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<title>Taccuino di viaggio - pedetemptim</title><link>http://www.pedetemptim.com/dblog/</link>
<description>Taccuino di viaggio - pedetemptim</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Glade Scented Oils]]></title>
	<description><![CDATA[E' come quando si sta con una ragazza ma si pensa ad un'altra. Ogni volta che vedo in tv la pubblicit&agrave; di <b>Glade Scented Oils</b> (quella in cui la signora di casa accende la candelina, e poi arrivano le tre amiche, che entrano dalla porta e fanno tanti complimenti per gli ottimi odori che sentono in casa), in realt&agrave; vedo questo:<br /><br /><br /><object width="425" height="344">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WZR9aetxH58&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" />
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<param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/WZR9aetxH58&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br /><br />  da <span style="font-weight: bold;">Ridere per ridere</span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=246]]></link>
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	<dc:date>2010-03-03T16:40:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Siftable]]></title>
	<description><![CDATA[Blocchi pensanti.<br />Anche se nel presente succedono cose che fanno disperare sul futuro dell'umanit&agrave;, ci sono sempre speranze.<br />Ogni tanto si lancia un'occhiata nel futuro e si vede un'invenzione geniale.<br />Un approccio al mondo e alle informazioni diverso, pi&ugrave; giocoso e affascinante.<br /><br /><br /><object width="480" height="295">
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	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=245]]></link>
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	<dc:date>2010-02-27T00:00:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Lambro nero]]></title>
	<description><![CDATA[Non ho fatto in tempo a parlare del Po che un branco di assassini ha ben pensato di riversare nel Lambro una marea di petrolio per 9 ore di seguito.<br />E che sar&agrave; mai! Tanto il Po chi se lo fila?<br /><br />Davanti a questo scempio non riesco a scrivere nulla.<br /><br /><span style="font-style: italic;">[Aggiunta delle 23.27]</span><br /><br />Durante l'ultimo anno delle superiori, c'era una poesia che proprio non mandavo gi&ugrave;.<br />Era <span style="font-weight: bold;">Alle fronde dei salici</span>, di <span style="font-weight: bold;">Quasimodo</span>.<br /><br /><span style="font-style: italic;">E come potevano noi cantare</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Con il piede straniero sopra il cuore,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">fra i morti abbandonati nelle piazze</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">sull'erba dura di ghiaccio, al lamento</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">della madre che andava incontro al figlio</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">crocifisso sul palo del telegrafo?</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Alle fronde dei salici, per voto,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">anche le nostre cetre erano appese,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">oscillavano lievi al triste vento.</span><br style="font-style: italic;" /><br /><br />Ho sempre pensato che fosse un atto di vilt&agrave;, un tradimento, una fuga.<br />Oggi, invece, la sento pi&ugrave; vicina.<br />Perch&eacute; ogni parola sembra inutile e superflua e ancora debole e incapace di contenere tutta la rabbia.<br />Diventa vuota retorica.<br />L'odio le snatura. Perch&eacute; non si pu&ograve; che odiare chi compie un atto del genere, come se non fosse un omicidio, come se la natura fosse qualcosa di altro da lui o da noi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=244]]></link>
