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 una scultura lignea nel coro di Maulbronn... di stefano
[A Persefone]
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone

Inni Orfici
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di stefano del 24/06/2010 @ 18:01:48, in autoreferenziale, letto 1783 volte
I più attenti tra i lettori si saranno accorti che il blog è immobile da alcune settimane.

Ultimamente il lavoro ha assorbito tutto il mio tempo libero, ma soprattutto sono cambiate le cose che scrivo, i giornali, e spesso anche gli argomenti. Per cui ho voluto fermarmi per pensare cosa fare di questo spazio virtuale. Come organizzarlo, cosa farlo diventare

Quindi, pedetemptim rimane chiuso per ferie fino a nuove disposizioni!

a presto
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di stefano del 12/05/2010 @ 19:16:06, in ghiottonerie, letto 2655 volte
Anche se ultimamente aggiorno poco il blog, volevo rilanciare qui un mio articolo sulle gelaterie di Rimini uscito questa settimana sul Ponte

RIMINI: I “negozi” storici che tengono il passo, le piacevoli novità. Il boom del 2010: due nuove aperture a pochi passi in centro storico. Sapori inediti, tempi di attesa e costi a volte alle stelle.

Una volta c’era il gelato. Punto. Senza tanti fronzoli. I gusti erano quelli classici: cioccolato, crema gianduja, stracciatella e la frutta. Rimini, patria della vacanza estiva, aveva fatto del gelato la sua bandiera. Le gelaterie storiche al mare, come il Nuovo Fiore, o quelle del centro, La Romana e il Pellicano in testa, sono state vere istituzioni per tutti gli anni ’80 e i ’90. Poi le cose sono cambiate. Il Nuovo Fiore è andato un po’ in declino. Ancora oggi, in viale Vespucci, mantiene un’atmosfera molto anni ’80. Diverso il discorso per la Romana, gelateria riminese dal 1947, che ha passato periodi un po’ difficili, come la devastante infatuazione per i “gusti caldi”, che altro non erano che delle mousse burrose e davvero indigeste, e infine la ripresa. Di tutte, il Pellicano è quella che ha mantenuto più a lungo la sua linea: anche se oggi ci sono dei gelati che vantano qualcosa in più, non ha mai avuto scadimenti.
Ultimamente il panorama è radicalmente cambiato. In soli due anni sono sorte a Rimini ben tre nuove gelaterie, e da quasi un decennio spopola la gelateria dei due gemelli Ceccarelli, Fabrizio e Francesco (ormai popolarissimi in tv), il Biodelirio. Facciamo un passo alla volta, o rischiamo di perderci tra le creme. Ogni negozio mostra, con orgoglio, pannelli che sottolineano la provenienza dei prodotti, la qualità delle materie prime, la lavorazione dei gusti. Il latte è di alta qualità, o di produttori locali. La vaniglia è del Madagascar, la nocciola è calibrata, piemontese o siciliana, così come i pistacchi. Il cacao viene dal Sud-America e per mantecare il gelato non si usano più i macchinari a ventola, ma quelli con pale verticali. Al di là della moda gastronomica che fa di ogni cibo una questione da gourmet, sono innovazioni che fanno bene al gelato. La concorrenza sprona chi si era un po’ assopito. E la qualità dei gelati è notevolmente aumentata.
Lampante l’esempio della Romana. Da ormai un anno la gelateria ha fatto un completo restyling non solo del negozio ma anche dei gusti. Oggi, tra crema di nocciola, mascarpone, passito di Pantelleria, crema antica e altri ottimi gusti ha ritrovato un gelato davvero buono. Solo latte di alta qualità e commesse un po’ più carine e gentili degli ultimi anni. Altro merito è il prezzo. La Romana è una delle poche gelaterie che ha mantenuto il cono e la coppa piccoli da 1,80 euro, quando ovunque, ormai, il minimo è 2 euro, se non 2 euro e 50.
Il Pellicano continua con una buona qualità, e ultimamente prova anche a cercare gusti un po’ più particolari, tipo il nocciolone - una sorta di bacio arricchito, il cremino al pistacchio, il raffaello, yogurt ai frutti di bosco e altri. Entrambe le gelaterie, poi, hanno aperto numerose filiali a Rimini (Il Pellicano) e fuori (La Romana è salita sul Titano e in altri comuni).
Molto apprezzata e ormai “storica” è la Piazzetta, la gelateria in Piazza Mazzini. Ottimo gelato e grandi gusti tra cui il mitico pinolo allo spiedo: pinoli tostati, caramello e crema al mascarpone. La prima grande rivoluzione, però, è quella legata alla gelateria dei gemelli. Ora il locale si trova nella nuova sede di via Marecchiese, un po’ più attenta allo stile e alla pubblicità, mentre prima era nascosta dietro al grattacielo di Rimini, in una delle zone più squallide della città. Nonostante questo, ogni sera c’erano lunghe file e attese di mezz’ora per un gelato. Il successo era dovuto anche alla teatralità dei due gemelli Ceccarelli (che infatti, ora, sono sempre in tv con Chiambretti), ma anche il gelato faceva la sua parte. È stato il primo gelato biologico della città. Niente zucchero, ma miele e succo d’uva. I gusti erano tutti classici, ma avevano una sapore notevolmente migliore degli altri. Mangiare il gelato alla noce dai gemelli era come mangiare delle noci. Non si notava la differenza. Da quando però i due protagonisti hanno preso la via del piccolo schermo le cose si sono fatte un po’ altalenanti. Rimane sempre un ottimo gelato, senza riserve, ma qualcosa s’è perso.

