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viaggi e parole
di stefano del 19/12/2005 @ 16:08:00, in pensieri sparsi, letto 1033 volte
Sono numerose le tradizioni magico-cabaliste in cui la parola è intrisa di potere. Basterebbe citare il golem di Rabbi Juda Lew, che si animava quando le sillabe del nome Adamo venivano incise sulla sua fronte, oppure il folletto di origine celtica che si poteva scacciare solo conoscendo il vero nome.

Il vero nome è l'essenza della cosa. Non è una questione etimologica, ma magica. Anche il nome delle città è legato ad un antico nume tutelare, così come il nome dei luoghi e delle persone.

Questa breve riflessione, che in realtà richiederebbe una ben più lunga - e affascinante disanima - me l'ha data una notizia uscita alcuni giorni fa sul sito di The Moscow Time:

"Il nuovo parlemento ceceno ha chiesto al Cremlino l'autorizzazione a cambiare il nome della capitale Grozny in Akhmad-Kala, in onore di Akhmad Kadirov, l'ex presidente filorusso ucciso in un attentato nel maggio del 2004. Secondo i deputati il nome Grozny, che significa "terribile", è legato ai momenti più drammatici della storia cecena".


I nomi delle città cambiano nel corso dei secoli, alcuni evolvono il proprio gruppo di lettere, vocali e consonanti, altre lo cambiano per celebrare una rinascita, una conquista od un cambiamento di cultura, come ad esempio l'antica Bononia celtica, che nelle mani degli etruschi si chiamava Felsina. Oppure Maleventum chiamata poi Beneventum per celebrare la vittoria romana contro Pirro, Sanpietroburgo (nel periodo di influenza della cultura tedesca), o Pietrogrado, o, nel periodo del comunismo, Leningrado.

Fine della breve lista, o si rischia di non smettere più. Anzi, lanciamo una collaborazione, tanto per i 5 lettori abituali del sito, quanto per gli occasionali: segnate nei commenti eventuali altri nomi di città che hanno cambiato nome e, se la sapete, l'origine. Dai più banali ai più particolari.