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Va dove ti porta la panda
di stefano del 11/03/2009 @ 22:41:27, in pensieri sparsi, letto 2621 volte


Comincio a sospettare che i mafiosi, i puttanieri, i trafficanti di droga e di organi, nonché i malavitosi in genere, vadano tutti in giro con la panda modello vecchio. Avete presente quella macchina semplice, dalle linee un po' squadrate, senza optional e riconoscibilissima già da oltre un kilometro di distanza? Ecco! Proprio quella.

Io stesso sono un possessore di panda vecchia. E so bene di cosa parlo. La mia odissea comincia nel 2002, quando, appena sposato, compro la mia prima e sola macchina, l'unica che, al tempo, posso permettermi di pagare in contanti senza condannarmi ad un decennio di rate: la panda modello vecchio. Acquisto una delle ultime in produzione, di lì a poco la mia vita cambierà radicalmente.


Se c'è un blocco stradale, io vengo fermato. E non lo dico così, in modo parossistico. In questi ultimi tre mesi, lungo la strada che faccio due volte a settimana da Rimini a Sassocorvaro, sono stato fermato 6 volte dai controlli di routine dei carabinieri che ogni volta mi prendono le generalità. Con tutti i dati raccolti sono ormai convinto che possano ricostruire tutti i miei spostamenti con un errore di 0,5 metri.
In una vacanza di alcuni anni fa, i gentilissimi ed ospitali svizzeri mi hanno fermato e fatto scendere, sia all'ingresso della confederazione elvetica, sia in uscita, per controllare il porta-bagagli, le borse, i vani portaoggetto e, ovviamente, tutti i documenti. Insospettiti anche dalla mia pettinatura, hanno anche controllato il numero di telaio della macchina. Per farla breve ho passato alla frontiera tra Germania e Svizzera quasi mezz'ora (ora che anche la Svizzera è dentro Schengen mi vendicherò trasportando uranio arricchito, anche se dovessi perdere qualche capello!)


Durante un altro viaggio, in Austria, di qualche anno prima, ho rasentato la perquisizione delle cavità corporee. Protagonisti del controllo, pignolo sino all'inverosimile, due energumeni (che per amore di privacy e per il loro modo di intimidire chiamerò Goebbels e Goering) che sbraitavano richieste, parlavano tra loro e ridacchiavano mentre aprivo borse e svuotavo bagagli. A dire il vero, la scena mi ricordava quei momenti carichi di tensione dei film splatter, quando i due aguzzini ridono e dicono cose incomprensibili prima di tirare fuori i machete ed accanirsi sulla povera vittima.





Divagazioni a parte, anche questa mattina, a San Marino, due gendarmi mi hanno fermato ed hanno controllato tutto il controllabile, bagagliaio incluso.


Mi sento quindi in dovere di avvertire chiunque abbia intenzione di avviare un'attività delinquenziale di valutare bene l'acquisto della macchina giusta. Lo startup di un'azienda, infatti, è un momento cruciale, e fare l'acquisto sbagliato solo per risparmiare poche migliaia di euro può rivelarsi fatale. Meglio investire subito 20.000 o più euro in un SUV o in un macchinone dalla grande aggressività, piuttosto che risparmiare quei 18.000 euro che poi sarebbero subito spesi in cauzioni e avvocati ogni qual volta un agente dell'ordine pubblico fermerà il conducente per un banale controllo, chiederà di aprire il bagagliaio e scoprirà i vasetti contenenti cornee e occhi.



In definitiva, sulla strada accade quello che io chiamo il paradosso Berlusconi. Alle scorse elezioni, la mia simpatica e arzilla nonnina di 89 anni, mi ha chiesto per chi ho votato. Non che non lo sapesse (conosce il mio orientamento politico e spesso penso che preghi affinché io cambi sponda), voleva solo divertirsi a sfottermi un po'. Al che le ho girato la domanda.
- Tu, nonna, per chi hai votato?
- Per Berlusconi!
- E perché?
- Perché con tutti i soldi che ha, non li ruberà mica a noi!

Ecco! Questo è il paradosso Berlusconi: e cioè la tendenza a pensare che chi è già ricco possiede tutto ciò di cui ha bisogno e non ruberà mai un euro a chicchessia (invece di pensare il contrario, e cioè che magari uno è così ricco proprio perché ha già rubato tanto, e siccome così facendo è diventato ricco potrebbe anche decidere di continuare, invece di smettere solo perché non ne ha più bisogno - il discorso è, ovviamente, generico, e non riferito al nostro amato presidente del consiglio!).


Sulle strade accade la stessa cosa. Perché - potrebbe chiedersi un potenziale poliziotto - dovrei fermare quel Mercedes full-optional dai vetri oscurati che costerà almeno 50.000 euro e che probabilmente porterà degli stimati dirigenti d'azienda al lavoro? Figuriamoci se specchiatissimi dirigenti aziendali quali probabilmente essi sono rubassero o contrabbandassero merci illecite - continua sempre il potenziale poliziotto (vorrei invitare il poliziotto a ricordarsi quali macchine trovano ogni volta che confiscano una villa ad un qualche mafioso. Avete mai sentito un telegiornale aprire con: "Trovata la villa di Provenzano! Nel garage, il capo-mafia nascondeva una vasta collezione di panda, fiat 126, fiat ritmo e skoda”?).
E invece la panda o le macchine piccoline fanno l'effetto esattamente opposto, e cioè quello di indigenza estrema. Penso che nessun agente si scandalizzerebbe se, una volta fermatomi per l'ennesimo controllo, trovasse, sul sedile del passeggero, una borsa freezer con dentro gli organi di mia madre da vendere al mercato nero.
- Lo sospettavo! - sarebbe il suo grido di giubilo!
Come dargli torto? Anch'io comincio a nutrire dei sospetti su di me, ed è da un po' di tempo che osservo i miei movimenti con attenzione, non si sa mai!