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	<dc:date>2010-02-26T22:40:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Ancora il Po. Questa volta a Piacenza]]></title>
	<description><![CDATA[<img width="200" hspace="5" height="150" align="left" src="/public/Po_Delta.jpg" alt="" />Erano ormai mesi, quasi un anno, che non si parlava pi&ugrave; di Po in questo blog.<br />E ora eccolo che torna fuori.<br /><br />
<div>
<div>Domani, sabato 20 febbraio, allo spazio <em>sotto</em>esposizione di Piacenza (clicca <a href="http://www.sottoesposizione.it/SOTTOESPOSIZIONE/LOCATION.html" target="_blank">qui </a>per sapere dov'&egrave;), Michele Marziani ed io racconteremo il libro nato dall'ormai lontano viaggio del 2007, <strong>Lungo il Po</strong>, <em>Viaggio controcorrente alla scoperta alla scoperta di sapori, gente e leggende del grande fiume</em>.</div>
<div>L'incontro comincer&agrave; alle 17 e 30. <br /></div>
<div>Non mancher&agrave; la proiezione del booktrailer del libro (che si pu&ograve; rivedere cliccando <a href="http://www.alternautavideo.it/alternauta/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=51:booktrailer-lungo-il-po&amp;catid=21:booktrailer&amp;Itemid=300012">qui</a> nel nuovo sito internet di AlternautaVideo - siamo sempre Luca Baggiarini ed io) e delle foto di viaggio.</div>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=243]]></link>
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	<dc:date>2010-02-19T12:42:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Flavio Mucciante e la Gialappas' band. Tra i due litiganti ci rimette Radio2]]></title>
	<description><![CDATA[<img hspace="5" align="left" alt="radio2" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2009/11/radio2.jpg" /> Che senso ha Sanremo senza la Gialappa's Band? Chiedetelo a Flavio Mucciante, il nuovo direttore di Radio2 che ha cancellato con un colpo di spugna la trasmissione del trio milanese in onda dal 2001. Inutile dire che il commento della Gialappa's era l'unico in grado di dare un tocco di divertimento all'ormai moribondo festival della canzone italiana.<br />Ma torniamo alle opere del grande Flavio Mucciante, arrivato da poco a Radio2. Appena insediato ha deciso la cancellazione di alcuni programmi storici dell'emittente tra cui Condor (condotto da Luca Sofri e Matteo Bordone) e L'altro Lato, un programma simpatico di Federico Taddia.<br /><br />Poi la decisione di eliminare la Gialappa's. Il perch&eacute; di questi cambiamenti? A leggere il comunicato di insediamento del neodirettore, vengono i brividi da febbre gialla. <br />&ldquo;<span style="font-style: italic;">La nostra radio &egrave; originale, veloce e affidabile, solida, grintosa, moderna sul solco della tradizione, aperta alle suggestioni del mondo e della societ&agrave; italiana. Insomma, sempre di moda e soprattutto sempre di tendenza</span>&rdquo;.<br /><br />che, tradotto, fa pi&ugrave; o meno cos&igrave;:<br /><br />&ldquo;<span style="font-style: italic;">Fuffa, fuffa fuffa, fuffa, fuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffa fuffa, fuffa fuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffafuffa, fuffa</span>&rdquo;<br /><br />Si rilancia il marchio, insomma, il brend!  Ma non &egrave; finita!<br />&ldquo;E stiamo studiando - continua il direttore - anche una promotion con &ldquo;L&rsquo;isola dei famosi&rdquo;&rdquo;.<br /><br />Questa s&igrave; che &egrave; programmazione di qualit&agrave;! S&igrave;, insomma, l'idea &egrave; quella di trasformare la radio pubblica - uno dei pochi paradisi in Italia - nella brutta copia della televisione.<br /><br />Tornando alla Gialappa's, si pu&ograve; dire tutto di loro, tranne che non siano di tendenza e non facciano audience, per cui la loro sospensione rimane un mistero. Nei forum dedicati al gruppo si parla di accordi mancati, problemi sui compensi, e volont&agrave; della nuova direzione di cambiare rotta.