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 Ninfee in un piccolo laghetto... di stefano
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Costantino Kavafis
 
\\ Home Page : storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 29/10/2008 @ 14:10:46, in lavoro lavori, letto 1073 volte
Cari lettori,
proprio oggi mi è arrivata una bella offerta di lavoro via mail.
In questo periodo sono piuttosto pienotto, quindi pensavo di girarla qui, caso mai a qualcuno interessi!
bye!

Buongiorno!
Abbiamo bisogna degli agenti per consulenza alontanata dei nostri clienti.
Siamo pronti do pagare 1250 (EUR) per semana.
Il tempo di lavoro è 5 ore per giorno.
Il lavoro e di comunica-re per telefono e l’Internet con i nostri clienti.
Se La interessa, La preghiamo di collegarsi con il nostro manager per
l’email: Alessio.Pignatale@gmail.com
Nel-la lettera scriva il suo nome, età e numero di telefono.
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di stefano del 27/10/2008 @ 23:43:19, in recensioni, letto 1263 volte
Una recensione del festival della creatività di Firenze per immagini e didascalie.
Un festival, in breve, che, nonostante qualche scivolone un po' troppo didascalico, è davvero un fantastico e continuato bombardamento di stimoli, idee, mostre, azioni, video, cibo e molto altro.




La presentazione del libro Lungo il Po di Michele Marziani ( a destra) e Stefano Rossini (c'est moi, a sinistra). Ha condotto il bravo Maurizio Izzo (ovviamente al centro!)




Il suggestivo labirinto con pozzo finale di Pistoletto.




Un cagnolino robot para un rigore! Poco prima due squadre di cagnolini robot hanno giocato a calcio! Interessante esperimento di AI




Lo stand dei vini della Borgogna aveva allestito un percorso olfattivo per riconoscere gli aromi presenti nei vini. Magari l'operazione era un po' fighettina e d'oltralpe, ma il percorso era realmente suggestivo e capace di stupire, soprattutto nelle ampolle sottobosco, aromi di caffé, cacao, liquirizia, spezie, fiori bianchi, etc.



Altra presentazione di Michele il libro Ibleide, di Davide Dutto, Lorenzo Piccione e il mitico Ciccio Sultano (cuoco fantastico, e assolutamente da provare, del ristorante il Duomo di Ragusa): storia di olivi, olio, uomini e lavoro.




Un panorama del festival, da una terrazza all'interno della Fortezza da Basso, e un gioco divertente per i più piccoli (forza bimbi, forza!)




Lo stand Polimoda. Carino




Mentre invece la mostra dedicata all'Asia centrale, che racconta il passaggio dalla ammaliante via della seta alla più prosaica e squallida via del petrolio è stata uno dei punti più alti del festival, insieme alla mostra delle radio.
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di stefano del 23/10/2008 @ 11:35:06, in appuntamenti, letto 1408 volte
Lo scrivo con un po' di emozione, anzi, con molta emozione (nonostante si perda il gioco di parole): è uscito, per i tipi della Guido Tommasi editore, il libro resoconto del viaggio sul Po fatto, lo scorso anno, da Michele Marziani e dal sottoscritto.

Per ripercorrere le tappe di quell'incredibile viaggio, di cui conservo un bel ricordo, ho aggiunto un piccolo box, nella colonna di destra, con i link ai post del blog scritti ogni sera dalla mitica pilotina Random durante il viaggio.

Ma torniamo al libro. Lungo il Po è il racconto di quel viaggio. Ma è anche molto di più. E' la storia del fiume come l'abbiamo vista, scoperta e sperimentata noi attraverso 11 giorni di viaggio in barca, in bici, in auto e in treno, lungo 300 chilometri di fiume, dal delta sino alle chiuse di Isola Serafini, a Cremona.
E' la storia di una via d'acqua oggi dimenticata così come la ricorda chi l'ha vissuta e chi ha deciso di viverla oggi, nonostante tutte le difficoltà che questo comporta. E siccome al viaggio itinerante si è accompagnato quello gastronomico (anche di quello ho ancora un ottimo ricordo!!! In questo articolo su sinequanon ho segnalato i ristoranti per me imperdibili), il libro contiene anche numerose ricette fluviali e le storie delle eccellenze gastronomiche che nascono a contatto col fiume.
La parte narrativa è tutta ad opera di Michele, foto e copertina sono mie.

