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Urbino e i due versanti della collina
di stefano del 03/03/2009 @ 19:42:42, in viaggi, letto 1371 volte


Voglio ringraziare tutti gli architetti tardo medievali e rinascimentali che hanno stipato, nel centro di Urbino, case, palazzi, botteghe, colonnati, chiese e fortezze.
Grazie a questi prodi eroi dei secoli passati, gli architetti contemporanei e gli speculatori edilizi che sguazzano nel resto del paese qui non sono riusciti a fare troppi danni. Se si vuole avere un'idea di cosa sarebbe potuta essere Urbino, basta raggiungerla dall'entroterra, da Sant'Angelo in Vado e Urbania, e arrivare al capoluogo rinascimentale dopo infiniti tornati.
La città rimane nascosta sino all'ultimo, accovacciata tra le colline, ma sul versante esterno, quello che si offre alla vista sorgono orribili palazzoni squadrati e osceni. Sono così brutti, ma così brutti che uno pensa di aver sbagliato strada, che Urbino, la città ideale, non può essere lì dietro.


 


E invece alla fine, dopo un'ultima curva, si vede la linea della città, ma per fortuna già non si vedono più le aberrazioni edilizie. Nel centro storico le vie della città sono anguste, tutte in salita e discesa, e sempre strette da lunghe file di case. Raramente, alla fine di una lunga scalinata, si arriva in un ampio viale, e l'effetto è straniante.
Dalla cima della Rocca Albornoz, tutto quello che si vede sono le guglie sottili in mezzo al mare di mattoni, cupole e tetti. E dietro le cime stondate del Catria e del Nerone, ancora imbiancate da un lungo e bellissimo inverno.





Quando si lascia Urbino ci si ritrova di nuovo in mezzo allo sputo di cemento. Vedendolo, ancora una volta mi viene da dire: grazie architetti rinascimentali che avete costruito su ogni spazio disponibile nel centro storico, perché, in caso contrario, un hotel admiral dai piloni di cemento, un palazzo della provincia color fucsia a forma di tetraedro (che, tra l'altro, potrebbe anche essere carino), e altri incubi del genere sarebbero già sorti di fianco al Palazzo Ducale.