come non vuole parlare?
-no. non vuole rilasciare dichiarazioni
-perché?
-perché la direttrice è via e non vorrebbe dire cose che magari poi contrastano con lei.
-ma guardi che mi serve qualche dichiarazione sul carcere, qualche numero, un po' di notizie. Nulla di compromettente.
-no. non vuole rilasciare dichiarazioni.
-e, mi scusi, ma quando torna la direttrice?
-la prossima settimana.
-ma io devo consegnare il pezzo sabato. Non c'è qualcun altro con cui parlare?
-no.
-ah! e come faccio?
-lasci il foglio bianco!, se non scrive niente è meglio [ridacchiando]
-arrivederci!
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

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