Sabato 25 ottobre saremo a Firenze, a Degustibook, a presentare e a raccontare il libro e il viaggio. Alle 17.00. Qui il programma.

Che altro aggiungere? Be sì, visto che sono ormai arrivato a metà approfitto per dire che sto scrivendo anch'io un libro sul Po, che altro non è che la versione surreale del nostro viaggio, un po' come la si può trovare qui!
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di stefano del 22/10/2008 @ 11:41:58, in webwebweb, letto 1044 volte
Ho sempre pensato che se gli Stati Uniti d'America  vogliono fare i padroni del mondo, dovremmo almeno avere la possibilità anche noi, qui, ai confini dell'impero, di votare il presidente americano.
Insomma, se decidi del mio futuro, nel bene e nel male, vorrei dire la mia.

La stessa cosa devono averla pensata tre ragazzi islandesi quando hanno dato vita a www.iftheworldcouldvote.com un sito da cui si può esprimere la propria preferenza per Obama o McCain.
I risultati attuali danno Obama vincente all'87,5%

Per ora è solo un gioco, ma chissà, un giorno...
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di stefano del 20/10/2008 @ 23:44:37, in webwebweb, letto 1260 volte

In occasione dell'uscita del libro Guida Steampunk all'apocalisse, di Margaret Killjoy, presentato ieri (19 ottobre) al Delos Book Club di SecondLife (clicca qui per lo slurl), approfitto per postare qualche link ai più interessanti siti di steampunk, mia vecchia passione.

Innanzi tutto qui si può scaricare il libro (licenza Creative Commons);
Stempunk Magazine è la principale rivista online del settore;
Brass Goggles è un sito di news ricco di immagini suggestive e oggetti affascinanti;
Aether Emporium è un wiki ideale per chi ancora non conosce la fantascienza verniana.

Questo, infine, non centra molto con lo steampunk, ma è un bellissimo sito di locandine di b-movie.

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di stefano del 19/10/2008 @ 17:10:03, in viaggi, letto 1056 volte

parte seconda
(20-22 settembre)



L'Italia è il paese delle capitali mancate. Milano, Torino, Venezia, Firenze, Napoli, Palermo, per citare le principali, sono città che hanno governato stati e regni e si sono viste scippare, dall'unità, il loro ruolo a favore di Roma.
La stessa sensazione la si prova visitando Trieste. Anzi, forse qui la sensazione è ancora più forte. La capitale Mitteleuropea del Belpaese è un sogno mancato; è una crescita interrotta. Perché ciò che traspare di Trieste è proprio il suo ruolo di capitale di un regno cosmopolita, una vera capitale imperiale, lo scalo di Vienna. Per anni, alle scuole elementari, ci hanno insegnato a vedere l'impero Austro-Ungarico come il nemico dell'Italia, quello da sconfiggere. Oggi, invece, lo riguardo come l'ultimo sogno cosmopolita d'Europa, un impero formatosi proprio nel cuore del Vecchio Continente, che si stende dal mare alle Alpi, parte in Italia, parte verso la Boemia e ancora nella penisola Balcanica. Un impero, molti stati, almeno tre religioni - anzi quattro - e cinque o più lingue.
Giuseppe, il nostro ospite triestino e il nostro anfitrione - per me un uomo dalla chiara visione storica - conclude con una massima che mi rimbalza in testa per tutto il viaggio: nella politica di inizio '900, l'importante era togliere Trieste al regno austriaco, non farla sviluppare in Italia, che aveva già decine di scali importanti.