I coni tremano
Un secondo scossone al mondo dei gelati riminesi è arrivato nel 2008 dalla gelateria il Castello, di fronte alla Rocca in viale Valturio. Fino all’anno prima, dove ora c’è la gelateria si trovava un negozio di computer, poi Marco, il proprietario, ha deciso di cambiare vita, ha fatto dei corsi da gelatiere ed ha inaugurato un nuovo corso. Quando si dice l’idea giusta. Dal momento dell’apertura sino alla chiusura invernale fuori dal negozio le file sembrano infinite e per avere un gelato bisogna armarsi di tanta pazienza. Gianduja, mascarpone, yogurt, pistacchio, cioccolato fondente, ricotta e fichi: i gusti sono cremosissimi, vellutati, mai troppo dolci - come capita a tanti gelati - e davvero di alta qualità. La panna montata, da chiedere a parte, è sublime e spumosa come poche. Peccato solo l’ubicazione di fronte alla rotonda che non rende facile gustarsi il gelato sul posto a meno di voler aggiungere il gusto CO2.
Nei primi mesi del 2010, hanno aperto contemporaneamente due nuove gelaterie in piazza Cavour. La prima è la gelateria Scintilla, riconoscibile per il bancone enorme, all’angolo tra la piazza e Corso d’Augusto. Arredamento scintillante e una pletora di gusti tra cui quelli iperproteici per sportivi, i pasticcini senza glutine e altre trovate che però non convincono. I gusti sono buoni e molto cremosi, alcuni davvero interessanti, come il mascarpone ricco di pezzi di cioccolata e nocciola, ma sono un po’ troppo dolciastri, e “industriali”. La Scintilla è un franchising nazionale che produce semilavorati e li manda alle filiali che poi li montano con latte e zucchero.
A pochi passi, la gelateria Grom, anch’essa un franchising (di Torino), propone una filosofia opposta, simile a quella del Castello. Prodotti di qualità, presidi slow-food e lavorazione artigianale. I gusti hanno un sapore molto spiccato, deciso, di classe. La consistenza è molto cremosa. Tra le novità proposte: la crema di grom, arricchita con le paste di meliga, un biscotto frollino tipico della zona del cuneese, in Piemonte, il cioccolato extranoir, il torroncino con granella di torrone d’Asti. Non mancano i difetti, soprattutto per chi ha fretta. Per ogni gelato si deve rispondere ad un questionario: cono o coppa, cono fragrante o di cialda, aggiunta di pasta di meliga o di panna montata (entrambe costo a parte). Anche il confezionamento del gelato avviene con un rituale interessante ma lungo. Ogni gusto viene preso con la paletta, sbattuto e lasciato cadere sul gelato. Tutto bello, ma con tre persone si aspetta una vita. L’attesa però viene premiata con un gran gelato.
Questa breve panoramica non vuole essere certo esaustiva. Esistono a Rimini molte altre gelaterie, spesso piccole conduzioni familiari, con poche pretese, e buon gelato. Vale la pena perdere un po’ di tempo a cercarle e provarle. Alla fine si scoprirà che ognuno ha il proprio gusto prediletto. L’alternanza fa sempre bene. Nonostante gli aumenti, infatti, il gelato resta un alimento economico, e con una coppa media si sostituisce ottimamente un pranzo, specie d’estate.

