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it's the final countdown
di stefano del 06/06/2007 @ 18:07:00, in viaggi, letto 2948 volte
dal diario del capitano S. Achab Fogg Rossini
data fluviale 6.6.7
ultima tappa


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Questa volta le biciclette le abbiamo caricate senza problemi e chiuse in uno scompartimento apposito. Siamo sul treno che ci porterà da Piacenza sino a Rimini. A casa. Undici giorni fuori sono belli, ma sono anche tanti. E la dimensione del ritorno, per quanto bello il viaggio, ha sempre un fascino impagabile.
L’ultimo giorno ci ha riportato sul Po, ancora in barca. Ma non sulla nostra pilotina che è ancora ormeggiata a S. Benedetto, ma sulla barca dell’arni. E soprattutto con un navigatore molto più esperto di noi, che arriva vicino alle rive, nelle lanche dove il Po sembra un intricato corso d’acqua thailandese, con la superficie ricoperta da lenticchie d’acqua. Verdi e onnipresenti. Il timore di veder sbucare fuori un vietcong diventa quasi palpabile. Ma alla fine si vedono, tra la pioggia (tanto per cambiare), aironi cinerini, anatre e altri uccelli d’acqua.
E’ un bell’addio. Sentito e nostalgico ad un fiume che abbiamo sfidato, un po’ con leggerezza, ma che abbiamo imparato a rispettare e a conoscere.

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Un addio corroborato dalla cucina verace di Cattivelli, vero presidio piacentino di sapori tra il fiume. La congiunzione è quella giusta. Qui siamo ad isola Serafini, la più grande isola in mezzo al Po. I rami del Po sono bloccati da due grandi dighe che regimentano l’acqua e che dividono il fiume in due grandi tronconi che per esperienza chiamerò: quello che abbiamo attraversato noi e l’altro. Ancora culatello, coppa e salame piacentino, seguiti da ottimi tortelli al burro e da un’anguilla in umido con piselli e polenta che non ha rivali tra quelle che abbiamo mangiato durante il viaggio. Mercoledì è il giorno di riposo di Cattivelli che ci ha ospitato senza risparmiarsi, accompagnandoci per il fiume, proponendoci un gran pranzo e scortandoci con le biciclette in stazione.

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L’ospitalità è stata davvero importante. Senza l’aiuto della strada dei vini e dei sapori della lombardia, quella di Reggio Emilia, gli enti e le persone che ci hanno offerto il loro aiuto gratuitamente - l’associazione Random in testa, senza la cui barca non saremmo neanche partiti - saremmo probabilmente arrivati in Croazia convinti di scoprire antiche culture padane. I ringraziamenti sono sempre retorici e si salta sempre qualcuno. Per cui mi fermo qui. Non prima di aggiungere i nostri supporti casalinghi che, come nel film matrix, ad ogni richiesta si mettevano al computer a calcolare tragitti e scovare numeri di telefono: Paola e Isabella.
E ora fate partire la musica degli Europe!

Spero non vi siate abituati troppo bene. Un articolo al giorno è troppo per me! : - )