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<title>Taccuino di viaggio - pedetemptim</title><link>http://www.pedetemptim.com/dblog/</link>
<description>Taccuino di viaggio - pedetemptim</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[ferie]]></title>
	<description><![CDATA[I pi&ugrave; attenti tra i lettori si saranno accorti che il blog &egrave; immobile da alcune settimane.<br /><br />Ultimamente il lavoro ha assorbito tutto il mio tempo libero, ma soprattutto sono cambiate le cose che scrivo, i giornali, e spesso anche gli argomenti. Per cui ho voluto fermarmi per pensare cosa fare di questo spazio virtuale. Come organizzarlo, cosa farlo diventare<br /><br />Quindi, pedetemptim rimane chiuso per ferie fino a nuove disposizioni!<br /><br />a presto]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=254]]></link>
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	<dc:date>2010-06-24T18:01:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I gelati di Rimini]]></title>
	<description><![CDATA[Anche se ultimamente aggiorno poco il blog, volevo rilanciare qui un mio articolo sulle gelaterie di Rimini uscito questa settimana sul <a href="http://www.ilponte.com//news/2010/maggio/11/rimini/gelateria_che_vai__gusto_che_trovi.html" target="_blank">Ponte</a><br /><br />
<div class="testo" id="testo-articolo">
<p>RIMINI: <b>I &ldquo;negozi&rdquo; storici che tengono il passo, le  piacevoli novit&agrave;. Il boom del 2010: due nuove aperture a pochi passi in  centro storico. Sapori inediti, tempi di attesa e costi a volte alle  stelle.</b></p>
<p><img align="left" style="float: left; border: 1px solid rgb(0, 0, 0); margin-right: 5px;" alt="" src="http://www.ilponte.com/a/notizie/470566/img/gelati.jpg" />Una volta c&rsquo;era il gelato. Punto. Senza  tanti fronzoli. I gusti erano quelli classici: cioccolato, crema  gianduja, stracciatella e la frutta. Rimini, patria della vacanza  estiva, aveva fatto del gelato la sua bandiera. Le gelaterie storiche al  mare, come il Nuovo Fiore, o quelle del centro, La Romana e il  Pellicano in testa, sono state vere istituzioni per tutti gli anni &rsquo;80 e  i &rsquo;90. Poi le cose sono cambiate. Il Nuovo Fiore &egrave; andato un po&rsquo; in  declino. Ancora oggi, in viale Vespucci, mantiene un&rsquo;atmosfera molto  anni &rsquo;80. Diverso il discorso per la Romana, gelateria riminese dal  1947, che ha passato periodi un po&rsquo; difficili, come la devastante  infatuazione per i &ldquo;gusti caldi&rdquo;, che altro non erano che delle mousse  burrose e davvero indigeste, e infine la ripresa. Di tutte, il Pellicano  &egrave; quella che ha mantenuto pi&ugrave; a lungo la sua linea: anche se oggi ci  sono dei gelati che vantano qualcosa in pi&ugrave;, non ha mai avuto  scadimenti.<br /> Ultimamente il panorama &egrave; radicalmente cambiato. In soli due anni sono  sorte a Rimini ben tre nuove gelaterie, e da quasi un decennio spopola  la gelateria dei due gemelli Ceccarelli, Fabrizio e Francesco (ormai  popolarissimi in tv), il Biodelirio. Facciamo un passo alla volta, o  rischiamo di perderci tra le creme. Ogni negozio mostra, con orgoglio,  pannelli che sottolineano la provenienza dei prodotti, la qualit&agrave; delle  materie prime, la lavorazione dei gusti. Il latte &egrave; di alta qualit&agrave;, o  di produttori locali. La vaniglia &egrave; del Madagascar, la nocciola &egrave;  calibrata, piemontese o siciliana, cos&igrave; come i pistacchi. Il cacao viene  dal Sud-America e per mantecare il gelato non si usano pi&ugrave; i macchinari  a ventola, ma quelli con pale verticali. Al di l&agrave; della moda  gastronomica che fa di ogni cibo una questione da gourmet, sono  innovazioni che fanno bene al gelato. La concorrenza sprona chi si era  un po&rsquo; assopito. E la qualit&agrave; dei gelati &egrave; notevolmente aumentata.<br /> Lampante l&rsquo;esempio della Romana. Da ormai  un anno la gelateria ha fatto  un completo restyling non solo del negozio ma anche dei gusti. Oggi, tra  crema di nocciola, mascarpone, passito di Pantelleria, crema antica e  altri ottimi gusti ha ritrovato un gelato davvero buono. Solo latte di  alta qualit&agrave; e commesse un po&rsquo; pi&ugrave; carine e gentili degli ultimi anni.  