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E ora, chi prendiamo a calci?
di stefano del 20/02/2009 @ 16:21:52, in giornalismi, letto 1165 volte
Da sempre, l'uomo, nei periodi di crisi e grandi difficoltà, cerca qualcuno da prendere a calci e su cui sfogarsi. “Le inondazioni distruggono i raccolti? i cristiani al circo. Il fuoco divampa nelle città? i cristiani al circo. I barbari invadono l'impero? i cristiani al circo”, diceva Sant'Agostino. E i cristiani, appena guadagnato il controllo dell'impero, hanno esercitato questa stessa politica sulle altre minoranze: pagani, ebrei, catari, etc.

Perché una delle prime cose che l'uomo ha capito, nella sua evoluzione, è che quando si è assillati da un problema,è meglio sfogarsi su qualcuno di più debole, altrimenti i problemi tendono ad aumentare.

In una breve cronistoria dei calciati e calciabili, troviamo, primi tra tutti i neanderthal, seguiti a ruota da pagani, indiani d'America, australiani, ebrei, armeni e dissidenti vari (così a memoria).
Dal 1600, qui in occidente, ci si è concentrati principalmente con i liberi pensatori (il povero Giordano Bruno in testa), e soprattutto sugli ebrei.

Le cose sono cambiate drasticamente dopo la seconda guerra mondiale. Negli ultimi anni, in particolare, una grande rimonta l'hanno avuta i mussulmani in genere, arabi o meno. Diciamo che fa fede la pelle olivastra o leggermente abbronzata e una parlata arabeggiante, per il resto non è che si vada tanto per il sottile.
Con l'arrivo di Obama è invece probabile che i mussulmani perderanno parte del loro primato, a favore soprattutto dei rumeni - almeno in Italia. In piena crisi economica, anche se le nostre banche sono sicurissime, un rumeno in zona può sempre fare comodo per risolvere i problemi della giornata. Oggi i rumeni sono tra i più gettonati (soprattutto anche grazie all'assonanza forzata rumeni -> romeni -> rom (altra categoria molto amata dai calciatori)).

Tra le new entry troviamo i senza tetto, che però sono più ricercati per sfuggire la noia che per un vero e proprio pogrom. Non decollano invece i senegalesi che appaiono tutti simpatici, indistintamente.