<br /><br />Nessuno afferma che Radio2 pre-Mucciante fosse perfetta, per carit&agrave;, c'erano scelte discutibili, un po' troppo Fiorello, e anche il programma che ha sostituito la Gialappa's, Moby Dick, in altri orari &egrave; davvero piacevole!, ma non se ne pu&ograve; pi&ugrave; di questi grigi burocrati amministratori che arrivano audience alla mano, dati e pubblicit&agrave; nell'altra che tengono i soldi in tasca e importano tutta l'immondizia dalla tv in radio. Da utente canonizzato (cio&egrave; che paga il canone) io esprimo tutto il mio dissenso e la mia stanchezza davanti alla distruzione di ogni servizio pubblico.<br /><br />Mi sembra ogni giorno di pi&ugrave; che la Rai faccia un passo avanti e due indietro. Prendiamo, ad esempio, il tanto declamato sito internet di Radio2, da poco vittima di un nuovo restyling! Risultato? Un gran caos, difficile navigazione e nuovi entusiasmanti problemi. Se fino a qualche mese fa ascoltavo quotidianamente la radio in streaming, oggi collegarsi &egrave; impossibile! Meno banda disponibile? Chiss&agrave;! Ma come spesso succede in Italia, dietro al restyling si nascondo nuovi disservizi.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=242]]></link>
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	<dc:date>2010-02-17T10:23:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Fungar, immigrati e controlli]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;">Loredana Alberti</span> &egrave; la proprietaria della <a href="http://www.fungar.it/" target="_blank">FUNGAR</a> di Coriano, una delle principali aziende riminesi di coltivazioni di funghi. L'ho intervistata poche settimane fa per <span style="font-weight: bold;">TRE</span>, il mensile di economia riminese. Le domande, per&ograve;, non riguardavano l'aspetto agricolo, n&eacute; tanto meno quello gastronomico, ma quello sociale.<br /><br />S&igrave;, perch&eacute; su oltre 60 dipendenti, 50 sono cinesi. Ed esplorando il panorama agroalimentare riminese si scopre che la situazione &egrave; pi&ugrave; o meno la stessa per tutto il comparto: i lavoratori stranieri sono circa il 90%.<br />Non &egrave;, come sbandierato spesso da chi parla attraverso clich&eacute;, un lavoro rubato dagli extracomunitari. Sono lavori umili e spesso faticosi, che chi ha avuto la fortuna di studiare o di nascere in famiglie non in grave necessit&agrave; preferisce non fare. Ma sono, nel contempo, una grande possibilit&agrave; per chi cerca un reddito dignitoso e una vita in un paese nuovo. I numeri citati, infatti, riguardano i lavoratori regolari.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Avete avuto problemi con i lavoratori stranieri? - avevo chiesto a Loredana</span><br />No. - risposta - L'unico vero problema, soprattutto all'inizio &egrave; stato quello della comunicazione. Avere a che fare con persone che non parlano una parola della tua lingua &egrave; difficile. Per questo, da anni, organizziamo all'interno dell'azienda corsi di italiano per tutti i dipendenti. I giorni del corso il lavoro termina un po' prima. L'anno scorso, poi, insieme all'ARCI abbiamo fatto un corso sulla costituzione italiana, sul diritto sanitario, il lavoro e tutte le informazioni che potevano essere utile per un lavoratore straniero. Cerchiamo di essere vicini ai nostri dipendenti, anche aiutandoli per il disbrigo delle pratiche per il permesso di soggiorno o per la maternit&agrave;.<br />Un altro problema, qualche volta, pu&ograve; essere nel rapporto familiare. Noi abbiamo una politica: cerchiamo di instaurare un rapporto col lavoratore e solo con lui. E' capitato che uomini marocchini, mariti di donne che lavoravano qui da noi, volessero venire a riscuotere per loro. A questi abbiamo sempre risposto no. Dev'essere il lavoratore a parlare con me, per qualsiasi cosa, non un suo parente.<br /><br />Un imprenditrice illuminata, insomma. Di quelle di una volta, quando l'impresa si preoccupava non solo del proprio fatturato ma anche di garantire una vita dignitosa e una crescita ai propri dipendenti. E come darle torto? Alla Confagricoltura di Rimini fanno letteralmente la corte ai lavoratori stranieri. C'&egrave; da capirli! Senza crollerebbe tutto.