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 un occhio sul panorama di Ascoli Piceno... di stefano
Pensai che in un paese nuovo c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, e ripercorre la stessa strada da dove ero venuto non sarebbe stato particolarmente interessante o istruttivo.

Carl Von Linne'
 
\\ Home Page : storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 29/06/2006 @ 17:29:00, in ghiottonerie, letto 964 volte
D’estate in pochi resistono al fascino di una cena all’aperto, e i ristoranti che se lo possono permettere aprono verande, chiostri, terrazze e quant’altro possa renderci la calura più sopportabile durante l’abbuffata.
Anche il ristorante Tiresia (tel. 0541 781896), a pochi passi dall’Arco d’Augusto di Rimini, ha subito allestito un piacevolissimo patio con una bella veranda sotto il quale sono sistemati i tavoli da 2 e 4, e un grande cortile riccamente punteggiato di verde nel quale vengono ospitate le comitive più numerose. Un piccolo angolo in cui si passa volentieri un po’ di tempo a bere e a mangiare.

Peccato che il servizio e i piatti non sono all’altezza del luogo.
Nell’assaggiare gli antipasti, i primi e i secondi, ci pervade l’opinione che le materie prime siano di ottima qualità, ma che la cucina scarseggi in inventiva, o peggio finisca per pasticciare una buona idea. Come il filetto in crosta di melanzane, che al nome così ghiotto e invitante fa seguire una taglio di carne buonissima e tenerissima, sopra il quale è stata colata un’inspiegabile fonduta di formaggio (?) guarnita con cubetti di melanzane. Molto lontana dalla nostra immagine.

Anche i primi sguazzano nel condimento e non colpiscono. Il vino al bicchiere viene servito “già preparato”, con un ragazzo che porta – sotto il mio sguardo incredulo – un calice già riempito di vino dalla cucina al nostro tavolo.

Spesa nella norma. Ma una grande occasione sprecata. Peccato!
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di stefano del 26/06/2006 @ 12:38:00, in giornalismi, letto 803 volte
Hanno sparato all'orso bruno, non sarà il primo né l'ultimo animale ucciso dall'uomo.

quello che rende tutta questa storia surreale è l'approccio fatto di contrasti con cui l'uomo cerca di preservare il suo rapporto con la natura.

l'orso bruno era stato "importato" dalla slovenia per tornare a vivere in zone in cui un tempo prosperava, il trentino appunto. ma in pochi - così pare - avevano pensato che l'orso potesse anche non gradire la nuova sistemazione e mettersi a girare per i fatti suoi. il movimento dell'orso tra il trentino, l'austria e la baviera ha creato scompgilio, e alla fine bruno è stato abbattuto.

in poche parole, si chiedeva all'orso di vivere come un essere umano, con un preciso luogo di abitazione e avvertendo prima di espatriare. la nuova casa dell'orso era una prigione senza sbarre. la vita degli animali sopravvissuti al dominio dell'uomo sulla terra non è facile e, andando avanti, peggiorerà. gli animali rimasti devono mettersi in testa che potranno continuare a vivere solo rendendosi conto che la loro libertà è finita, che possono stare fin quando sono importanti, anche simbolicamente, per la società umana e per la storia umana, ma senza esagerare nel muoversi e nel fare razzia. così come allo zoo, molti animali sono solo ombre di loro stessi.

dobbiamo guardare in faccia la realtà. la natura selvaggia è finita. è possibile sopravvivere solo se l'uomo decide in tal senso, e anche la vita all'aperto è condizionate da regole non naturali, in condivisione con le regole sociali dell'uomo.

orso bruno, se espatri ancora, almeno manda una cartolina, cazzo!
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di stefano del 20/06/2006 @ 23:32:00, in pensieri sparsi, letto 1743 volte


Purtroppo sì! Il titolo è abbastanza eloquente...

Erode aka OmbradellaMorte aka Metafora ha lasciato questo mondo dopo 18 anni di onorata carriera felina. Il dispiacere è stato tanto, ma non si può impedire alla ruota di girare, per cui, soffiatoci il naso, gli abbiamo dato una degna sepoltura sotto un vecchio ulivo, nel cuore delle colline di Sogliano.

Avrei avuto parecchie storie da raccontare su Erode, piasciate record, deliri ga(la)ttici, frenesie incontrollabili e tanto altro, ma a questo punto preferisco fermarmi qui e lasciarlo ai ricordi, ai morsi e alle soffiate ricevute da tutti quelli che l'hanno conosciuto (i più fortunati si sono trovati anche qualche indumento pisciato o lacerato)!

Miao a tutti!

OmbradellaMorte aka Erode aka Metafora
1988 - 2006
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di stefano del 19/06/2006 @ 16:33:00, in in citta', letto 1038 volte

Dal 10 al 19 giugno si è svolto, a Rimini, il festival del Jazz Tradizionale e dello Swing. Io ho fatto l'ufficio stampa, ed è per questo che sono scomparso del tutto dalle scene per oltre un mese.
Non è il primo lavoro del genere che faccio, ma è il primo di questa "portata". Il mio povero blog è stato sguarnito per quasi due mesi! Sigh! Eppure avrei così tante cosa da dire! Ma appena posso torno, insomma, non vorrei che i miei lettori passassero da tre a due.

Il festival del Jazz è stata una bella finestra su un mondo davvero poco conosciuto. Se è vero, da un lato, che di festival del jazz se ne trovano parecchi - Umbria Jazz primo tra tutti - è vero che uno concentrato sul Dixieland e sullo Swing, la musica degli anni '20 e '30 del '900, ancora non c'era.

Da Rimini sono passati ospiti illustri e grandi band da tutto il mondo. Nella foto Bradford Duke Truby, il bassista dell'Hot Club of New Orleans, formazione di cinque elementi direttamente dalla Louisiana sul palco di Piazzale Fellini a Rimini. Un concerto trascinante e coloratissimo, che ha saputo unire le sonorità jazz a quelle gitane di un violino malinconico eppure frenetico.

Ora spero di tornare al più presto a raccontare - ai miei tre lettori - anche gli altri viaggi e le altre novità fatte in questi mesi.
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
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