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Sushi wasa: dojo do
di stefano del 15/04/2008 @ 22:36:00, in ghiottonerie, letto 1663 volte
  

Sotto la pioggia battente mi avvicino al bancone e prendo due bacchette cinesi. Le stacco e le strofino assieme, per pulirle.
Il vecchio mi si avvicina.
dammene due, gli dico.
Lui mi guarda e indica due, due, come a dire, quattro.
Gli ripeto, due.
e lui dojo do, quattro.

Lascio perdere, mi siedo e aspetto la mia porzione. Ora ci manca solo che spunti un messicano a dirmi che ci sono da ritirare quattro lavori in pelle. E' proprio l'ultima cosa che vorrei, oggi.
Ora voglio solo il mio sushi.

Ok, lo ammetto. non sono memorie mie. i più scafati avranno riconosciuto una delle scene iniziali di blade runner, capolavoro di fantascienza che proprio l'anno scorso celebrava 25 anni ottimamente portati.

Le mie memorie del sushi risalgono ai miei primi viaggi a milano, di parecchi anni or sono. Ho sempre invidiato a Milano, la città europea per eccellenza, la grande varietà di ristoranti, negozi e piatti da ogni parte del mondo, ed ogni volta che rimini esce dal suo provincialismo e apre un negozio che mi porta qualche sapore dal mondo, io sono molto, molto felice.

Questo sushiwasa, in via destra del porto (tel. 0541 337961), non è il primo giapponese della città. E' il terzo, in ordine di tempo. Ma il primo take away e con consegna. L'ho provato stasera e ne sono rimasto colpito. Pesce fresco, riso buono e sapore di crudità che fa venire voglia di mangiarne ancora.
Il pesce spada sarà anche inflazionato, ma tagliato spesso, fresco, con quell'odore di mare forte e travolgente conquista immediatamente.

La mia passione rimangono i makisushi, avvolti nell'alga nori, qui in versione salmone e avocado. Spero che, a fianco della sempre ottima piadina con prosciutto e pomodori in gratin, aprano sempre più sushi shop, ristoranti cinesi, kebab, indiani e rimango in attesa di cucina africana, argentina, russa, e di ogni parte del mondo. Lo dico più forte oggi, di fronte alla vittoria della Lega.