<br /><br />Eppure, a fronte di tutto questo, succedono sempre pi&ugrave; spesso episodi spiacevoli, in cui lo stato e le forze dell'ordine si divertono a fare la voce grossa con i pi&ugrave; deboli, a usare metodi militari per questioni civili.<br />Ieri ho parlato di nuovo con Loredana, per un aggiornamento, e questa &egrave; stata la sua risposta.<br /><br />&ldquo;Non &egrave; un buon momento. Oggi siamo in piena agitazione. Ieri pomeriggio (il 9 febbraio 2010), sono arrivati i carabinieri che hanno bloccato i nostri lavori, hanno radunato tutti i dipendenti e hanno voluto controllare tutti i permessi di soggiorno.<br />&ldquo;Nessun problema - continua Loredana - tutto era in regola, ma il modo in cui la cosa &egrave; stata fatta mi ha davvero lasciata di stucco. Sembrava un'operazione militare! Ci hanno detto che da adesso in avanti i controlli sarebbero stati continui e che hanno cominciato da noi perch&eacute; siamo una delle aziende pi&ugrave; grandi&rdquo;.<br /><br />Quasi una retata, verrebbe da dire. Una di quelle che si vedono nei film che parlano della seconda guerra mondiale, ad esempio. Ieri in azienda &egrave; stata fatta una lunga riunione, insieme ai mediatori culturali, per far capire agli stranieri l'importanza di portare sempre con s&eacute; il permesso di soggiorno. Molti, infatti, lo tengono a casa, al sicuro, come una reliquia, consci che senza di quello sarebbero poco pi&ugrave; che corpi da buttare su un aereo, una barca e di nuovo a casa. E invece devono averlo sempre con s&eacute;, perch&eacute; un controllo pu&ograve; capitare in ogni momento, e alla prima dimenticanza sono guai.<br /><br />Ma non era meglio una stella gialla sul cappotto?]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=241]]></link>
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	<dc:date>2010-02-11T19:12:54+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Avatar vs Befane]]></title>
	<description><![CDATA[<img hspace="5" align="left" alt="" src="/public/avatar_occhio.jpg" />I primi minuti di Avatar sono davvero belli, spettacolari. Quando ho visto quelle grandi astronavi solcare lo spazio fuori dall'orbita di Pandora sono rimasto estasiato. L'ho rivisto 4 volte! Non il film. L'inizio. Perch&eacute; alla multisala delle befane di Rimini il film non &egrave; andato oltre il quarto minuto.<br /><br />Ci siamo seduti ed &egrave; cominciato. Il 3d sembrava un viaggio cubista sotto acido, con l'immagine che si scomponeva davanti ai nostri occhi. A modo suo affascinante, ma appena appena disturbante. Dopo quattro minuti decidono di sospendere.<br />Luci.<br />Silenzio.<br />Riparte.<br />Alla prima carrellata sulla foresta ci accorgiamo che nulla &egrave; cambiato. Pi&ugrave; che Cameron, sembra un Picasso d'annata.<br />Luci.<br />Entra un tipo.<br />Il 3d &egrave; saltato, stanno facendo delle prove per riavviarlo e allinearlo.<br />Perfetto.<br />E che ci vorr&agrave; mai, nel 2010?<br /><br />Ecco! il film ricomincia.<br />Buio.<br />Carrellata sulla foresta. Picasso.<br />Luci.<br />Rientra il tipo. Qualcuno dal pubblico lo infama.<br /><br />La scena si ripete pi&ugrave; volte con numerose varianti, con gli spettatori che si alzano per uscire poi il film riparte e allora si siedono, ma si vede male e allora escono, poi qualcuno grida: si vede bene! e tutti rientrano di corsa, e avanti cos&igrave;!<br /><br />Alla fine la direzione decide di sospendere e di rimborsare il biglietto. Fuori dalla sala la folla circonda &ldquo;l&rsquo;ambasciatore&rdquo; che ritira tutti i biglietti. Poi qualcuno chiede, ma come farai a riconoscere chi ti ha dato i biglietti per il rimborso? Una luce lo avvolge, la luce della conoscenza! Ah! E&rsquo; vero. E si ricomincia cercando di capire chi fossero i possessori dei biglietti.<br />Fila H, posti 10, 11, 12 - mio, urla qualcuno<br />Fila G, posti 1, 2, 3 - mio!