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da pianoman a Darko Maver (e viceversa)
di stefano del 27/08/2005 @ 09:40:00, in pensieri sparsi, letto 1060 volte
Il fantomatico pianoman, l'sms fantasma dopo il disastro aereo in Grecia, il catalano Enric Marco che per trent'anni si è spacciato per un reduce dei lager nazisti e tante altre storie del genere hanno un elemento in comune.
Non è (o almeno non solo quella) la mania di protagonismo, ma è una capacità davvero diabolica di ritorcere contro i giornali e i mass media la loro stessa pasta.

I notiziari di tutti i generi sono sempre alla ricerca di un particolare morboso, di una storia da prima pagina che possa incollare i lettori grazie ad un giusto mix di mistero, interesse e pruriginosità. Una storia che spesso non esiste. Ma fino a che sono i giornalisti a ritoccarla o inventarla di sana pianta è un conto. Quando invece il gioco letterario lo prendono in mano direttamente "i concorrenti" allora è un altro.

Alle fondamenta di questo bizzarro edificio c'è il fatto che i giornalisti sono profondamente assetati di queste storie. Uno si inventa un sms mai arrivato da un disastro aereo, e nessuno ne chiede la prova, si interroga sulle condizioni in cui possa essere stato spedito, cerca un riscontro, nulla. Un sms può essere, e anzi è, materiale abbastanza interessante da finire in prima pagina, magari con un bel titolone. Questo basta.

Io non so mai cosa pensare di queste situazioni, sempre diviso tra l'apprezzamento per la burla e lo sbigottimento per il cinismo (soprattutto per casi come l'sms). Eppure gli episodi si sprecano, alcuni anche di "alto calibro".

Qualcuno ricorda Darko Maver? Non è il fratello di Donnie Darko, ma un immaginario artista, creato a tavolino, che spopolò alla 48esima mostra d'arte di Venezia. Un progetto, di Luther Blisset, sicuramente ben studiato e calibrato, che ha preso per il naso critici, artisti e il "jet set" (jet che potrebbe partire e atterrare, come insegna Douglas Adam, su un altro pianeta), ma che soprattutto ha saputo far leva sui temi più caldi del momento. Darko Maver era sloveno (ai tempi della guerra nell'ex-Jugoslavia), orfano, sfuggito all'Accademia, bombardato dalla Nato o forse suicida... insomma: nessuno poteva resistere!

E tutti ci sono caduti in pieno, fino alla smentita. Pianoman ed Enric Marco sono i figli "fatti-da-sé" di Darko Maver. Uno ha ceduto, l'altro è stato scoperto da un accademico pignolo che dopo lunghe ricerche non ha trovato il nome di Marco nelle liste degli internati.