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Transnistria vs Molvania
di stefano del 10/10/2005 @ 23:06:00, in pensieri sparsi, letto 1708 volte


Quando l'ho letta sul sito di Repubblica ho pensato fosse un fake. Poi, ho pensato fosse finalmente arrivato il seguito della guida della Molvania. Alla fine ho controllato sulla wikipedia che ha confermato l'esistenza della Repubblica Moldova Transnistria.

La comunità internazionale la considera ancora parte della Moldova, il piccolo stato nato dopo la caduta dell'URSS tra la Romania e l'Ukraina, ma il presidente Igor Smirnov non la pensa così. Tanto che dal 1990 ha dichiarato l'indipendenza dalla Moldavia e dato vita ad un nuovo stato, di cui Tiraspol è la capitale.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensa Bruce Sterling, uno dei padri della letteratura cyberpunk che si muove con una certa dimestichezza nel milieu post-comunista, come ha dimostrato in numerosi racconti e in bellissimi saggi: i sette banchieri di Mosca, oppure l'arte contemporanea di San Pietroburgo, etc. etc.

Ed in effetti anche in questo caso realtà e finzione si fondono in modo nebuloso. La situazione geopolitica sorta in questi ultimi decenni è, per chi divora fantascienza e cyberpunk, forse un poco più limpida rispetto a chi segue solo telegiornali e notiziari. Per citare sempre Bruce Sterling, gli scrittori di fantascienza sono come buffoni di corte: Pazzi saggi che fanno capriole, pronunciano profezie e si grattano in pubblico. Dicono quello che devono dire, con una lungimiranza data dalla continua frequentazione delle cose future, ma quasi nessuno li prende sul serio.

La fusione religiosa, la tecnologia che non salva il mondo come nella fantascienza pulita e matematica di Asimov, ma lo riduce un immondezaio di plastica e silicio in cui enormi abissi dividono due stili di vita completamente differenti è tutto nelle pagine degli scrittori Cyberpunk.
Forse oggi sembrerà meno entusiasmante, ma per me è stato piuttosto illuminante. Oggi, Sterling potrebbe essere quasi uno scrittore realista, eppure, fino a pochi anni fa, scriveva racconti ambientati in un futuro imprecisato e, forse, lontano. La grande vena degli anni '90 è passata, ma ha lasciato un'impronta indelebile.

Spero solo che gli alberghi di Tiraspol siano meglio di quelli segnalati per Lutenblag. Intanto, se qualcuno dovesse recarsi in Transnistria, a nome di tutta la popolazione e del presidente Igor Smirnov: SZLENGRO! (benvenuti)