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 un tramonto sui tetti di Rimini... di stefano
La mappa non è il territorio

Alfred Korzybski
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 25/05/2008 @ 23:25:00, in ghiottonerie, letto 1406 volte
Quando devo scrivere una recensione di un ristorante, per lavoro o per piacere, una delle prime cose su cui mi fermo a riflettere è il ricordo che ho della cena.
Si mangia bene in molti locali. Ma nella maggior parte dei casi dopo circa un paio di giorni, massimo una settimana, il ricordo sfuma, si fa evanescente, poco più di una sensazione piacevole incastrata da qualche parte nella memoria. Ci sono però ristoranti e cene che si fissano nel ricordo. Ti rimane vivo il piatto, il colore delle pietanze e, se proprio non il sapore, almeno il momento in cui hai mangiato e il piacere legato a quell'istante. Se invece anche i sentori e i profumi si sono cristallizzati nel ricordo, allora la serata è davvero meritevole.
Ecco perché prima di scrivere una recensione lascio passare qualche settimana. Tanto non c'è fretta. Lavoro solo per mensili...

Meno di un mese fa, ho fatto una cena con una manciata di parenti All'antica porta di Levante, a Vicchio, il borgo in cui nacque Giotto, tra Firenze e l'Appennino. La zone del Mugello lo conosco bene, ci sono stato parecchie volte, ma a Vicchio no. Qui, si trova l'Antica porta di Levante, il ristorante di Christian Borchi e Simone Draisci, nel centro di Vicchio, sotto un pergolato che profuma di glicine e all'interno di un palazzo antico, quelli in cui ci si perde tra scale, passaggi e pertugi.

All'ingresso classico fa seguito un salone a vetrate con vista sulla campagna circostante. Ci accomodiamo qui. Il luogo è molto raffinato, forse anche troppo, ma non pomposo né ingessato. Ci tuffiamo nei menù, stagionale, e ordiniamo. Da quel momento è un susseguirsi di colori e profumi intensi, forti, amalgamati e ricchi.

I sapori sono schietti, eppure ricercati. Nascono dalle ricette del territorio e proseguono per strade originali. Come gli antipasti, la terrina di piccione e pistacchi con salsa di piccione al tegame e il tronchetto di fegatini al vin santo con pane allo zafferano fatto in casa. In questa parte di Toscana, fegatini e piccione sono piatti tipici dal gusto forte e spiccato, ma qui acquisiscono un'ulteriore sfumatura, un arricchimento che li rende ancora più intriganti. In particolare il tronchetto trasforma i crostini ai fegatini in un piatto che mantiene inalterato il sapore ricco del fegato, ma con una consistenza affascinante e gustosa.

Buoni i primi. Gli gnudi di ricotta e ortica saltati al burro e salvia, e i tagliolini al prugnolo. Ma non è qui, secondo me, che la cucina si esprime ai massimi livelli, come invece accade con i secondi. Col petto d’anatra alle spezie con caponata di verdure, con una carne ottima, tenera e saporita, addolcita dalle spezie, dal cumino e dalla caponata, o col filetto di tonno fresco con pesto di pomodori secchi e contorno di fagioli borlotti in insalata, col trancio di pesce cotto al sangue e dall'interno rosso e fresco, delicatissimo e tenero, in perfetto contrasto con i pomodorini, o, infine, con l'agnello al forno con marinata di limone miele e salvia, ricetta capace di coniugare il gusto deciso della carne di agnello con una mescolanza di sapori che riporta in vita i profumi di tradizioni antiche, medievali e romane.
Una tendenza all'agrodolce, quella dei secondi, gestita con maestria e soprattutto con equilibrio, che dà vita a piatti che si mangiano con grande gusto, percependo tutti i sapori nel loro amalgama. Sapori che si appoggiano ad ottime materie prime, fresche e di prima qualità.