Altro merito &egrave; il prezzo. La Romana &egrave; una delle poche gelaterie che ha  mantenuto il cono e la coppa piccoli da 1,80 euro, quando ovunque,  ormai, il minimo &egrave; 2 euro, se non 2 euro e 50.<br /> Il Pellicano continua con una buona qualit&agrave;, e ultimamente prova anche a  cercare gusti un po&rsquo; pi&ugrave; particolari, tipo il nocciolone - una sorta di  bacio arricchito, il cremino al pistacchio, il raffaello, yogurt ai  frutti di bosco e altri. Entrambe le gelaterie, poi, hanno aperto  numerose filiali a Rimini (Il Pellicano) e fuori (La Romana &egrave; salita sul  Titano e in altri comuni).<br /> Molto apprezzata e ormai &ldquo;storica&rdquo; &egrave; la Piazzetta, la gelateria in  Piazza Mazzini. Ottimo gelato e grandi gusti tra cui il mitico pinolo  allo spiedo: pinoli tostati, caramello e crema al mascarpone. La prima  grande rivoluzione, per&ograve;, &egrave; quella legata alla gelateria dei gemelli.  Ora il locale si trova nella nuova sede di via Marecchiese, un po&rsquo; pi&ugrave;  attenta allo stile e alla pubblicit&agrave;, mentre prima era nascosta dietro  al grattacielo di Rimini, in una delle zone pi&ugrave; squallide della citt&agrave;.  Nonostante questo, ogni sera c&rsquo;erano lunghe file e attese di mezz&rsquo;ora  per un gelato. Il successo era dovuto anche alla teatralit&agrave; dei due  gemelli Ceccarelli (che infatti, ora, sono sempre in tv con  Chiambretti), ma anche il gelato faceva la sua parte. &Egrave; stato il primo  gelato biologico della citt&agrave;. Niente zucchero, ma miele e succo d&rsquo;uva. I  gusti erano tutti classici, ma avevano una sapore notevolmente migliore  degli altri. Mangiare il gelato alla noce dai gemelli era come mangiare  delle noci. Non si notava la differenza. Da quando per&ograve; i due  protagonisti hanno preso la via del piccolo schermo le cose si sono  fatte un po&rsquo; altalenanti. Rimane sempre un ottimo gelato, senza riserve,  ma qualcosa s&rsquo;&egrave; perso.<br /> <br /> <b>I coni tremano<br /> </b>Un secondo scossone al mondo dei gelati riminesi &egrave; arrivato nel 2008  dalla gelateria il Castello, di fronte alla Rocca in viale Valturio.  Fino all&rsquo;anno prima, dove ora c&rsquo;&egrave; la gelateria si trovava un negozio di  computer, poi Marco, il proprietario, ha deciso di cambiare vita, ha  fatto dei corsi da gelatiere ed ha inaugurato un nuovo corso. Quando si  dice l&rsquo;idea giusta. Dal momento dell&rsquo;apertura sino alla chiusura  invernale fuori dal negozio le file sembrano infinite e per avere un  gelato bisogna armarsi di tanta pazienza. Gianduja, mascarpone, yogurt,  pistacchio, cioccolato fondente, ricotta e fichi: i gusti sono  cremosissimi, vellutati, mai troppo dolci - come capita a tanti gelati -  e davvero di alta qualit&agrave;. La panna montata, da chiedere a parte, &egrave;  sublime e spumosa come poche. Peccato solo l&rsquo;ubicazione di fronte alla  rotonda che non rende facile gustarsi il gelato sul posto a meno di  voler aggiungere il gusto CO2. <br /> Nei primi mesi del 2010, hanno aperto contemporaneamente due nuove  gelaterie in piazza Cavour. La prima &egrave; la gelateria Scintilla,  riconoscibile per il bancone enorme, all&rsquo;angolo tra la piazza e Corso  d&rsquo;Augusto. Arredamento scintillante e una pletora di gusti tra cui  quelli iperproteici per sportivi, i pasticcini senza glutine e altre  trovate che per&ograve; non convincono. I gusti sono buoni e molto cremosi,  alcuni davvero interessanti, come il mascarpone ricco di pezzi di  cioccolata e nocciola, ma sono un po&rsquo; troppo dolciastri, e  &ldquo;industriali&rdquo;. La Scintilla &egrave; un franchising nazionale che produce  semilavorati e li manda alle filiali che poi li montano con latte e  zucchero.<br /> A pochi passi, la gelateria Grom, anch&rsquo;essa un franchising (di Torino),  propone una filosofia opposta, simile a quella del Castello. Prodotti di  qualit&agrave;, presidi slow-food e lavorazione artigianale. I gusti hanno un  sapore molto spiccato, deciso, di classe. La consistenza &egrave; molto  cremosa. Tra le novit&agrave; proposte: la crema di grom, arricchita con le  paste di meliga, un biscotto frollino tipico della zona del cuneese, in  Piemonte, il cioccolato extranoir, il torroncino con granella di torrone  d&rsquo;Asti. Non mancano i difetti, soprattutto per chi ha fretta. Per ogni  gelato si deve rispondere ad un questionario: cono o coppa, cono  fragrante o di cialda, aggiunta di pasta di meliga o di panna montata  (entrambe costo a parte). Anche il confezionamento del gelato avviene  con un rituale interessante ma lungo. Ogni gusto viene preso con la  paletta, sbattuto e lasciato cadere sul gelato. Tutto bello, ma con tre  persone si aspetta una vita. L&rsquo;attesa per&ograve; viene premiata con un gran  gelato.