<br />e si va avanti cos&igrave; un&rsquo;altra mezz&rsquo;ora. Alla fine ci restituiscono tutti i biglietti e ci comunicano che i soldi ci verranno restituiti direttamente dal direttore. Sono commosso! Finalmente vedremo il direttore delle befane. Immagino gi&agrave; il suo studio con la pianta di ficus, la poltrona in pelle umana e l&rsquo;acquario coi dipendenti che nuotano.<br />E invece no, c&rsquo;&egrave; un tipo, giovane, in camicia, che sembra tutto tranne un direttore, che prende i biglietti e restituisce i soldi.<br /><br />Ora, &egrave; facile infamare le befane, la voglia &egrave; tanta. La politica della multisala &egrave; davvero discutibile. I film vanno spesso in tilt, prima di ogni proiezione ci sono ore di pubblicit&agrave; (tipicamente sullo stile Balestri&amp;Balestri, con slide dai colori consunti e tigri sorridenti), su 12 sale, 9 hanno film di vanzina e le altre film presi a caso messi a orari discutibili, tipo le 25 e un quarto, o cose del genere. Inoltre, dopo aver diminuito il numero delle casse, hanno deciso di far pagare un euro per le prenotazioni on-line e per chi compra i biglietti alle macchine automatiche - anche se di solito &egrave; il contrario, chi compra al fai-da-te spende meno!<br /><br />Detto tutto questo, sembra per&ograve; che i problemi di Avatar non siano limitati alle Befane, ma a tutta l&rsquo;Europa a causa di un problema di codifica. In pratica sembra che Avatar si &egrave; semplicemente rifiutato di girare con i proiettori digitali.<br />Questioni tecniche. Ecco qualche blog che ne parla con pi&ugrave; cognizione di causa.<br /><br /><a target="_blank" href="http://www.techup.it/news/avatar_problemi_di_visulaizzazione_3d-03000">qui</a><br /><a target="_blank" href="http://www.informazione.it/a/C28D1E0D-64E4-4C2A-84C9-F2EEB971038E/Avatar-al-cinema-DRM-permettendo">qui</a><br />e <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/2776017/PI/News/avatar-al-cinema-drm-permettendo.aspx">qui</a><br /><br />Ah! Befane!<br />Questa volta, forse, vi siete salvate.<br />Forse.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=240]]></link>
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	<dc:date>2010-02-08T22:41:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Augmented reality - Realtà Aumentata]]></title>
	<description><![CDATA[Sul numero appena uscito in edicola di <a href="http://www.edmaster.it/index.php?p=prodotti&amp;sez=magazine&amp;cat=3&amp;prod=3" target="_blank">Internet Magazine</a> c'&egrave; un mio articolo sull'Augmented reality, o realt&agrave; aumentata, per dirla all'italiana.<br /><br />Il concetto &egrave; quello di trasferire i vantaggi della realt&agrave; virtuale &ldquo;sopra&rdquo; la nostra realt&agrave;. Immaginate di andare in giro per una grande citt&agrave; e di indossare un paio di occhiali che vi permettono di sapere quali uffici si trovino all'interno dei palazzi, o quale sia il miglior ristorante cinese della zona, o ancora avere in tempo reale le indicazioni per la metropolitana, o le informazioni sui monumenti.<br /><br />Tecnicamente si tratta di sovraimporre strati di informazioni sopra la realt&agrave;, in generale. In particolare gli strati di dati sono visibili grazie ad un device tecnologico. Proviamo a spiegarci meglio. La realt&agrave; aumentata &egrave;, in senso stretto, la fusione del mondo reale con quello virtuale, come l'interazione di informazioni satellitari e di database direttamente sulla realt&agrave; che ci circonda. Queste applicazioni esistono gi&agrave; per i telefonini pi&ugrave; evoluti. Mettete il vostro apparecchio in modalit&agrave; telecamera, puntatelo attorno a voi, e sullo schermo vedrete sia gli oggetti che state riprendendo ma anche, sopra, le informazioni che state cercando.<br /><br />Qualche link per capire meglio come funziona (e per divertirsi...):<br /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cTUJKvXIkSU" target="_blank">un video pubblicitario della nuova BMW Z4</a> <br /><a href="http://www.weareautobots.com/" target="_blank">un video che permette allo spettatore di trasformarsi in autobot</a> <br />ma il pi&ugrave; interessante &egrave; sicuramente <a href="http://ge.ecomagination.com/smartgrid/#/augmented_reality" target="_blank">questo</a>, un programma interattivo della GE Company grazie al quale si pu&ograve; giocare con l'energia rinnovabile.