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 una scultura lignea nel coro di Maulbronn... di stefano
La mappa non è il territorio

Alfred Korzybski
 
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di stefano del 24/05/2007 @ 23:37:00 in viaggi, letto 2720 volte


Dal diario del capitano S. Achab Rossini
data fluviale 24.5.7


Ormai ci siamo. Oggi, con l'acquisto di quantità industriali di repellente anti zanzara, è formalmente cominciato il conto alla rovescia per l'inizio del viaggio in barca lungo il Po. Domani, la nostra Random arriverà sino a Ferrara e domenica mattina, dopo aver caricato zaini, computer, biciclette e quant'altro, partiremo prima verso il mare, a Comacchio, poi risaliremo una piccola parte di Adriatico e rientreremo nel grande fiume dalla bocca del Po di Goro, per poi percorrerlo tutto sino a Cremona, meta a cui dovremmo giungere 10 giorni dopo la nostra partenza.

Oltre a Michele e ai vari amici che ci scorteranno tappa dopo tappa, ho scelto il mio personale compagno di viaggio: Moby Dick. E' più di un anno che la bibbia di Melville mi prega di concluderlo, dopo averlo vergognosamente lasciato a metà. Quale occasione migliore di questa? Non che mi aspetti capodogli bianchi nelle basse acque del Po, né ho intenzione di decorare la barca sulla quale viaggeremo di ossa e cimeli di balena, primo perché sarebbe un po' pacchiana e secondo perché ci arresterebbero poche miglia dopo la nostra partenza, ma la comunanza di acqua, viaggio e ricerca del demone inafferrabile potrebbero dar vita a infiniti paralleli sui quali giocare. Non è un caso, infatti, che Melville sia stato lasciato a metà. Le altre parti sono state lette a Montedoglio e a Levico, su laghi, sempre in presenza d'acqua. Ne ho letto poco, in casa. E come dice (più o meno) lo stesso Ismaele all'inizio del romanzo: tutte le volte che sono indeciso, che la vita mi pesa, che mi prende quella strana apatia, cammino fino a ritrovarmi a ridosso di un corso d'acqua e ho bisogno di imbarcarmi.

Oltre a questo diario di carattere più personale, ne terrò uno più goloso su certenotti, il mio sito giornalistico per eccellenza! Il buon vecchio Leonardo Militi ha già preparato una degna introduzione. Ora non rimane che attendere la cronaca delle scorpacciate!
 
di stefano del 19/05/2007 @ 18:58:00 in viaggi, letto 3364 volte


domenica prossima, il 27 maggio, partirò con Michele Marziani per un viaggio in barca di 10 giorni lungo il fiume Po.
Gli amici - e sponsor - dell'associazione random di Pizzighettone, che ci mettono a disposizione la loro pilotina a due posti, porteranno la barca sino a Ferrara. Da lì noi scenderemo sino al delta attraverso il Po di Volano, rientreremo nella bocca principale e risaliremo, giorno dopo giorno, sino a Cremona.

Già dalle prime foto, che ci ritraggono a scuola di barca, si possono intuire le grandi potenzialità marinaresche di questa coppia. Da consumati uomini di mare quali non siamo - ma fingiamo di essere - scrutiamo l'orizzonte con la sicurezza tipica di chi non teme nulla dai sette mari, figuriamoci da un fiumone pigro e in secca!




Ecco alcune foto, interni ed esterni, della nostra imbarcazione. Ampia e spaziosa quanto basta, la nostra "Pequod" ci scorterà per il grande fiume a visitare luoghi, e ad assaggiare le specialità e i prodotti tipici della zona. Ebbene sì! il viaggio sarà l'ennesima scusa per rimpinzarsi di leccornie. Alla fine, se mai arriveremo vivi a Cremona, Michele avrà abbastanza materiale per il suo prossimo libro e io per qualche servizio giornalistico, oltre all'impagabile esperienza di 10 giorni spartani e all'avventura.