<br /> Questa breve panoramica non vuole essere certo esaustiva. Esistono a  Rimini molte altre gelaterie, spesso piccole conduzioni familiari, con  poche pretese, e buon gelato. Vale la pena perdere un po&rsquo; di tempo a  cercarle e provarle. Alla fine si scoprir&agrave; che ognuno ha il proprio  gusto prediletto. L&rsquo;alternanza fa sempre bene. Nonostante gli aumenti,  infatti, il gelato resta un alimento economico, e con una coppa media si  sostituisce ottimamente un pranzo, specie d&rsquo;estate. <br /> <br /> <b>Stefano Rossini</b></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=253]]></link>
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	<dc:date>2010-05-12T19:16:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La casa di Scajola]]></title>
	<description><![CDATA[Ma... nessuno si &egrave; fatto l'unica domanda lecita?<br />Guardando le immagini del palazzo a due passi dal colosseo in cui avrebbe comprato casa Scajola senza sapere come, viene da chiedersi soprattutto una cosa...<br /><br />Chi diavolo ha costruito quell'orribile palazzone di cemento e terrazzoni proprio di fronte al Colosseo?<br /><br />Cristo, abbattetelo!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=252]]></link>
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	<dc:date>2010-05-06T08:56:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[World of Fantasy: Bologna e Modena]]></title>
	<description><![CDATA[<a target="_blank" href="http://worldoffantasy.deagostinipassion.com/it/">World of Fantasy</a> &egrave; un nuovo portale della DeAgostini dedicato al mondo del fantastico. Ancora Fantasy? Il fantasy esiste ancora? S&igrave;, e se la cava piuttosto bene. L'idea del portale, infatti, &egrave; proprio quella di creare una community che discute non solo del genere, ma cerca di capire come si evolve, cosa succede nel mondo, ma soprattutto cerca di scrivere qualcosa assieme.<br /><br />Partecipo anche io, che ho letto Tolkien millenni fa - o almeno cos&igrave; mi sembra - e ho continuato a bivaccare qua e l&agrave; nel genere con letture, scritture, giochi, ambientazioni, e altro.<br />Insieme a <a href="http://www.alternautavideo.it" target="_blank">Luca</a>.<br />Per l'apertura abbiamo realizzato due reportage dai pi&ugrave; interessanti appuntamenti del settore: la fiera del gioco di Modena <a href="http://www.play-modena.it/" target="_blank">PLAY</a>, e la fiera dei libri per ragazzi di Bologna, <a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/" target="_blank">Bologna children's book fair</a>.<br /><a target="_blank" href="http://worldoffantasy.deagostinipassion.com/it/events_news/deepening">Ecco</a> il link al sito, sezione approfondimenti,<br />e di seguito i due video.<br /><br /><br /> <object width="560" height="340">
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	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=251]]></link>
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	<dc:date>2010-04-20T09:33:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[lettera di un cittadino di Adro]]></title>
	<description><![CDATA[Il cittadino di Adro che ha pagato per la mensa scolastica (per chi non conoscesse la <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/08/niente-mensa-ai-figli-di-chi-non.html" target="_blank">notizia</a> alcuni bambini non ricevevano pi&ugrave; il pranzo perch&eacute; le famiglie non pagavano) ha scritto una lettera all'amministrazione.<br /><br />Al di l&agrave; del fatto di cronaca e delle opinioni, &egrave; una bella lettera.<br />Eccola:<br /><br />Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignit&agrave;. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film &ldquo;L&rsquo;albero degli zoccoli&rdquo;. