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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Vista l'assoluta mancanza di richieste in tal senso, e con l'aiuto del noto giornale scientifico SPY Magazine (Gennaio 1990), sono lieto di presentare l'annuale inchiesta scientifica su Babbo Natale.
1)Nessuna specie conosciuta di renne può volare. MA ci sono 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare. benché la maggior parte di questi siano insetti o germi, ciò non esclude COMPLETAMENTE la possibilità che esistano renne volanti, che solo Babbo Natale sembra aver visto.
2)Ci sono due miliardi di ragazzi (persone sotto i 18 anni) nel mondo. Tuttavia, dato che (sembra che) Babbo Natale non visiti ragazzi Musulmani, Indù, Ebrei e Buddisti, questo riduce il lavoro al 15% del totale - 378 milioni, secondo L'ufficio per le Popolazioni. Ad una media (censita) di 3.5 per abitazione, sono 91,8 milioni di case. Si presume che ci sia almeno un bravo ragazzo in ogni casa.
3)Grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, Babbo Natale ha 31 ore disponibili per il suo lavoro, assumendo, come sembra logico, che viaggi da est ad ovest. Questo comporta 822.6 visite per secondo. Cio' significa che, per casa di cristiani con almeno un bravo ragazzo, Babbo Natale ha 1/1000 di secondo per parcheggiare, saltare fuori dalla slitta, scendere per il camino, riempire le calze, mettere i regali sotto l'albero, mangiare qualsiasi cosa sia stata lasciata, risalire per il camino, balzare sulla slitta e dirigersi alla casa successiva. Dando per scontato che ciascuna di queste 91.8 milioni di fermate sia distribuita omogeneamente sulla Terra (cosa che sappiamo non essere vera, ma che per amore di calcolo assumiamo come vera), stiamo parlando di una media di .78 miglia per casa (circa 1,154 km), e di un viaggio totale di 75,5 milioni di miglia (112 Milioni di Km), senza contare le fermate per fare quello che la maggior parte di noi fa almeno una volta ogni 31 ore, più il cibo, etc. Questo implica che la slitta di Babbo Natale si muove a 650 miglia al secondo (962km/sec), 3.000 volte la velocità del suono. A titolo indicativo, il più veloce veicolo dell'uomo, la sonda spaziale Ulisse, viaggia alla misera velocità di 27,4 miglia/sec. (40,5 km/sec). Una renna normale può raggiungere al massimo 15 miglia all'ora (22km/ora).
4)Il carico della slitta assume un altro elemento interessante. Assunto che per ogni bambino non ottenga nulla di più che un Lego medio (2 libbre, circa 900 grammi) la slitta trasporta 321.300 tonnellate, senza contare Babbo Natale stesso, che e' sempre descritto sovrappeso. Su terreno, una renna convenzionale può trainare 300 Libbre (136 Kg.). Anche accettando l'ipotesi che le "renne volanti" (vedere punto (1)) possano trainare un peso DIECI VOLTE superiore a quello di una renna normale, non ci basteranno otto renne, e neppure nove. Abbiamo bisogno di 214.200 renne. Questo incrementa il peso lordo a 353.400 tonnellate - senza contare la slitta!. Ancora, a titolo di comparazione, questo e' quattro volte il peso della Queen Elizabeth.
5)353.000 tonnellate che viaggiano a 650 miglia al secondo creano un enorme attrito con l'atmosfera - questo provocherà il riscaldamento delle renne nella stessa misura di un'astronave al rientro nell'atmosfera. La prima coppia di renne assorbirà 14.3 QUINTILIONI di joules di energia. Al secondo. per ciascuna. In breve, si volatilizzeranno praticamente all'istante, esponendo le renne alle loro spalle e creando un'assordante bang supersonico nella loro scia. L'intero gruppo di renne verrà vaporizzato in 4,26 millesimi di secondo. Babbo Natale, contemporaneamente, sarà soggetto a forze centrifughe pari a 17.500,06gravita'.Un Babbo Natale di 250 Libbre (113kg.) (che sembrerebbe comicamente magro) sarebbe inchiodato al fondo della slitta da una forza di 4.315.015 libbre (1.957.420 Kg.).