<br /><br />A causa degli spazi ridotti, nel pezzo &egrave; saltata l'intervista a Sorin Voicu, un giovane laureato all'universit&agrave; di Roma, con una tesi in Grafica e Progettazione multimediale, che ha realizzato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q_xF8ujj7ko" target="_blank">questo bel video</a>.<br />Di seguito l'intervista.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Come hai conosciuto la AR e perch&eacute; hai deciso di parlarne nel tuo corso di laurea?</span><br />Ho sentito parlare per la prima volta della realt&agrave; aumentata un paio di anni fa, ad una conferenza di computer grafica a Roma, dopo aver visto un paio di semplici dimostrazioni non &egrave; stato difficile immaginare le potenzialit&agrave; che questa tecnologia ha da offrire, portandola come argomento di tesi per la propria laurea. Il corso di laurea che ho concluso trattava della comunicazione visiva in ambito architettonico, e lo studio su questa tecnologia puntava ad una possibile applicabilit&agrave;. Un argomento come l'architettura non pu&ograve; essere studiato solamente dai libri, l'architettura e gli spazi vanno vissuti per essere compresi al meglio e la realt&agrave; aumentata offre la possibilit&agrave; di studiare un opera architettonica dal vivo, aggiungendo allo studio l'ingrediente principale che &egrave; l'esperienza stessa.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Quali possono essere le applicazioni della realt&agrave; aumentata?</span><br />Immagina di ritrovarti d'avanti ad un monumento sconosciuto ormai in rovina, grazie ad un dispositivo AR (augmented reality) mobile poterai accedere alla sua storia ed esplorare dal vivo le varie parti che lo compongono, e perch&eacute; no entrare al suo interno ed esplorarlo come faresti in un videogioco, con la differenza che stai esplorando fisicamente il luogo. Attualmente lo sviluppo di questa tecnologia &egrave; portato avanti principalmente dal interesse immediato nell'ambito pubblicitario, in cui i prodotti possono essere presentati in maniera pi&ugrave; originale, insolita e divertente. Personalmente credo sia semplicemente una tendenza odierna del mercato, il futuro della realt&agrave; aumentata ha molto pi&ugrave; da offrire che un mondo di banner e trovate pubblicitarie. Credo che cambier&agrave; profondamente il modo in cui siamo abituati ad interagire con la tecnologia, integrandola in modo pi&ugrave; naturale nella nostra quotidianit&agrave;, se il computer &egrave; riuscito a creare una certa dipendenza tecnologica e chiuderci d'avanti ad uno schermo, la realt&agrave; aumentata ci invita ad esplorare e vivere la realt&agrave; in cui viviamo arricchendo la propria esperienza.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Ad esempio?</span><br />Visitare un museo in cui potremo interagire con i vari personaggi presenti, imparare a cambiare un pezzo di ricambio della propria macchina, ma anche muoversi in una citt&agrave; sconosciuta assieme ad una guida virtuale che ci accompagner&agrave; ad ogni passo e sapr&agrave; sempre tutto, sfidare i propri amici ad un videogioco all'aria aperta piuttosto che spendere ore davanti allo schermo del PC, sono solo alcuni dell'infinit&agrave; di esempi che si possono fare sul futuro di questa tecnologia, ma sono proprio questi che mi fanno confidare in un uso intelligente di tutto ci&ograve; che ha da offrire. Per il momento &egrave; quasi impossibile sapere con certezza il futuro della realt&agrave; aumentata, l'unica certezza &egrave; che saremo noi a deciderlo.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=239]]></link>
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	<dc:date>2010-02-02T17:11:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Malitalia, ma l'Italia...]]></title>
