\\ Home Page : articolo : stampa
mollati gli ormeggi!
di stefano del 27/05/2007 @ 21:54:00, in viaggi, letto 2913 volte
dal diario del capitano S. Achab Rossini
data fluviale 27.5.7




Ho sempre odiato i tour operator per un motivo molto semplice: cercando di rendere sicuro e lineare un viaggio, lo si snatura e se ne corrompe il vero senso, l’avventura e l’imprevisto. Viaggiare significa soprattutto lasciare le proprie sicurezze, e me ne accorgo in modo particolare ora, appena abbandonata la riva. Abituato come sono a vivere in un’epoca in cui tutto è regolato e scandito, trovarmi su una piccola barca in mezzo al fiume mi lascia un senso di spaesamento e terrore difficile da descrivere.
Intanto siamo partiti con un giorno di ritardo. Non sabato ma domenica. I ragazzi di Pizzighettone che dovevano portarci la barca sino a Ferrara hanno scoperto a loro spese che viaggiare sul Po è più complicato del previsto, col rischio di secche, il sole che picchia, le zanzare e la stanchezza. La barca è arrivata sino a Castelmassa. E sono stati già eroici!





Nonostante tutto siamo partiti. Dopo una pioggia scrosciante e una pizza mangiata su un piccolo ristorante galleggiante, abbiamo mollato gli ormeggi e, guidando un po’ a turno, ci siamo distinti egregiamente nel non incagliarci, goderci il paesaggio fluviale - con tanto di vista su un gruppo di siluri che ci è passato accanto - e attraccare infine sani e salvi a Ficarolo, in provincia di Rovigo, sulla riva opposta di Stellata (invece nel Ferrarese)

La prima tappa si è conclusa in poco più di un’ora e mezza, nella quale abbiamo percorso una quindicina di chilometri circa (non abbiamo ancora controllato le carte). Il paesaggio è affascinante. Il fiume cambia rapidamente. Un attimo e placido e la luce si scioglie come una macchia d’olio, un attimo dopo è increspato, mosso da un vento piuttosto freddo e insistente. Ogni paese è annunciato da un campanile che spunta improvviso dietro gli argini.

La Random si è dimostrata spaziosa e accogliente. Abbiamo sistemato le bici sopra, le borse e i computer nella cabina, benzina e cime nelle tasche laterali, e ogni gavone (lo spazio sotto i sedili della cabina) è stato riempito a dovere.




La prima notte la passeremo in barca (non prima di aver cenato ad un ristorantino che suona una musica jazz calda e leggera e che ospita la nostra barca al proprio molo), e domani ripartiremo alla volta di Ferrara e Mesola, per la prima vera tappa del nostro viaggio, alla scoperta di luoghi, tradizioni e sapori. Fino a martedì scenderemo il fiume sino al delta, poi gireremo la prua e torneremo indietro, risalendo sino a Cremona.

Finora nessuna traccia di paganelloni o altre creature inquietanti, ma la notte sta scendendo solo adesso, imbrunendo l’acqua e facendo tremolare le luci...

se vuoi leggere la versione di Michele clicca qui