Politica a parte, siamo sull'altra sponda dell'Adriatico. Qui, il sole sorge dietro le colline e tramonta sul mare, esattamente l'opposto rispetto a Rimini e alla sponda “italica”. La città è sontuosa e ricorda le grani capitali europee. Le facciate dei palazzi sono liberty, i viali larghi. Ma ciò che la rende così poco italiana e così internazionale è il rapporto edifici civici / edifici religiosi, tutto a vantaggio dei primi. Basti pensare che qui non ci sono gli oratori, ma i ricreatori, la versione laica e austro-ungarica degli spazi per i più giovani. Fotografata fino all'impossibile, Piazza Unità d'Italia è davvero di una bellezza unica. Il contrasto tra le facciate grandiose dei palazzi del potere, così imperiali e teutonici, e il quarto lato della piazza, occupato dal mare, è incredibile! E tra una sede di un'assicurazione ed un'altra, si passa, nella parte imperiale della città, lungo il canale che costeggia la chiesa ortodossa, o davanti alla grande sinagoga, o ancora nella piazza della borsa.
Dietro alla facciata più “borghese” si sviluppa la città medievale e romana, che dal teatro antico sale sino ai resti della basilica, proprio in cima al colle di San Giusto, occupato anche dal castello e dalla facciata romanica - ma ricostruita - della chiesa. Lontana dalla piazza Unità, la cima del colle è accomunata a quella dal vento che spazza tutto in continuazione, sfilacciando e ammassando le nuvole.



Ho trovato Trieste davvero vivibilissima, sia nei suoi aspetti più conosciuti e pubblicizzati, come i caffé e le pasticcerie - tra cui la pasticceria Pirona, frequentata da Joyce, ottima per dolci, pasticcini e caffé - ma anche nei pub, nelle enoteche e nei locali più recenti che danno vita, la sera, ad un incredibile viavai di persone che nulla ha da invidiare a Rimini. E anche il rapporto dei triestini col mare mi ricorda quello della mia città. Appena un raggio di sole regala un po' di tepore, la città si svuota e le sottili spiagge sassose e le pinete si riempiono di asciugamani e persone stese a rilassarsi e prendere il sole.

E alla sera nessuno si perde un bicchiere di spritz: acqua, vino bianco e selz (che ti fanno una testa così con questo spritz! Devi assaggiarlo, provalo, dai, prendine uno; e poi scopri che è acqua e vino bianco!, e però in effetti è piacevole e divertente, leggero e spiritoso e ti ci affezioni!). E il tour della città non può terminare senza una visita al castello di Miramare, residenza imperiale ricca di memorie asburgiche, e al bellissimo parco che la circonda.

Un'ultima parola sulla gastronomia. Non ho avuto modo di cenare in un tipico ristorante triestino (spesso perché arrivavo più che satollo al pranzo con colazione, seconda colazione e intermezzo dolciario), ma ho apprezzato la tradizione dei buffet. Dai bar di periferia al più tradizionale Pepi (a due passi da Piazza Unità), il pranzo si fa spiluccando da generosi buffet con fritti, prosciutti in crosta, bollito di maiale con rafano e crauti e altre delizie di cui non ci si stanca mai, per pochi euo - davvero pochi, spesso meno di 10.

Al ritorno, un po' per evitare il delirio autostradale e un po' per curiosità, siamo passati per Grado. Un bizzarro incrocio tra Aquileia (lasciano senza parole i mosaici della Basilica di Sant'Eufemia, del Battistero e della Basilica di Santa Maria delle Grazie) e Cattolica e il litorale riminese, per l'aspetto più turistico. Ciò che mi ha colpito di più è stata la strada per arrivare e lasciare l'isola d'oro. Una strada che è una sottile lingua di terra in mezzo alla laguna; circondata ovunque da isolotti e dall'acqua trasparente su cui si specchiano le vicine Alpi.

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di stefano del 09/10/2008 @ 19:56:37, in in citta', letto 5051 volte
Io immagino le facce dei dirigenti dell'Ikea. Li immagino in una stanza grande, seduti attorno ad un grande tavolo. Dalle finestre si può godere di un vasto panorama svedese, a perdita d'occhio. Sono tutti lì, a discutere di un passo importante! L'ikea aprirà filiali in tutto il mondo.
Sono pronti. Sanno che sarà un mercato aggressivo, difficile, sfiancante. Ma il mercato, pur nelle sue dinamiche esasperanti, ha delle regole chiare e precise. E' un po' come una partita a scacchi. I due contendenti si studiano, si affrontano, e poi ognuno sceglie la sua mossa.

