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Berlusconi e il fascismo
di stefano del 16/10/2009 @ 14:03:06, in giornalismi, letto 2142 volte
Non mi è mai piaciuto assimilare Berlusconi al fascismo. Non sono uguali. Ma nessuno dei due è buono. Il fascismo è stato quello che è stato, ma non ogni cosa antidemocratica è per forza fascista. Primo Levi diceva che ogni epoca ha il suo fascismo è questo significa che se si pensa con categorie storiche desuete non si è più capaci di riconoscere le nuove forme antidemocraticche.
C'è però una cosa in cui secondo me l'idea di governo di Berlusconi e quella di Mussolini si assomigliano, ed è l'idea di pestare l'avversario.
Così come Matteotti ed altri sono stati ammazzati, o, secondo certi storici revisionisti sono inciampati involontariamente su una serie di pugni lì vicino, così, oggi, chi critica Berlusconi salta. Non si tratta di fare l'esame di coscienza ai nemici di Berlusconi. Sono in molti quelli che lo criticano ma in realtà avrebbero poco da parlare. Il fatto, nella sua cruda semplicità, è che chi si mette contro di lui viene randellato.
Ma come insegnava Primo Levi poco fa, oggi le randellate sono diverse.
Il direttore dell'Avvenire Boffo, per quanto sia stato difeso dalla curia, alla fine ha dovuto lasciare il suo posto, morso da Feltri e dai suoi scagnozzi.
Oggi è uscita una notizia agghiacciante Il magistrato del verdetto Cir-Fininvest è seguito dalle telecamere di Mattino 5 mentre passeggia, legge il giornale e aspetta dal barbiere, con battute e sfottò davvero ridicoli, da parte del giornalista, sui suoi modi di fare e di vestirsi.
Certo, nella repubblica di Vogue un uomo coi calzini color turchese dovrebbe giustamente essere esiliato, ma finché facciamo entrare i tedeschi in sandali e calzini, non vedo perché mandare via lui.

Infine, tra i grandi nemici di Berlusconi, ci sono i magistrati. Ma che fanno i magistrati? Bè, si ricordano che anche se un governo viene eletto col 99% dei voti, è sempre costretto a rispettare la costituzione. La consulta serve proprio ad evitare quelle derive personali - sempre più frequenti - in cui il governo si trasforma in desiderio di comando.
Quindi che fanno i magistrati? Fanno il loro lavoro. Nonostante non ho dubbi che in mezzo a loro, come a tutti, ci sia qualcuno che porti avanti le proprie strategie.