6)In conclusione se Babbo Natale ha mai tentato di consegnare regali alla vigilia di Natale, ora e' morto.
Sono numerose le tradizioni magico-cabaliste in cui la parola è intrisa di potere. Basterebbe citare il golem di Rabbi Juda Lew, che si animava quando le sillabe del nome Adamo venivano incise sulla sua fronte, oppure il folletto di origine celtica che si poteva scacciare solo conoscendo il vero nome. Il vero nome è l'essenza della cosa. Non è una questione etimologica, ma magica. Anche il nome delle città è legato ad un antico nume tutelare, così come il nome dei luoghi e delle persone. Questa breve riflessione, che in realtà richiederebbe una ben più lunga - e affascinante disanima - me l'ha data una notizia uscita alcuni giorni fa sul sito di The Moscow Time:
"Il nuovo parlemento ceceno ha chiesto al Cremlino l'autorizzazione a cambiare il nome della capitale Grozny in Akhmad-Kala, in onore di Akhmad Kadirov, l'ex presidente filorusso ucciso in un attentato nel maggio del 2004. Secondo i deputati il nome Grozny, che significa "terribile", è legato ai momenti più drammatici della storia cecena".
I nomi delle città cambiano nel corso dei secoli, alcuni evolvono il proprio gruppo di lettere, vocali e consonanti, altre lo cambiano per celebrare una rinascita, una conquista od un cambiamento di cultura, come ad esempio l'antica Bononia celtica, che nelle mani degli etruschi si chiamava Felsina. Oppure Maleventum chiamata poi Beneventum per celebrare la vittoria romana contro Pirro, Sanpietroburgo (nel periodo di influenza della cultura tedesca), o Pietrogrado, o, nel periodo del comunismo, Leningrado. Fine della breve lista, o si rischia di non smettere più. Anzi, lanciamo una collaborazione, tanto per i 5 lettori abituali del sito, quanto per gli occasionali: segnate nei commenti eventuali altri nomi di città che hanno cambiato nome e, se la sapete, l'origine. Dai più banali ai più particolari.
E' appena passato in televisione uno sceneggiato sulla vita e sulle battaglie di Giulio Cesare e sulla congiura ordita dai senatori, capeggiati da Cassio, per ucciderlo durante le idi di marzo. Ne ho visti di peggio, non era realizzato male. Tutto incentrato -ovviamente- su Cesare, io non riuscivo a staccare gli occhi da Bruto, il personaggio più umano e interessante. E subito, dal primo istante, prima ancora della storia e dei ricordi delle lezioni universitarie mi sono balzate in mente le parole di Shakespeare, le frasi adulatorie e tentatrici con cui Cassio porta Bruto tra i congiurati e che, nello stesso tempo, sono un meraviglioso inno all'uguaglianza. Sono andato immediatamente a rileggerle. atto primo scena II Cassio discorre con Bruto di Cesare
"Egli è un colosso che tien sotto i suoi piedi questo angusto mondo, e noi, piccoli mortali, noi ci muoviamo sotto le sue gigantesche gambe volgendo intorno lo sguardo per trovare una tomba senza gloria. Ma vi sono età nelle quali gli uomini diventano arbitri dei propri destini. Se siamo schiavi la colpa è nostra, Bruto, non delle nostre stelle. Bruto! Cesare! Che vi è dunque in questo nome di Cesare? Perché deve essere pronunciato con maggiore solennità del tuo? Scrivili l'uno presso l'altro e il tuo non perderà nel confronto. Pronunciali entrambi: il tuo è egualmente sonoro. Ponili sulla bilancia, avran peso uguale, gli spiriti evocati da questi nomi si mostreranno così al suono di Bruto, come a quello di Cesare. Ora in nome di tutti gli dei, di quale sostanza si pasce questo Cesare per essere venuto a tanta altezza?..."
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