\\ Home Page : articolo : stampa
Giornata della... della? ah! si'! della memoria!
di stefano del 26/01/2009 @ 19:11:23, in giornalismi, letto 1032 volte
In occasione della giornata della memoria, domani, 27 gennaio, il quotidiano Repubblica regalerà col giornale le opere di Primo Levi. Se questo è un uomo è uno dei libri più toccanti sulla tragedia degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
E, per fortuna, è un libro che ogni libreria possiede, in molte edizioni, alcune delle quali davvero degne di nota - probabilmente migliori dei fondi di magazzino che regala repubblica.
Allora, perché regalarlo?
Per ricordare la Shoah?
Sì, diciamo così. Forse, però, uno se la ricorderebbe meglio se uscisse di sua spontanea volontà per comprarsi il libro.

Un modo migliore per celebrare la giornata della memoria, invece che regalare il libro di Primo Levi, sarebbe evitare di far uscire le dispense di Libero dedicate a Mussolini e che raccolgono gli scritti, le lettere e altre carte del duce. E non tanto per una questione di censura o di divieto, ma per il fatto che tutte queste uscite non cercano di gettare luce su un personaggio storico sicuramente complesso e che, come tutti gli attori della storia, dovrebbe essere studiato libero da pregiudizi politici, ma perché tutte queste uscite pseudo storiche hanno solo la funzione di riabilitare o almeno di rendere meno distante una figura storica che - fuori dalla ricerca accademica - dev'essere condannata per ciò che ha fatto e non riabilitata.

Memoria non è ricordare passivamente. E già! Domani mi concentro e penso tutto il giorno agli ebrei, intensamente. Mi faccio scorrere in testa tutte le foto viste milioni di volta con quei corpi grigi e magrissimi, al limite dell'umano (e che ti fanno chiedere se questo è un uomo), i pigiamini larghi, gli occhi infossati, e poi a mezzanotte e un minuto: vaffanculo! E mi metto a leggere le lettere del duce, magari pensando: ah però! certo che era un tipo che aveva le sue ragioni. E poi, diciamocelo, in quegli anni i treni arrivavano in orario, altro che!

E se serve un dittatore, un pater patriae, un uomo forte affinché i treni partano e arrivino nel momento in cui devono... allora sia! Cosa sono le nostre libertà e la vita di tanti innocenti al confronto?!

Oppure, una controproposta:
il 27 gennaio ricordiamo gli ebrei vittima dei regimi nazisti e fascisti (e comunisti, va!).
il 28 gennaio ricordiamo le vittime dei treni in ritardo, tutti gli uomini mai tornati a casa... in orario!
il 29 gennaio ricordiamo tutte le lettere che il duce non scrisse mai, le parole non dette, i sogni non realizzati (che ne so, la conquista della Corsica ripresa a quei maledetti mangiarane!)
il 30 gennaio giornata globale: ricordiamo le lettere che non sono mai state scritta da ebrei poi finiti nei campi di concentramento su treni in ritardo.