Non sono abituato a dare voti. Solitamente racconto. Ma sarei disposto a ripartire da Rimini, farmi un paio d'ore di strada (bella, tra l'altro: Rimini Faenza in autostrada, poi lo svalico sulla Colla con arrivo a Borgo San Lorenzo e di lì a Vicchio) per tornare ad assaggiare quei piatti. Il ricordo vivo mi spinge in quella direzione...
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di stefano del 25/05/2008 @ 01:40:00, in appuntamenti, letto 1100 volte
In modo del tutto inaspettato, ho visto il finale dell'Eurovision song contest. Già!, perché qui a Rimini si riceve San Marino RTV, e siccome la piccola repubblica ha un gruppo alla manifestazione ha trasmesso l'evento in diretta.

Vincitore della 53esima edizione il russo Dima Bilan con believing. A vista una variazione di Scialpi vestito tutto di lino bianco con camicia slacciata e circondato da altri due ragazzoni, il primo alle prese con un violino stradivari dal valore inestimabile, e il secondo con pattini da ghiaccio che ballava al ritmo della canzone melensissima. Il prossimo anno, Mosca si prende lo spettacolo che va a casa del vincitore. Ecco spiegato perché l'Eurovision non arriva mai nella provincia Italia! Perché noi lo snobbiamo e non ci mandiamo nessuno e neppure lo trasmettiamo...

La manifestazione è divertente e comunque curiosa. Me la vedrei bene commentata dalla Gialappa's: le tamarrate non mancano! Però è divertente sentire tutte le più diverse lingue del vecchio continente che si alternano ad un inglese colorito da accenti incomprensibili.

Ultima nota, molto carine le inviate dalle capitali europee e simpatici i commentatori sammarinesi... sicuramente meglio di pelle di cuoio-Carlo Conti!

Chi vuole vedere qualche cosa può andare sul sito di Eurovision e scaricare il plug-in necessario, o semplicemente youtube con le parole di ricerca Eurovision 2008
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di stefano del 16/05/2008 @ 13:24:00, in appuntamenti, letto 1044 volte
Ammetto la mia ignornanza. Ho scoperto solo oggi dell'esistenza dell'Eurovision song contest, un festival musicale europeo (e non solo, dato che partecipano anche Israele, Armenia e, in passato, anche il Marocco) che esiste da ben 52 anni. E perché l'ho scoperto solo oggi? Perché sei ignorante, direte voi. Sì, in effetti è in parte così, ma anche perché, come riporta il corriere, questo festival è snobbato dall'Italia (e anche quest'anno la RAI lo snobberà). E il corriere ne dà immediata dimostrazione. Cliccando sul piccolo box, infatti, non si apre la notizia del festival, ma una galleria di foto che illustra il festival mettendo in scena i personaggi più bizzarri, a mo di caricature, senza dirci nulla di più di questa kermesse.

Così mi metto a fare qualche ricerca su google. Cercando in italiano non si trova un'acca, ma passando alla ricerca in inglese il primo link che viene fuori è proprio quello del festival: www.eurovision.tv .

A questo punto divertitevi a scorrere la lista dei partecipanti per trovare tutti, ma dico tutti i paesi Europei, compresi Malta, San Marino, Andorra, Svizzera (che candida Meneguzzi) ed extraeuropei tranne l'Italia. Bene! Continuiamo così, facciamoci del male da soli!

Ora, magari il festival è quello che è, ci sono gruppi che sembrano effettivamente, pittoreschi - ma anche divertenti, passerà la moda dei gruppi musicali fatti solo di modelle e modelli? - ma è comunque una manifestazione europea, e si nota, tra le altre cose, la presenza di soli (tranne uno o due casi) gruppi giovani e giovanissimi. E noi qui a fare le polemicone e i titoli di giornale su Pippo Baudo e quella panzanata già morta e sepolta del festival di Sanremo.

