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 sushi... di stefano
[A Persefone]
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone

Inni Orfici
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 28/09/2005 @ 08:48:00, in appuntamenti, letto 249 volte
Torna il Ravenna Nightmare Film Festival

La 3ª edizione del Ravenna Nightmare Film Fest si presenta, anno dopo anno, come un appuntamento sempre più importante, in Italia, per il cinema horror e fantastico, italiano e internazionale. Membro Aderente alla EFFFF (la Federazione Europea dei Festival del Fantastico, la rete di festival più rappresentativa per la promozione del film fantastico, horror e thriller), il RNFF diretto da Franco Calandrini per St/Art Produzioni e organizzato da Alberto Achilli per il Comune di Ravenna prepara numerose novità, soprattutto nei due eventi principali del Festival: il Concorso Internazionale per lungometraggi e gli Eventi Speciali. E ancora le rassegne EuroZombies e Spaghetti Horror, retrospettiva dedicata al cinema horror italiano ed europeo degli anni ‘60 e ‘70; e altri numerosi eventi tra appuntamenti, retrospettive documentari dell’orrore, che renderanno Ravenna capitale italiana, per una settimana, del cinema horror.
Una settimana di film horror e fantastici per tutti i gusti, per appassionati e neofiti: i migliori film, gli inediti, i cortometraggi e la partecipazione di personaggi internazionali.

Puoi vedere il programma completo su Ravennanightmare.com
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di stefano del 27/09/2005 @ 16:20:00, in giornalismi, letto 214 volte
Il mensile Italy Magazine, con il quale collaboro, ha vinto un premio come migliore rivista straniera sull'Italia. Beh, visto che ci scrivo anch'io, non posso non citare parte dell'editoriale del numero di ottobre, in cui Fiona Tankard parla di questo risultato.

"(…)We’re delighted to tell you that ITALY has been awarded the prestigious Zinzulusa d’Argento 2005 award for the best foreign magazine on Italy. The ceremony was held in August at the beautiful Hotel Panoramico di Castro Marina, Lecce, on the Salentine peninsula in front of a star-studded audience and was covered by several tv channels, including RAI3. The magazine won the prize for il costante impegno nel divulgare “l’italian style” nell’UK’ – our ongoing work promoting Italian style in the UK – and special mention was made of the issue featuring our article on Salento by our very own Ted Watson. (See issue 17 August 2004).(…)

leggilo anche sul sito di ItalyMag
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di stefano del 20/09/2005 @ 16:56:00, in appuntamenti, letto 210 volte
Alla fine è confermato! Sabato prossimo (24 settembre) sarò a Verona, in occasione della Ia biennale di poesia "Officina della percezione" organizzata dall'Associazione Culturale Anterem e dal Comune di Verona.

Oltre che come interessato ascoltatore, sarò a Verona anche per leggere alcune mie poesie, invitato dalla redazione di Anterem.

Ecco un breve sunto della manifestazione, direttamente dal sito di Anterem:

Ancora una volta l’intento è quello di allargare i confini, offrire più occasioni di confronto, di ascolto, dare spazio alle voci dei tanti poeti che accompagnano nel corso delle varie edizioni il premio intitolato a Lorenzo Montano. E insieme con la poesia, la musica, la danza, le arti visive, riflessioni critiche, confronti, spunti per approfondimenti.
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di stefano del 14/09/2005 @ 10:15:00, in viaggi, letto 650 volte
Di giorno, a Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, le colline hanno il colore del sughero, bruciate dal sole. Ai fianchi di altopiani macchiati di pezze colorate, le colline prima e le asperrime vette della Maiella poi si alzano incontrastate.

A differenza delle colline laziali, affogate nel verde e tagliate da fiumi e cascate, qui si respira un preambolo di deserto. Tutto sembra coperto da una sabbia scura, grassa, eppure, l'idea che ne emerge, non è solo di arsura e secchezza, rimane un fondo azzurro, selvaggio ed estremamente vitale. Ogni tanto spunta un muro medievale ed una torre, i ruderi di un castello, oppure una chiesa dimenticata dai fedeli, tutti sotto uno sguardo solare che sembra non dover mai tramontare.

La sera, il piccolo borgo è vittima di un silenzio asfissiante. Ho passeggiato per le strade del borgo per lungo tempo, passando da una piccola scalinata ad un antico arco di pietra, sotto la torre maestosa e scabra, e di fianco ad una chiesa sconsacrata e senza entrata, e in tutti questi passaggi non ho incontrato anima viva. Solo un gatto si aggirava ignaro di me e dei miei pensieri.