Stefano Rossini

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di stefano del 06/05/2010 @ 08:56:35, in giornalismi, letto 1661 volte
Ma... nessuno si è fatto l'unica domanda lecita?
Guardando le immagini del palazzo a due passi dal colosseo in cui avrebbe comprato casa Scajola senza sapere come, viene da chiedersi soprattutto una cosa...

Chi diavolo ha costruito quell'orribile palazzone di cemento e terrazzoni proprio di fronte al Colosseo?

Cristo, abbattetelo!
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di stefano del 20/04/2010 @ 09:33:49, in giornalismi, letto 2111 volte
World of Fantasy è un nuovo portale della DeAgostini dedicato al mondo del fantastico. Ancora Fantasy? Il fantasy esiste ancora? Sì, e se la cava piuttosto bene. L'idea del portale, infatti, è proprio quella di creare una community che discute non solo del genere, ma cerca di capire come si evolve, cosa succede nel mondo, ma soprattutto cerca di scrivere qualcosa assieme.

Partecipo anche io, che ho letto Tolkien millenni fa - o almeno così mi sembra - e ho continuato a bivaccare qua e là nel genere con letture, scritture, giochi, ambientazioni, e altro.
Insieme a Luca.
Per l'apertura abbiamo realizzato due reportage dai più interessanti appuntamenti del settore: la fiera del gioco di Modena PLAY, e la fiera dei libri per ragazzi di Bologna, Bologna children's book fair.
Ecco il link al sito, sezione approfondimenti,
e di seguito i due video.





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di stefano del 14/04/2010 @ 00:24:25, in giornalismi, letto 1488 volte
Il cittadino di Adro che ha pagato per la mensa scolastica (per chi non conoscesse la notizia alcuni bambini non ricevevano più il pranzo perché le famiglie non pagavano) ha scritto una lettera all'amministrazione.

Al di là del fatto di cronaca e delle opinioni, è una bella lettera.
Eccola:

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che:

* Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
* So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala.
E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando nonpagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.

Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.
E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

(presa da www.bresciapoint.it)
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di stefano del 30/03/2010 @ 09:21:55, in giornalismi, letto 1719 volte
Da poche settimane sto lavorando ad un nuovo progetto. Si chiama alternautavideo. E' un lavoro che porto avanti insieme a Luca Baggiarini, mio video-socio ormai da parecchi anni.
Oltre ai booktrailer e ad alcuni video su commissione, stiamo lanciando una sezione dedicata al videogiornalismo.
Questo è il nostro primo lavoro.

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di stefano del 12/03/2010 @ 12:55:36, in recensioni, letto 2974 volte
“Che spettacolo, cazzo!
Che professionisti, cazzo!
Mi ha rinfrancato l’anima!”

Questo è il commento che qualcuno, dietro di me, ha fatto alla fine dello spettacolo del Cirque du Soleil: Saltimbanco. Io lo condivido. E lo cito, come ogni giornalista onesto deve fare con i commenti degli altri. Forse l’avrei detto in modo meno colorito, ma il senso è quello!

E’ il secondo spettacolo che vedo del Cirque du Soleil, il primo è stato due mesi fa, a Londra: Varekai. L’impostazione è la stessa. Si alternano momenti di grande suggestione, siparietti comici, esercizi ginnici al limite del credibile, sontuose coreografie di ballo.

L’esperienza è appagante. Metà serata la si passa col naso all’insù a guardare due ragazze, belle, che fanno evoluzioni incredibili al trapezio, o due omaccioni pelati e muscolosi che si sorreggono l’un l’altro per il collo, uno in piedi e l’altro a gambe per arie con il collo appoggiato a quello del compagno. Tutte le musiche sono dal vivo, molto belle, a parte quando virano verso “Il Re Leone” style, che non amo particolarmente.

