\\ Home Page : articolo : stampa
gabbie a cielo aperto
di stefano del 26/06/2006 @ 12:38:00, in giornalismi, letto 915 volte
Hanno sparato all'orso bruno, non sarà il primo né l'ultimo animale ucciso dall'uomo.

quello che rende tutta questa storia surreale è l'approccio fatto di contrasti con cui l'uomo cerca di preservare il suo rapporto con la natura.

l'orso bruno era stato "importato" dalla slovenia per tornare a vivere in zone in cui un tempo prosperava, il trentino appunto. ma in pochi - così pare - avevano pensato che l'orso potesse anche non gradire la nuova sistemazione e mettersi a girare per i fatti suoi. il movimento dell'orso tra il trentino, l'austria e la baviera ha creato scompgilio, e alla fine bruno è stato abbattuto.

in poche parole, si chiedeva all'orso di vivere come un essere umano, con un preciso luogo di abitazione e avvertendo prima di espatriare. la nuova casa dell'orso era una prigione senza sbarre. la vita degli animali sopravvissuti al dominio dell'uomo sulla terra non è facile e, andando avanti, peggiorerà. gli animali rimasti devono mettersi in testa che potranno continuare a vivere solo rendendosi conto che la loro libertà è finita, che possono stare fin quando sono importanti, anche simbolicamente, per la società umana e per la storia umana, ma senza esagerare nel muoversi e nel fare razzia. così come allo zoo, molti animali sono solo ombre di loro stessi.

dobbiamo guardare in faccia la realtà. la natura selvaggia è finita. è possibile sopravvivere solo se l'uomo decide in tal senso, e anche la vita all'aperto è condizionate da regole non naturali, in condivisione con le regole sociali dell'uomo.

orso bruno, se espatri ancora, almeno manda una cartolina, cazzo!