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignit&agrave; e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E&rsquo; per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che:<br /><br />    * Non sono &ldquo;comunista&rdquo;. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ci&ograve; non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.<br />    * So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non &egrave; compreso nell&rsquo;educazione.<br /><br />Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma &egrave; a casa assistita da una signora dell&rsquo;Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l&rsquo;insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.<br /><br />I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l&rsquo;asticella dell&rsquo;intolleranza di un passo all&rsquo;anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.<br /><br />Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come &egrave; possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni &ldquo;miserevoli&rdquo;. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)<br /><br />Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti &ldquo;urlare&rdquo;, scuotere l&rsquo;animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perch&eacute; altrimenti penso che sono anche loro dentro il &ldquo;commercio&rdquo;.<br />Ma dov&rsquo;&egrave; il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare &ldquo;partito dell&rsquo;amore&rdquo;. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l&rsquo;Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti &ldquo;compagni che sbagliano&rdquo;.<br /><br />Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del pap&agrave; di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).<br /><br />Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l&rsquo;amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala.<br />E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E&rsquo; gi&agrave; successo nella storia e anche in quella del nostro paese.<br /><br />Il sonno della ragione genera mostri.<br /><br />Io sono per la legalit&agrave;. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando nonpagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.<br /><br />Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perch&eacute; anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalit&agrave; perch&eacute; tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.<br /><br />E chi semina vento, raccoglie tempesta!<br /><br />I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L&rsquo;et&agrave; gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero pi&ugrave; cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perch&eacute; il senso di solidariet&agrave; glielo stiamo insegnando noi adesso.<br />E&rsquo; anche per questo che non ci sto.<br />Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorr&agrave; dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.<br /><br />Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all&rsquo;uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l&rsquo;amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l&rsquo;anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo rester&agrave; a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi &egrave; nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.<br /><br />Sono certo che almeno uno di quei bambini diventer&agrave; docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varr&agrave; la spesa. Ne sono certo perch&eacute; questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del &ldquo;grande fratello&rdquo;.<br /><br />Il mio gesto &egrave; simbolico perch&eacute; non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di pi&ugrave; per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.<br />Molto pi&ugrave; dei soldi mi coster&agrave; il lavorio di diffamazione che come per altri casi verr&agrave; attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturer&agrave; soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L&rsquo;idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c&rsquo;&egrave;, ma solo per tutto il resto.<br /><br />Un cittadino di Adro<br /><br /><span style="font-style: italic;">(presa da www.bresciapoint.it)</span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=250]]></link>