Varekai è più sontuoso, complice anche la Royal Albert Hall di Londra, con la sua conformazione sferica e i soffitti immensi, sotto i quali gli artisti volano da un angolo all’altro. Il tema di Varekai è quello della foresta, gli atleti-artisti sono vestiti da animali, con colori sgargianti. Strisciano, saltano, volano! Saltimbanco ha un tema più felliniano, le maschere ricordano alcuni pupazzi dei fumetti manga, o gli attori del burlesque. Ma l’adrenalina non cala di un punto.

Si può davvero dire:
“Che spettacolo, cazzo!
Che professionisti, cazzo!
Mi ha rinfrancato l’anima!”

L’Adriatic Arena di Pesaro non ha il fascino di un teatro, e ha, da fuori, una bizzarra forma a chiappe. Pare poi che viga l’abitudine di versare acqua e coca cola sugli scomodissimi sedili della platea. Ogni volta che mi alzavo avevo l’impressione di indossare dei pantaloni di velcro su una sedia di velcro. Il minibar, poi, consegna le bottiglie di plastica senza tappo, per evitare che qualcuno decida di lanciarle piene verso il palco. Ora, non so quali spettacoli abbiano solitamente in cartellone, ma mi sembra una precauzione davvero esagerata, anche perché le bottiglie senza tappo si candidano tra gli oggetti più scomodi del mondo. Metà contenuto va per terra, l’altra metà sui sedili di quelli della fila sotto, e così si finisce in un loop infinito.

Un’ultima nota tecnica. Avulsa dalla bravura dei ragazzi del Cirque du Soleil.
Ma perché le cose fatte in Italia diventano sempre un furto?

Varekai a Londra:
prezzo del biglietto 69 euro (x2)
commissione: 0 euro
spedizione a casa: 0 euro
totale: 138 euro

Saltimbanco a Pesaro
prezzo del biglietto 69 euro (x2)
commissione ticketone: 8,98 euro
spedizione a casa: 10 euro
totale: 156,28

Ladri!
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di stefano del 11/03/2010 @ 09:02:58, in giornalismi, letto 1896 volte
Dopo un ventennio di berlusconismo, è ormai chiaro che il premier conosce bene le abitudini e gli schemi degli italiani, per cui, ormai, mi fido ciecamente delle sue conclusioni.

Quella di oggi (11 marzo) è una grande lezione da imparare. Quanto dura la memoria degli italiani? Berlusconi non ha dubbi: 12 giorni.

27 febbraio: Le liste del PDL vengono presentate in ritardo a causa di problemi interni (indecisioni su chi candidare) e incapacità di chi deve presentarle: succede il patatrac
11 marzo: esattamente 12 giorni dopo Berlusconi dichiara candidamente che c'è stato un piano chiaro di magistratura e radicali (i famosi radicali liberi) per impedire la presentazione delle liste. I suoi uomini sono stati bloccati.

Fantastico! Neanche Orwell aveva osato tanto. Nel mondo di 1984 esistevano degli uffici in cui impiegati-pseudo-redattori cambiavano le notizie dei giornali passati per creare la loro versione della Storia. Ma ora non c'è neanche più bisogno di questo! E' sufficiente lasciar passare 12 giorni e dire ciò che si vuole.

Gli uomini del suo governo, che tanto lo ostacolano, dovrebbero fidarsi più di lui. Tutti quei fascisti frustrati del suo entourage che ora mordono il freno non avrebbero impiegato 60 anni a distruggere la resistenza, facendo circolare l'idea che ogni scelta è uguale all'altra, e che tutto è opinabile.

Tanto di cappello!
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di stefano del 03/03/2010 @ 16:40:31, in spot, letto 1994 volte
E' come quando si sta con una ragazza ma si pensa ad un'altra. Ogni volta che vedo in tv la pubblicità di Glade Scented Oils (quella in cui la signora di casa accende la candelina, e poi arrivano le tre amiche, che entrano dalla porta e fanno tanti complimenti per gli ottimi odori che sentono in casa), in realtà vedo questo:




da Ridere per ridere
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di stefano del 27/02/2010 @ 00:00:01, in webwebweb, letto 1686 volte
Blocchi pensanti.
Anche se nel presente succedono cose che fanno disperare sul futuro dell'umanità, ci sono sempre speranze.
Ogni tanto si lancia un'occhiata nel futuro e si vede un'invenzione geniale.
Un approccio al mondo e alle informazioni diverso, più giocoso e affascinante.


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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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