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le maglie della burokrazia - bologna2
di stefano del 26/01/2007 @ 14:09:00, in pensieri sparsi, letto 1097 volte
Chi, come me, sposa un avvocato si trova suo malgrado ad avvicinarsi al nebuloso mondo dei tribunali, delle cancellerie, dei timbri e della burocrazia in generale. Oggi, tra le altre cose, dovevo depositare, per un cliente di Paola, un'istanza di appello al tribunale di sorveglianza di Bologna, un lavoro da pochi secondi...

Appena entro nel palazzo, il carabiniere esce dalla guardiola e mi si fa incontro come novello Virgilio in questa terra incognita. "Buongiorno - mi dice col tipico accento da carabiniere - di cosa ha bisogno?", "Dovrei presentare questa richiesta di indulto alla cancelleria del dott. XXX".
Pausa - carica di tensioni e aspettative. Mi guarda, lo guardo, il suo sguardo si fa dubbioso.
Poi riprende: "Ah! allora lei non dovrebbe venire qui. Comunque chieda all'ufficio informazioni, in cima alle scale".

Al che, colmo di aspettative e desideroso di risposte mi reco all'ufficio indicato. All'interno dell'ufficio, oltre me, ci sono una signora bionda corpulenta dall'altra parte del vetro e una stufetta che gira ronzando. La signora bionda mi guarda. Io, dal canto mio, mi preparo a depositare l'atto, ma lei mi scarta, senza dire nulla ed esce dalla stanza dopo aver preso su due o tre faldoni a caso.
Sono solo nella stanza, eccettuata la stufetta. E così rimango per alcuni minuti, quando la porta da cui è uscita la signora corpulenta si apre ed entra una nuova signora, questa volta minuta e bruna. Sa il fatto suo! Prende il mio atto e inizia a tempestarlo di timbri e bolli. Poi mi saluta ed esce. A quel punto esco anch'io.