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	<dc:date>2010-04-14T00:24:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Enada 2010]]></title>
	<description><![CDATA[Da poche settimane sto lavorando ad un nuovo progetto. Si chiama <a href="http://www.alternautavideo.it" target="_blank">alternautavideo</a>. E' un lavoro che porto avanti insieme a Luca Baggiarini, mio video-socio ormai da parecchi anni.<br />Oltre ai booktrailer e ad alcuni video su commissione, stiamo lanciando una sezione dedicata al videogiornalismo.<br />Questo &egrave; il nostro primo lavoro.<br /><br /><object width="560" height="340">
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	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=249]]></link>
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	<dc:date>2010-03-30T09:21:55+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[Cirque du Soleil: Saltimbanco]]></title>
	<description><![CDATA[<img hspace="5" align="left" src="/public/Saltimbanco.jpg" alt="" /><span style="font-weight: bold;">&ldquo;Che spettacolo, cazzo!</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Che professionisti, cazzo!</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Mi ha rinfrancato l&rsquo;anima!&rdquo;</span><br /><br />Questo &egrave; il commento che qualcuno, dietro di me, ha fatto alla fine dello spettacolo del Cirque du Soleil: Saltimbanco. Io lo condivido. E lo cito, come ogni giornalista onesto deve fare con i commenti degli altri. Forse l&rsquo;avrei detto in modo meno colorito, ma il senso &egrave; quello!<br /><br />E&rsquo; il secondo spettacolo che vedo del Cirque du Soleil, il primo &egrave; stato due mesi fa, a Londra: Varekai. L&rsquo;impostazione &egrave; la stessa. Si alternano momenti di grande suggestione, siparietti comici, esercizi ginnici al limite del credibile, sontuose coreografie di ballo.<br /><br />L&rsquo;esperienza &egrave; appagante. Met&agrave; serata la si passa col naso all&rsquo;ins&ugrave; a guardare due ragazze, belle, che fanno evoluzioni incredibili al trapezio, o due omaccioni pelati e muscolosi che si sorreggono l&rsquo;un l&rsquo;altro per il collo, uno in piedi e l&rsquo;altro a gambe per arie con il collo appoggiato a quello del compagno. Tutte le musiche sono dal vivo, molto belle, a parte quando virano verso &ldquo;Il Re Leone&rdquo; style, che non amo particolarmente.<br /><br />Varekai &egrave; pi&ugrave; sontuoso, complice anche la Royal Albert Hall di Londra, con la sua conformazione sferica e i soffitti immensi, sotto i quali gli artisti volano da un angolo all&rsquo;altro. Il tema di Varekai &egrave; quello della foresta, gli atleti-artisti sono vestiti da animali, con colori sgargianti. Strisciano, saltano, volano! Saltimbanco ha un tema pi&ugrave; felliniano, le maschere ricordano alcuni pupazzi dei fumetti manga, o gli attori del burlesque. Ma l&rsquo;adrenalina non cala di un punto.<br /><br />Si pu&ograve; davvero dire:<br /><span style="font-weight: bold;">&ldquo;Che spettacolo, cazzo!</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Che professionisti, cazzo!</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Mi ha rinfrancato l&rsquo;anima!&rdquo;</span><br /><br />L&rsquo;Adriatic Arena di Pesaro non ha il fascino di un teatro, e ha, da fuori, una bizzarra forma a chiappe. Pare poi che viga l&rsquo;abitudine di versare acqua e coca cola sugli scomodissimi sedili della platea. Ogni volta che mi alzavo avevo l&rsquo;impressione di indossare dei pantaloni di velcro su una sedia di velcro. Il minibar, poi, consegna le bottiglie di plastica senza tappo, per evitare che qualcuno decida di lanciarle piene verso il palco. Ora, non so quali spettacoli abbiano solitamente in cartellone, ma mi sembra una precauzione davvero esagerata, anche perch&eacute; le bottiglie senza tappo si candidano tra gli oggetti pi&ugrave; scomodi del mondo. Met&agrave; contenuto va per terra, l&rsquo;altra met&agrave; sui sedili di quelli della fila sotto, e cos&igrave; si finisce in un loop infinito.<br /><br />Un&rsquo;ultima nota tecnica. Avulsa dalla bravura dei ragazzi del Cirque du Soleil.<br />Ma perch&eacute; le cose fatte in Italia diventano sempre un furto?