\\ Home Page : articolo : stampa
dal libro di giobbe
di stefano del 04/06/2007 @ 22:30:00, in viaggi, letto 2939 volte


dal diario del capitano S Achab Fogg Rossini
data fluviale 4.6.7


Un giorno satana si presentò dal signore e disse: Chi sono quei due umani tanto pii e devoti?
E il signore rispose: Michele e Stefano.
Certo che danno le loro soddisfazioni quei due - riprese statana - ma sei sicuro che sarebbero buoni esseri umani e tuoi devoti anche nelle difficoltà?
Il signore guardò satana e rispose: Certo.
Sei così sicuro - incalzò satana - da metterli alla prova?
Certo, rispose il signore.
Scommetti? - satana ammiccò verso dio che ricambiò il suo sguardo
Allora prova a togliere loro tutte le fortune che fino a questo momento hai donato - disse - e vediamo se continueranno a seguirti.

In quel tempo Michele e Stefano stavano preparando il loro reportage lungo il Po, alla scoperta delle tradizioni fluviali e della vita lungo gli argini. Allora - satana tornò a fare visita al signore - cosa hai deciso?
Guarda - disse dio - costoro apparecchiano un viaggio lungo un fiume che essi chiamano Po. Ho mandato tre mesi di siccità, ma ancora rimangono devoti. Cambieranno, sentenziò satana.
Fu così che i due umani partirono per il loro viaggio. Falli insabbiare, disse satana. E così fu.
Manda una tempesta con vento, onde e pioggia. E il signore la mandò. Falli attraccare a Villanova Marchesana, e così accadde. Ma anche quella sera, Michele e Stefano non imprecarono e non abbandonarono il signore.
Satana ripartì alla carica. Togli tutte le pompe di benzina. E il signore le fece sparire. Distruggi i moli. E il signore li demolì. Ora fa arrivare la piena con acqua, correnti e tronchi. E i due uomini dovettero navigare tra grandi difficoltà. Eppure non tradivano la loro fede.

Satana era perplesso. Aveva mandato contro Stefano e Michele ogni sorta di avversità. Li costrinse ad abbandonare la barca, fece piovere a dirotto, chiuse le ciclabili per lavoro, fece dare dai cittadini piacentini indicazioni sbagliate, rese inservibili le carte fluviali e quelle ciclabili e li portò verso alberghi tristi. Ma nonostante tutto i due perseveravano.
Basta, disse satana al signore. Hai vinto! Quei due non demordono. Prima di andarmene, però, voglio sapere perché. Semplice, disse il signore, perché entrambi sanno che tutto quello che è successo non è avvenuto per causa mia ma per volere degli uomini. Anzi, disse il signore, per dirla tutta io neanche esisto. E scomparve in una nuvoletta.



Divagazioni bibliche a parte, oggi sono successe anche belle cose. Anzi, buone! La corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli è un luogo che ha dell’incredibile. Qui, oltre la golena, a pochi passi dal fiume, si produce il culatello, il re dei salumi. La storia di questo salume è tanto affascinante quanto golosa. Il culatello, infatti, si lascia stagionare in un ambiente aperto e arieggiato, in modo che sia caldo d’estate e freddo e umido l’inverno. Ha un leggero sentore di cantina, conferitogli dalle muffe che lo avvolgono. Massimo Spigaroli ci accompagna nelle vecchie case e nel castello oltre la golena. Per tutte le stanze sono culatelli. Appesi a lunghe travi o ancorati a catene che pendono dal soffitto, i culatelli, bitorzoluti e segnati dalle muffe, riempiono le stanze di odori e l’occhio di voglie!



La visita non è stata priva di un terribile pericolo: oche! Da sempre, questi animali estremamente aggressivi, nutrono nei miei confronti ataviche antipatie. Astiose anche vero il loro padrone, timorose di Michele al quale non hanno dedicato attenzioni, su di me hanno avuto giocoforza. Circondato da tre esemplari che soffiavano e mostravano la lingua, uno si è avvicinato e ha iniziato a beccarmi la gamba. L’ho dovuto allontanare sferzandolo con la mia borsa della macchina fotografica. Spero che non ne risentirà una volta cucinata!

P.S. notata la foto in coppia? Rossini e Verdi!

puoi leggere una versione più gastronomica del blog su certenotti

Qui, invece, la bella versione di Michele.