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aquiloni
di stefano del 26/04/2006 @ 15:14:00, in pensieri sparsi, letto 893 volte


Ho respirato un’aria di commozione a Cervia guardando il vento spingere e tirare gli aquiloni di fine aprile. Sarà stato il sole a lungo atteso e tornato dopo una lunga vacanza invernale che aveva più il sapore della prigionia, saranno le guerre e le liti rabbiose che esplodono ovunque, ma vedere una piccola parte di umanità spendere il proprio ingegno e tempo nel far volare una striscia di tela incorniciata da una telaio dalle forme più stravaganti, mi ha colmato di commozione e inspiegabile malinconia.

Il cielo era un giardino azzurro puntellato di freschi fiori e animali pigri, ondeggianti. Più in basso il vento si accontentava della sabbia, dei vessilli, delle sagome attaccate ai fili, delle campanelle o di piccoli cilindri di legno che vibravano continuamente.

Gli sguardi pensierosi, la mente al lavoro nello sviscerare semplici leggi di natura che operano anche con l’ignoranza, non nel possedere, accumulare, rubare, sovrastare, conquistare o addolorare. Sembrava così semplice e naturale e nel contempo così alieno, come i polpi, i gatti e l’enorme geco volante con le zampe palmate appoggiate alle nubi.

Dietro solo il mare, tutto così umano. Mancavano solo Charlie Brown e il suo aquilone; ma il mondo ha perso l’ultimo soffio di Eolo e scivola nella pazzia umana, nelle mani di pochi folli che probabilmente mai hanno visto l’uomo e il suo ingegno.