	<description><![CDATA[Malitalia: il libro di Laura Aprati ed Enrico Fierro recensito da me sul sito di <a target="_blank" href="http://www.sanmarinofixing.com">Fixing</a>, il settimanale di informazione economica, finanziaria e politica di San Marino.<br /><br /><a target="_blank" href="http://www.sanmarinofixing.com/public/fixing/Malitalia-ma-lItaliabrla-raccontano-Aprati-e-Ferro-ita-a1294.php">Qui</a> il pezzo]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=238]]></link>
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	<dc:date>2010-01-29T14:21:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Alessandra ad At-Tuwani]]></title>
	<description><![CDATA[Alessandra Romano &egrave; una ragazza di Rimini di 26 anni che da un anno vive ad At-Tuwani, un piccolo villaggio in Palestina. L'ho intervistata alcuni mesi fa per il Ponte, nello spazio dedicato ai riminesi nel mondo. Mi ha colpito il suo coraggio. Vive in situazioni di estrema difficolt&agrave; da quando aveva 18 anni, e il suo intento &egrave; di continuare.<br /><br />Ecco come cominciava l'intervista:<br />&ldquo;Sono arrivata qui nel novembre del 2008 - racconta - per Operazione Colomba. Ci occupiamo di controllare le scorte che dovrebbero accompagnare i bambini palestinesi dei villaggi vicini alla scuola di At-Tuwani, oppure accompagniamo noi stessi i pastori con le greggi o i bambini nei dintorni del villaggio. E poi stiliamo dei report per l'ONU e l'UE sulla situazione del villaggio e dei rapporti tra israeliani e palestinesi&rdquo;.<br /><br />E' una zona pericolosa?<br />&ldquo;S&igrave;, decisamente. Attorno al villaggio ci sono sia avamposti che insediamenti palestinesi. Entrambi sono protetti dall'esercito. E' capitato pi&ugrave; di una volta che le frange pi&ugrave; oltranziste dei coloni aggredissero i bambini durante il tragitto o che anche la scorta preposta a proteggerli non facesse il proprio dovere. Nei giorni difficili uscire &egrave; rischioso, sia che si debba andare a scuola, sia che ci si debba recare a pascolare le pecore&rdquo;.<br /><br />Ieri mi ha inviato un comunicato stampa su una aggressione subita dal suo gruppo ad opera dell'esercito israeliano. Siccome non si parla di personaggi dello spettacolo, n&eacute; di Berlusconi, &egrave; difficile che la notizia trovi spazio sui giornali italiani.<br />Nel mio piccolo la pubblico<br /><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Coloni invadono At-Tuwani, lanciano pietre ai suoi abitanti entrando nelle loro case.</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">I soldati usano gas lacrimogeni contro i palestinesi.</span><br /><br /><br />26 gennaio 2010<br /><br />AT-TUWANI &ndash; nella giornata di marted&igrave;, 26 gennaio 2010, 15 coloni israeliani dell'insediamento di Ma'on e dell'avamposto di Havat Ma'on hanno invaso il villaggio di At-Tuwani e attaccato i suoi abitanti. I coloni erano scortati da tre jeep dell'esercito israeliano e dal capo della sicurezza dell'insediamento. Un soldato ha ferito un palestinese che &egrave; stato poi ricoverato in ospedale. Mentre i coloni lanciavano pietre, i soldati utilizzavano gas lacrimogeni contro i palestinesi.<br /><br />In seguito, i coloni si sono recati all'entrata di At-Tuwani e hanno iniziato a lanciare pietre ai passanti che transitavano sulla strada.<br /><br /><br />L'invasione &egrave; avvenuta alle ore 9:20 del mattino. Tre jeep dell'esercito, un pickup con a bordo un colono israeliano proveniente dall'avamposto di Havat Ma'on e il capo della sicurezza di Ma'on sono entrati ad At-Tuwani. I coloni hanno attraversato il villaggio e sono entrati nelle case dei palestinesi, scortati dall'esercito. <br /><br /><br />Per ulteriori informazioni: Operazione Colomba +972 54 99 25 773]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=237]]></link>
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	<dc:date>2010-01-27T12:43:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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