Santo Stefano di Sessanio è una città fantasma. Una città che, per quanto ricostruita e restaurata secondo i progetti originari, senza aberrazioni edilizie o speculazioni di sorta non ha più nulla a che fare sol suo genius loci. Nessuno, se non turisti o cittadini benestatnti in cerca di un'isolazione elitaria, verrà più a vivere quassù e a condividerne le fatiche, le stagioni, i silenzi.
Una bella città, un bel restauro, ma tutto è carico di una forte nostalgia inespribile. Si percepisce uno profondo stacco irrecuperabile con un passato che solo s'intravvede nelle mura scure e annerite dai fumi dei fuochi. Solo qualche veccchio passeggia avanti e indietro, per sottolineare ancora di più quale universo di tempo e di evoluzione esista tra il proprio mondo e il nostro.

Settanta anime, contro un futuro di turisti. Ma non c'è battaglia, perché qui i giochi sono già conclusi. Come sempre, e non poteva essere diversamente, ha vinto il tempo, e non ha vinto solo sulle pietre e sulle rughe della pelle, ma ha vinto contro la nostra idea di cultura, le nostre pallide e sottili tradizioni, le nostre preconcette idee sul passato. Il resto sono sogni, piccole illusioni, giochi di costruzione.

Un'ultima addenda: Santo Stefano, questa mattina, mentre i turisti passeggiano con i loro cappellini e gli occhiali da sole, alla ricerca di un ricordo da riportare a casa, Santo Stefano, dicevo, mi ha dato l'idea di essere un grande museo all'aperto. Come andare in vacanza un paio di giorni al Louvre (che, come tutti ripetono ad ogni vostro accenno di una visita, non è possibile vedere in un giorno) e riuscire a dormire in una stanza tra le sale d'Egitto.
Il mio umore oscilla tra l'idea di perdita del borgo, a quella di un recupero che non poteva essere fatto meglio di così.
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di stefano del 12/09/2005 @ 18:54:00, in pensieri sparsi, letto 257 volte
Ad Ancona sono salito sull'ultimo treno che mi porterà fino a Rimini, a casa. Mi sono seduto nell'ultimo posto del penultimo vagone, in uno scomparto con tre file di sedili. Un posto per pochi, insomma.
Pensando di rimanere solo, o alla peggio con non troppa compagnia.

Poco dopo, infatti, qualcuno sale. Per fortuna è una ragazza di età attorno ai venti. Molto carina. Una ragazza di corporatura esile e di bassa statura, dalla carnagione scura, i capelli neri e ricci e gli occhi molto profondi. Non proprio secondario, un seno di notevolissime dimensioni. Mi guarda. Io la guardo, parte dei miei occhi scivola sul suo décolleté, poi lei si siede una fila distante da me.

Quando sale sono al telefono. Una volta chiusa la chiamata, si rivolge verso di me e mi chiede alcune indicazioni. Io penso: è fatta.

Per alcune decine di minuti mi distraggo a scattare foto fuori dal finestrino, fino a che decido di averne fatte abbastanza. Prima di sedermi, lancio un ultimo sguardo alla fanciulla, e dalla mia posizioni più alta, ho la fortuna di godere di un panorama incantevole.

Mi siedo, e nella mia mente pregusto scene simili a quelle che Quentin Tarantino immagina in dal Tramonto all'alba, quando Juliette Lewis si avvicina e gli chiede di leccargliela. Ovviamente, io non mi permetterei mai di arrivare fino a tanto, mi accontenterei di toccarle le tette. E solo e solamente su sua specifica e scritta richiesta. In fondo, a stuzzicare l'ego maschile basta veramente poco.

Proprio in quel momento, entra un ragazzo. Avrà anche lui attorno ai vent'anni o poco più, di carnagione scura, fisico asciutto e atletico, un'ombra di pizzetto, i capelli raccolti in una coda e chiusi in una bandana e quello sguardo mascalzoncello che tanto piace alle ragazze.
Si siede, non molto distante dalla tipa. Pochi minuti dopo, è già stravaccato, simil-rapper, come giustamente si confà ad un giovane pronto a incazzarsi con tutto il mondo, a darle da dire.
Probabilmente, anche lui ha avuto modo di notare, nella giovane fanciulla, i medesimi tratti.

Ed è allora che mi sento infinitamente pirandelliano. Io, con i miei trent'anni appena lasciati indietro, la mia pelle pallida, gli occhi sempre persi dietro ad altri pensieri, i miei vestiti ordinari, i capelli spettinati e il fiato di una giovinezza che non ha dimenticato il romanticismo dei miei 18 anni, la poesia del mio sangue, eppure si è riadattato ai giorni d'oggi.

Lei gli risponde, per fortuna non troppo convinta e intima, ed io mi sento spettatore assolutamente di troppo, voyeurista impenitente. Per caso la rivedo. Ed è così carina che mi ridimentico di tutto. Eccola l'attrazione! Che grande assurdità, che marionetta impenitente che sono!
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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

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