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Come risolvere il problema delle carceri sovraffollate
di stefano del 11/11/2009 @ 09:02:53, in giornalismi, letto 1041 volte
Come risolvere il problema delle carceri sovraffollate?
Lì, dove aveva fallito Mastella, con l'indulto, ecco che ora ci provano le forze di polizia penitenziaria.

D'altronde, perché tenere in cella dei drogati sieropositivi comunque destinati a morti atroci in tempri brevi quando è possibile pestarli e farla finita subito? E' quasi un gesto di pietà cristiana, di amore verso il prossimo.

Diversa la opinione del ministro Giovanardi, che ritiene che Cucchi sia morto per i fatti suoi di droga, stenti e per essere sieropositivo (anche se la famiglia nega. Ma chi è questa "famiglia"? e perché si deve sempre mettere in mezzo?). La polizia non ci sta! E ribatte: "Il lavoro è nostro. L'idea viene da noi".

Si configura un altro scontro istituzionale tra i vertici politici e quelli delle forze dell'ordine per stabilire la paternità di un'idea, quella dello svuotamento delle carceri, che promette grandi rivoluzioni. Perché costruire nuove carceri quando è possibile diminuire i detenuti? Sta nascendo già un nuovo mansionario, con tanto di tecniche, idee, e trucchi, come i grandi consigli del poliziotto teramano intercettato telefonicamente. Una perla di saggezza che non deve sfuggire a chi si appresta a cominciare questa professione:

"Non picchiare un negro davanti ad altri negri!".

Sfruttiamo i vantaggi del mondo globale. Picchiamo negri davanti a musi gialli, questi davanti ad arabi, questi davanti a puertoricani e colombiani e così via, in modo che le grida di aiuto siano incomprensibili per il pubblico. Uno straniero, incapace di capire quello che sta succedendo, può sempre pensare che sia una forma di saluto e accoglienza tipicamente italiana.

Una nuova grande riforma sta per scuotere dalle fondamenta le forze di polizia italiane. Ecco qualche anticipazione sui nuovi corpi e le nuove occupazioni:

1. I rovesciatori: il corpo dei rovesciatori si occuperà di ribaltare i barconi di immigrati al largo delle coste italiane. In effetti i cpt sono pieni fino all'inverosimile e stipare all'interno altra gente sarebbe un gesto davvero crudele. Da secoli il mare custodisce con amore i corpi dei migranti che non ce l'hanno fatta. E a differenza dei cpt, il Mediterraneo può ospitare molti più posti senza alcun lavoro di ampliamento.

2. I pestatori: nascosti nell'ombra da oltre 60 anni, in realtà non sono mai scomparsi dalla caduta del fascismo e hanno solo aspettato un buon governo per tornare fuori. Il loro lavoro è semplice e immediato: picchiare quelli che sgarrano. Fuori o dentro le galere il fine è lo stesso: evitare che giovani ragazzi finiscano in carcere.

3. I sommossoni: un tempo si chiamavano agenti anti sommossa ed erano al comando dello stato per difenderlo dalle aggressioni. Oggi lavorano per la nestlé e bastonano gli scansafatiche comunistoidi sempre in piazza perché non hanno nulla da fare, a dire questo no, questo siamo contro, maledetta globalizzazione e poi sfasciano le vetrine. Ma perché mettere in galera ragazzi che tanto sono contro il sistema, quindi impossibili da rieducare? Tanto vale risolvere il problema a monte.

4. L'esercito: l'esercito si divide tra l'afghanistan e le città italiane. Girano in coppia assieme ad un carabiniere e chiacchierano del più e del meno.