Ora ci aspetta l'ultima settimana di acquisti di materiale di sopravvivenza, preparazione itinerario definitivo, progettazione e poi via! La nostra "Pequod" ospiterà anche due biciclette, per gli spostamenti molo-terra.



Non poteva mancare, a fine giornata, una full immersion nel fantastico mondo dei nodi, per evitare, a fine nottata, di risvegliarsi al largo di un mare magnum sconosciuto, portati da correnti avverse e da venti infingardi!

Per l'occasione del viaggio, il blog sarà aggiornato giornalmente - fatica permettendo - con il diario di bordo delle nostre avventure gastronomiche e non.
 
di stefano del 07/12/2009 @ 17:29:50 in ghiottonerie, letto 1292 volte
Nelle storie dei monasteri medievali c'è una parte che ho sempre trovato estremamente affascinante, ed è la descrizione dei grandi pranzi delle abbazie. Si leggeva di lunghe tavolate e di file ininterrotte di piatti che conquistavano solo a leggerne il nome. Pietanze speziate, pasticci di ogni tipo e carni e paste che si susseguivano l'una alle altre senza sosta. Dalla storia alla realtà, da Tassi (tel. 0532 893030) io provo vivissima questa sensazione. Da quando lo conosco - durante il viaggio in barca sul Po con Michele Marziani nel 2007 - sono già tornato 4 volte, nonostante i 170 kilometri che dividono Rimini da Bondeno. Ma Tassi li vale tutti, pure nel caso non amiate il paesaggio ferrarese basso, malinconico, piatto a perdita d'occhio misto di foschia e grigio. Nelle guide si parla genericamente di scrigno dei sapori ferraresi, o di garante delle tradizioni, o ultimo baluardo della vera salama da sugo. Tutto vero. Ma non basta dirlo così. E neanche la targa fuori dal ristorante, messa dal comune in onore del padre di Roberto Tassi, l'attuale proprietario, fa capire fino in fondo perché.

Per me che vengo dalla Romagna e dalle Marche, l sapori di questi luoghi hanno qualcosa di inafferrabile. Dalle nostre parti i piatti sono schietti. Il salato è salato, punto. I cappelletti sono in brodo salato, la grigliata è salata, e alla fine solo il dolce è dolce. Semplice. Qui no. La cucina è complessa ed elaborata, ricca, sfumata. La cucina ferrarese è quella rinascimentale, delle corti estense. Lo è ancora oggi. Altrimenti come si potrebbe concepire un piatto come il pasticcio di maccheroni - che a parole l'apt di Ferrara mi aveva fatto odiare - in cui i maccheroni al tartufo e funghi vengono serviti in una pasta frolla zuccherata?! Sì zuccherata! E' importante dirlo, perché di solito il dolce-salato viene un po' mascherato. Sì, magari c'è qualcosa di salato avvolto in una crosta dolcina, ma non troppo. Si tende a fare in modo che il le cose non siano troppo lontane tra loro. Qui no. La parte dolce è dolcissima. E' la stessa frolla dei dolci! E questo è un piatto rinascimentale, quando le corti italiane amavano dare vita a incontri di sapori assolutamente inconsueti. A mangiarlo ci si sente quasi seduti ad una corte rinascimentale. Magari con un cappellone a strisce bianche e rosse e una serie di paggetti e consiglieri ai miei ordini che portano enormi vassoi di cacciagione e contorni.

Ma torniamo ai nostri tempi. Il servizio è molto attento, veloce, competente. Complice anche il fatto che non c'è il menù, ma sempre gli stessi piatti: quelli della cucina ferrarese, se fosse sfuggito. Il servizio è a carrelli. Ci si siede, e cominciano ad arrivare camerieri con carrelli: si comincia con degli ottimi passatelli in brodo col tartufo (altra cosa che, se la presentate a Rimini e dintorni, vi sparano a vista. In zona i passatelli in brodo non hanno aromi aggiunti!), poi i tortelli di zucca con burro e salvia (forse l'unica cosa non proprio "tipica" dato che lo stesso Tassi, durante un'intervista, ci disse che i tortelli di zucca ferraresi si condiscono col ragù. La versione burro e salvia è più mantovana e parmense), il pasticcio di maccheroni, una lasagnetta, e, per finire coi primi, le tagliatelle con ragù di salsiccia e fagioli.