Con questa filosofia ikea conquista l'Europa. Aprono decine e poi centinaia di sedi. Prima solo nelle grandi città, poi anche nei centri minori. Le case dei cittadini dell'unione sono ora colme di mobili in abete svedese. Chi non ha a casa un tavolo BJURSTA, o un divano EKTORP? O magari solo qualche complemento d'arredo, che so, un LAXVIK o un TRABY?
L'ascesa è inarrestabile, tutto procede nel migliore dei modi, fino a che, anche i dirigenti ikea fanno un grave errore: decidono di aprire a Rimini!

Rimini, da fuori, sembra una città come le altre, ma in realtà, qui, esistono potentati e feudi che in Svezia hanno probabilmente debellato alla fine del XVII secolo. Ogni settore ha il suo signorotto. C'è il Don Rodrigo dell'edilizia, c'è quello del turismo, e, infine, c'è anche il Don Rodrigo dei mobili in legno. Quando il signor ikea è arrivato a Rimini, probabilmente ad aspettarlo all'aeroporto è arrivato proprio il Don Rodrigo dei mobili in legno, e probabilmente, al ritiro bagagli gli ha fatto trovare una testa di alce recisa.

Quando ha saputo che ikea voleva aprire a Rimini, il Don Rodrigo è andato su tutte le furie! Chi osava mettere piede nel suo feudo? Lui, proprio lui che sugli impiallicciati aveva costruito un regno! Anatema! Papé Satan Aleppe!
Ma il libero mercato va oltre i potenti mezzi di ogni Don Rodrigo. Lo sbarco a Rimini di ikea è una realtà in procinto di realizzarsi, anche se qui in Italia c'è una regola ferrea: il libero mercato va bene solo per adeguare le tariffe a quelle europee, ma non venite a romperci le uova nel paniere con i vostri prodotti a costi più bassi e fatti meglio in casa nostra, chiaro? (queste non sono parole mie, è un decreto legge)

Morale della favola: l'apertura dell'ikea a Rimini è slittata di alcuni mesi, per una variante al piano regolatore in continuo ritardo (chissà come mai! Guarda te alle volte le coincidenze!). Poi, alla fine, tutto si sblocca! La variante arriverà, ikea aprirà a Rimini. E già che è stata fatta la variante e c'è tutto quello spazio libero proprio a fianco, ci apriamo anche un nuovo, mastodontico mercatone uno che venderà soprattutto mobili!
Perché la concorrenza, è chiaro, ha le sue regole!
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di stefano del 06/10/2008 @ 23:08:17, in pensieri sparsi, letto 819 volte
una perla di rara bellezza,
dedicata ai vigili dalla mano pesante, ai razzisti e agli idioti in genere

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di stefano del 05/10/2008 @ 00:33:46, in pensieri sparsi, letto 1047 volte
In attesa di scrivere la seconda parte del resoconto del viaggio a Trieste (scusate il lungo ritardo), un veloce post.

Oggi, sul radiogiornale di radio2, una giornalista ha commentato così il nuovo processo di O.J. Simpon (indagato per rapina a mano armata).

"O.J. Simpson, ora processato per rapina, era già stato in tribunale per l'omicidio della bellissima moglie di razza bianca".

razza bianca? Stiamo scherzando?
Perché la ex-moglie di O. J. Simpsono deve essere definita di razza bianca?
E soprattutto, che cos'è la razza bianca?

E la stessa cosa me la chiedo quando sento dire che Obama è un afroamericano.
Allora perché McCaine non è un euroamericano?

Brutti segnali.
Perché nessuno si ricorda cosa rispose Einstein al suo arrivo in America?
Quando gli chiesero a quale razza appartenesse, lui disse solo, "umana".
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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