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ricadi
di stefano del 06/07/2006 @ 19:37:00, in viaggi, letto 987 volte


La Calabria è proprio come uno se la immagina. Appena uscito dall'aeroporto i colori ti colpiscono con una lucentezza improvvisa e vivida. Ai bordi delle strade occhieggiano Eucalipti e piante non meglio identificate dai maliziosi e carnosi fiori blu. Il resto è aria ferma, calda e secca, un frinire continuo di insetti e cicale da ogni cespuglio e fronda, una calma immobile e completa.
Verde e blu si dividono il panorama, l'immenso mare piatto e sonnecchiante e i colli ingolfati di vegetazione. All'ombra di Capo Vaticano, dove un tempo antiche popolazioni divise tra greci e romani vaticinavano il futuro nelle viscere degli animali e nel volo degli uccelli o nelle ceneri capricciose di un bracere, ci si sente stretti tra il caos impulsivo dei vulcani che minacciosi sbuffano a sud e a nord. A vista d'occhio, sembra quasi di poter sfiorare l'Etna e Vulcano, ai poli opposti del panorama. Lo stretto è solo una breve interruzione tra una costa e l'altra, il resto è cielo e mare.