A scorrere la storia del Festival si scopre che in passato l'Italia ha partecipato, sebbene la notizia non sia mai circolata tanto, con personaggi come Domenico Modugno, Enrico Ruggeri e molti altri. Giusto per dare un'idea della rappresentazione, nel 74 vinsero gli ABBA, famosi non solo per essere palindromi.

Che volevo dire con questo post? Non lo so, ma mi fa un po' di tristezza questo snobismo europeo tutto italiano. A me l'Europa piace, mi sento cittadino europeo e mi piace anche nelle sue manifestazioni un po' kitsch e grottesche. E poi basta con questo snobismo tutto classico e accademico con gli italiani ancora convinti di essere i più bravi del mondo dall'alto delle rovine dei loro templi, della grandezza di Roma, della forza del Rinascimento... SVEGLIA!

Fate un giro sul sito, secondo me merita!
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di stefano del 10/05/2008 @ 21:07:00, in webwebweb, letto 1272 volte
Qualche tempo fa avevo postato un paio di link a due video in cui un ragazzo saltava e si lanciava in evoluzioni con un'asta che qualche burlone di internet aveva ritoccato con effetti speciali trasformandolo in drunken jedi. La cosa era finita lì. I due video, divertenti, davano secondo me una buona presentazione del fenomeno web 2.0 e di come si possa diventare star in modo del tutto involontario.

Proprio ieri, durante un po' di zapping su youtube, ho trovato un altro video con lo stesso protagonista – e con la stessa scena – e poi un altro e un altro ancora. Così, incuriosito, ho iniziato ad approfondire il caso e ho scoperto che lo Star Wars Kid (così è conosciuto, a causa del suo tentativo di imitare Dart Maul, comprimario malvagio in Episodio I) è un protagonista suo malgrado. Secondo quando riportato da wikipedia, Star Wars Kid aveva girato quel video durante una pausa a scuola, dimenticandolo nei sotterranei dell'edificio dove è rimasto per parecchio tempo prima di essere scoperto da altri ragazzi e lanciato nel web con Kazaa. In due settimane era stato scaricato già milioni di volte. La famiglia del ragazzo ha intentato causa contro i quattro compagni di classe da cui alla fine ha ottenuto 351.000 dollari.

Nel frattempo, però, quello che doveva succedere era già successo. Prima lo Star Wars Kid era stato scaricato nella sua versione originale, poi trasformato in un episodio di star wars e poi in altre innumerevoli parodie, alcune riuscite meglio e altre peggio. Di pari passo, il fenomeno si faceva conoscere e rientrava senza mezze misure nel mondo nerd, come ben stigmatizza Weird Al Yankovich nel video White & Nerdy (video di cui purtroppo riconosco tutti i riferimenti!!). Ad oggi, insieme al taschino porta penne, gli occhiali spessi con montatura nera e riparati con lo scotch, la passione per la fantascienza e le pettinature improponibili, lo Star Wars Kid è un'icona nerd. Capisco che la cosa possa averlo scosso. Sempre su wikipedia si parla di lunghe sedute con lo psichiatra, ma potva andargli peggio. Numa numa, altro fenomeno web, era “consenziente” - meno divertente – ma questo non gli ha risparmiato di vedersi intitolare un Numa numa fat contest, senza prenderci una lira, e l'appellativo di Web celebrity imbarazzante dal New York times. Tutti questi famosi “del web” rimbalzano infinite volte nella cultura contemporanea e appaiono oltre che nei video musicali, anche nei film e nelle principali serie televisive quali I Simpson, i Griffin, South Park, diventando dei meme, ossia delle entità di informazione della cultura umana.