<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Varekai a Londra:</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">prezzo del biglietto 69 euro (x2)</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">commissione: 0 euro</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">spedizione a casa: 0 euro</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">totale: 138 euro </span><br style="font-weight: bold;" /><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">Saltimbanco a Pesaro</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">prezzo del biglietto 69 euro (x2)</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">commissione ticketone: 8,98 euro</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">spedizione a casa: 10 euro</span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">totale: 156,28</span><br /><br />Ladri!]]></description>
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	<dc:date>2010-03-12T12:55:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Quanto dura la memoria? 12 giorni]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo un ventennio di berlusconismo, &egrave; ormai chiaro che il premier conosce bene le abitudini e gli schemi degli italiani, per cui, ormai, mi fido ciecamente delle sue conclusioni.<br /><br />Quella di oggi (11 marzo) &egrave; una grande lezione da imparare. Quanto dura la memoria degli italiani? Berlusconi non ha dubbi: 12 giorni.<br /><br /><b>27 febbraio</b>: Le liste del PDL vengono presentate in ritardo a causa di problemi interni (indecisioni su chi candidare) e incapacit&agrave; di chi deve presentarle: succede il patatrac<br /><b>11 marzo</b>: esattamente 12 giorni dopo Berlusconi dichiara candidamente che c'&egrave; stato un piano chiaro di magistratura e radicali (i famosi radicali liberi) per impedire la presentazione delle liste. I suoi uomini sono stati bloccati.<br /><br />Fantastico! Neanche Orwell aveva osato tanto. Nel mondo di <b>1984</b> esistevano degli uffici in cui impiegati-pseudo-redattori cambiavano le notizie dei giornali passati per creare la loro versione della Storia. Ma ora non c'&egrave; neanche pi&ugrave; bisogno di questo! E' sufficiente lasciar passare 12 giorni e dire ci&ograve; che si vuole.<br /><br />Gli uomini del suo governo, che tanto lo ostacolano, dovrebbero fidarsi pi&ugrave; di lui. Tutti quei fascisti frustrati del suo entourage che ora mordono il freno non avrebbero impiegato 60 anni a distruggere la resistenza, facendo circolare l'idea che ogni scelta &egrave; uguale all'altra, e che tutto &egrave; opinabile.<br /><br />Tanto di cappello!]]></description>
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	<dc:date>2010-03-11T09:02:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Glade Scented Oils]]></title>
	<description><![CDATA[E' come quando si sta con una ragazza ma si pensa ad un'altra. Ogni volta che vedo in tv la pubblicit&agrave; di <b>Glade Scented Oils</b> (quella in cui la signora di casa accende la candelina, e poi arrivano le tre amiche, che entrano dalla porta e fanno tanti complimenti per gli ottimi odori che sentono in casa), in realt&agrave; vedo questo:<br /><br /><br /><object width="425" height="344">
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<param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/WZR9aetxH58&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br /><br />  da <span style="font-weight: bold;">Ridere per ridere</span>]]></description>
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	<dc:date>2010-03-03T16:40:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Siftable]]></title>
	<description><![CDATA[Blocchi pensanti.<br />Anche se nel presente succedono cose che fanno disperare sul futuro dell'umanit&agrave;, ci sono sempre speranze.<br />Ogni tanto si lancia un'occhiata nel futuro e si vede un'invenzione geniale.<br />Un approccio al mondo e alle informazioni diverso, pi&ugrave; giocoso e affascinante.<br /><br /><br /><object width="480" height="295">
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	<link><![CDATA[http://www.pedetemptim.com/dblog/articolo.asp?articolo=245]]></link>
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	<dc:date>2010-02-27T00:00:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>stefano</dc:creator>
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