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i viaggi al tempo di Moby Dick
di stefano del 24/08/2005 @ 09:44:00, in viaggi, letto 1210 volte
La letteratura che si richiama e si cita in un circolo di continui rimandi ha un un fascino davvero irresistibile.

Questo è un breve stralcio dell'ottavo capitolo di Moby Dick, di Melville. Ismaele, prima di imbarcarsi, si è recato nella chiesa dei balenieri. Qui, un prete piuttosto vivace ed ex marinaio, sta tenendo il suo sermone. Il parallelo con la situazione odierna è lampante. Questa è davvero la migliore risposta alle leggi contro le immigrazioni che bloccano i poveracci, ma mai i grandi affaristi.

L'omelia del prete riguarda le peripezie di Giona.

"Ora, compagni, il capitano di Giona era uno di quegli uomini sagaci che capiscono subito se uno è colpevole ma per la loro cupidigia denunciano solo i poveri. Su questa terra, compagni, il peccato che paga può andare in ogni luogo e senza passaporti, mentra la Virtù, se è povera, viene fermata a tutte le frontiere!

"E così il capitano di Giona s'accinge a sperimentare la profondità della borsa di Giona prima di giudicarlo apertamente. Gli chiede il triplo della somma consueta e l'altro accetta. Allora il capitano è sicuro che Giona è un fuggiasco, ma nello stesso tempo si risolve di aiutare una fuga che si selcia la strada con l'oro".

(trad. Cesare Pavese)