Di tutt'altro aspetto i video di Tron Guy, altro fenomeno di youtube appassionato dell'omonimo film tanto da realizzare la mitica tuta di tron e indossarla nei suoi video. Anche Tron guy in breve è diventato un'icona e un fenomeno internettiano ma gestisce il suo ruolo in modo più distaccato e sociale, tanto da partecipare anche al bellissimo video we are the web per la salvaguardia di internet. In definitiva, se siete nerd e amate la fantascienza, la musica, i combattimenti, dungeons&dragons, i giochi per consolle, i manga giapponesi, gli otaku, i vecchi videogiochi anni '80 e vi piace mettervi in mostra con i vostri amici... assicuratevi che nessuno abbia la telecamera!, o potreste diventare l'idolo di tutti noi nerd ed essere scaricati più di Pamela Anderson, ma meno di All your base are belong to us!
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di stefano del 04/05/2008 @ 23:21:00, in viaggi, letto 1961 volte


Qualche foto e poche parole. Il ricordo di un bel viaggio a Brescia e sul lago di Iseo. La città è molto elegante, signorile. Entriamo nel centro sotto una statua torva, che ricorda quasi un nazgul! Certo, l'auspicio non è dei migliori, ma in realtà a parte burlesche indicazioni per un parcheggio, che sembravano una partita ad Scotland Yard, la permanenza in città non ha avuto nulla di cui lagnarsi.




A partire dal tempo, sereno e ventilato, fino alla scoperta della città, sia della parte più moderna, ottocentesca, sia per le vie più antiche, in cui abbiamo girovagato alla ricerca di un ristorante. E' stata una famelica caccia verso un posto in cui sedersi e mangiare. Senza guide, consigli o indicazioni, nella speranza di voltare un angolo e dire - toh! ho trovato un'osteria, e sembra buona!
E così è successo, per una volta. All'Osteria della Zia Gabri abbiamo mangiato bene. Buoni i primi, maltagliati allo stracotto, sopra tutti, e deliziosi i secondi, tra cui spiccavano l'agnello arrosto e il fegato alla veneziana.




Non so se quello che sto per esporre sia un luogo comune, ma i bresciani sono un po' musoni. Ti guardano così, quando entri in un locale, come se dessi un po' fastidio. Più amichevoli e gioviali quando esci... Pochi sorrisi, insomma, non proprio da burberi montanari amanti della solitudine, o con la puzzetta sotto il naso per turistelli sprovveduti, ma neanche caldi e accoglienti
Unica nota di biasimo la mostra America, meta del nostro viaggio. Non tanto la mostra in sé, interessante, soprattutto la prima parte e meno la seconda, ma per l'impossibilità di portarsi dietro il passeggino per il pupo, abbarbicato in braccio per due ore come un lemure del Madagascar. Insomma, se volete le famiglie ai musei e alla ricerca dell'arte, venite un po' incontro, per quanto passeggini e marmocchi possano essere anche ingombranti.
Della mostra notevole i paesaggisti delle prime sale e le esperienze di viaggio italiane, con città semideserte abitate solo da solitarie rovine romane e pastori vestiti come Titiro e arcadi anche a fine '800: così pittoresco!

 


Il turismo del lago d'Iseo la sera ricorda la Rimini degli anni '80, con i localetti proprio a pochi passi dal lago, discoteche tamarre, gente vestita in modo alquanto discutibile e gonzi di periferia da film di Jerry Calà. Molto più bella la domenica mattina, con un po' di nuvole basse e di grigiore diffuso che dopo poche ore si apre in una calda giornata assolata. Gli incontri scontri con musoni non mancano. Come l'ilare barcarolo che non si degna neppure di dirci se è quella la barca che dobbiamo prendere per raggiungere Montisola oppure no, o le scarse notizie dei locali riguardo a luoghi mangerecci.

 

Nonostante tutto finiamo in un ristorante da comunioni e cresime, in cui siamo gli unici avventori a prendere il misto pesce di lago, mentre imperversa il fritto di mare. O esiste un canale sotterraneo che collega Iseo con l'Adriatico, o mi sfugge qualcosa. I primi sono un po' troppo pasticciati, ma il pesce dell'antipasto è molto interessante, soprattutto la tinca e il missultin.
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

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