Poi si arriva al momento topico: la salama da sugo. Servita come da rituale: aperta e scucchiaiata sopra un piatto di purè fumante, accompagnata da una fetta di lingua di cinghiale affumicata. Quasi superfluo dire che è ottima. E' saporitissima, sapida, speziata. Ci si perde prima nei profumi e poi nei sapori, appena stemperati dal purè. Se arrivati a questo punto (con tutti i bis del caso), riuscite ad andare avanti, c'è il carrello dei bolliti, che trabocca di cotechini, zamponi, prosciutti, lingue, manzo. Prima del carrello, però, arrivano sul tavolo le salse. La mostarda di frutta, bella senapata, il rafano, che mi ha fatto passare il raffreddore, e le classiche verdi, cipolla, peperonata. Solo una volta sono riuscito ad andare oltre e a provare il carrello degli arrosti. Ma è stato uno sforzo non da poco e non ricordo bene cos'ho mangiato. Forse ero già in coma digestivo. I dolci però li ricordo, soprattutto la coppa Tassi: una piccola porzione di mascarpone con un amaretto sul fondo. In assoluto il più buono del carrello. Insieme al caffé viene servito un altro vassoio di cioccolatini e pasticcini, immagino per il gusto di torturare il commensale. Ma alla fine si assaggiano pure questi. Il tutto innaffiato da un semplice ma efficace lambrusco tagliato con bonarda, come si fa quasi ovunque lungo il Po: cibi grassi e vini leggeri. Per quanto vi sarete appesantiti la pancia (una passeggiata sull'argine e passa tutto) ci si alleggerisce poco il portafogli. Tra le 40 e 50 euro. Non uno di più!
 
di stefano del 23/10/2008 @ 11:35:06 in appuntamenti, letto 1430 volte
Lo scrivo con un po' di emozione, anzi, con molta emozione (nonostante si perda il gioco di parole): è uscito, per i tipi della Guido Tommasi editore, il libro resoconto del viaggio sul Po fatto, lo scorso anno, da Michele Marziani e dal sottoscritto.

Per ripercorrere le tappe di quell'incredibile viaggio, di cui conservo un bel ricordo, ho aggiunto un piccolo box, nella colonna di destra, con i link ai post del blog scritti ogni sera dalla mitica pilotina Random durante il viaggio.

Ma torniamo al libro. Lungo il Po è il racconto di quel viaggio. Ma è anche molto di più. E' la storia del fiume come l'abbiamo vista, scoperta e sperimentata noi attraverso 11 giorni di viaggio in barca, in bici, in auto e in treno, lungo 300 chilometri di fiume, dal delta sino alle chiuse di Isola Serafini, a Cremona.
E' la storia di una via d'acqua oggi dimenticata così come la ricorda chi l'ha vissuta e chi ha deciso di viverla oggi, nonostante tutte le difficoltà che questo comporta. E siccome al viaggio itinerante si è accompagnato quello gastronomico (anche di quello ho ancora un ottimo ricordo!!! In questo articolo su sinequanon ho segnalato i ristoranti per me imperdibili), il libro contiene anche numerose ricette fluviali e le storie delle eccellenze gastronomiche che nascono a contatto col fiume.
La parte narrativa è tutta ad opera di Michele, foto e copertina sono mie.

Sabato 25 ottobre saremo a Firenze, a Degustibook, a presentare e a raccontare il libro e il viaggio. Alle 17.00. Qui il programma.

Che altro aggiungere? Be sì, visto che sono ormai arrivato a metà approfitto per dire che sto scrivendo anch'io un libro sul Po, che altro non è che la versione surreale del nostro viaggio, un po' come la si può trovare qui!
 

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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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