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 Una girandola vorticante... di stefano
Gli uomini non si accontentano di vivere, essi si raccontano la vita, s'inventano storie, mettono in scena il mondo.

Alexandre Kojeve
 
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di stefano del 27/10/2008 @ 23:43:19 in recensioni, letto 1278 volte
Una recensione del festival della creatività di Firenze per immagini e didascalie.
Un festival, in breve, che, nonostante qualche scivolone un po' troppo didascalico, è davvero un fantastico e continuato bombardamento di stimoli, idee, mostre, azioni, video, cibo e molto altro.




La presentazione del libro lungo il po di Michele Marziani ( a destra) e Stefano Rossini (c'est moi, a sinistra). Ha condotto il bravo Maurizio Izzo (ovviamente al centro!)




Il suggestivo labirinto con pozzo finale di Pistoletto.




Un cagnolino robot para un rigore! Poco prima due squadre di cagnolini robot hanno giocato a calcio! Interessante esperimento di AI




Lo stand dei vini della Borgogna aveva allestito un percorso olfattivo per riconoscere gli aromi presenti nei vini. Magari l'operazione era un po' fighettina e d'oltralpe, ma il percorso era realmente suggestivo e capace di stupire, soprattutto nelle ampolle sottobosco, aromi di caffé, cacao, liquirizia, spezie, fiori bianchi, etc.



Altra presentazione di Michele il libro Ibleide, di Davide Dutto, Lorenzo Piccione e il mitico Ciccio Sultano (cuoco fantastico, e assolutamente da provare, del ristorante il Duomo di Ragusa): storia di olivi, olio, uomini e lavoro.




Un panorama del festival, da una terrazza all'interno della Fortezza da Basso, e un gioco divertente per i più piccoli (forza bimbi, forza!)




Lo stand Polimoda. Carino




Mentre invece la mostra dedicata all'Asia centrale, che racconta il passaggio dalla ammaliante via della seta alla più prosaica e squallida via del petrolio è stata uno dei punti più alti del festival, insieme alla mostra delle radio.
 
di stefano del 24/05/2007 @ 23:37:00 in viaggi, letto 2696 volte


Dal diario del capitano S. Achab Rossini
data fluviale 24.5.7


Ormai ci siamo. Oggi, con l'acquisto di quantità industriali di repellente anti zanzara, è formalmente cominciato il conto alla rovescia per l'inizio del viaggio in barca lungo il po. Domani, la nostra Random arriverà sino a Ferrara e domenica mattina, dopo aver caricato zaini, computer, biciclette e quant'altro, partiremo prima verso il mare, a Comacchio, poi risaliremo una piccola parte di Adriatico e rientreremo nel grande fiume dalla bocca del Po di Goro, per poi percorrerlo tutto sino a Cremona, meta a cui dovremmo giungere 10 giorni dopo la nostra partenza.

Oltre a Michele e ai vari amici che ci scorteranno tappa dopo tappa, ho scelto il mio personale compagno di viaggio: Moby Dick. E' più di un anno che la bibbia di Melville mi prega di concluderlo, dopo averlo vergognosamente lasciato a metà. Quale occasione migliore di questa? Non che mi aspetti capodogli bianchi nelle basse acque del Po, né ho intenzione di decorare la barca sulla quale viaggeremo di ossa e cimeli di balena, primo perché sarebbe un po' pacchiana e secondo perché ci arresterebbero poche miglia dopo la nostra partenza, ma la comunanza di acqua, viaggio e ricerca del demone inafferrabile potrebbero dar vita a infiniti paralleli sui quali giocare. Non è un caso, infatti, che Melville sia stato lasciato a metà. Le altre parti sono state lette a Montedoglio e a Levico, su laghi, sempre in presenza d'acqua. Ne ho letto poco, in casa. E come dice (più o meno) lo stesso Ismaele all'inizio del romanzo: tutte le volte che sono indeciso, che la vita mi pesa, che mi prende quella strana apatia, cammino fino a ritrovarmi a ridosso di un corso d'acqua e ho bisogno di imbarcarmi.

Oltre a questo diario di carattere più personale, ne terrò uno più goloso su certenotti, il mio sito giornalistico per eccellenza! Il buon vecchio Leonardo Militi ha già preparato una degna introduzione. Ora non rimane che attendere la cronaca delle scorpacciate!
 
di stefano del 04/06/2007 @ 22:30:00 in viaggi, letto 2731 volte


dal diario del capitano S Achab Fogg Rossini
data fluviale 4.6.7


Un giorno satana si presentò dal signore e disse: Chi sono quei due umani tanto pii e devoti?
E il signore rispose: Michele e Stefano.
Certo che danno le loro soddisfazioni quei due - riprese statana - ma sei sicuro che sarebbero buoni esseri umani e tuoi devoti anche nelle difficoltà?
Il signore guardò satana e rispose: Certo.
Sei così sicuro - incalzò satana - da metterli alla prova?
Certo, rispose il signore.
Scommetti? - satana ammiccò verso dio che ricambiò il suo sguardo
Allora prova a togliere loro tutte le fortune che fino a questo momento hai donato - disse - e vediamo se continueranno a seguirti.

In quel tempo Michele e Stefano stavano preparando il loro reportage lungo il po, alla scoperta delle tradizioni fluviali e della vita lungo gli argini. Allora - satana tornò a fare visita al signore - cosa hai deciso?
Guarda - disse dio - costoro apparecchiano un viaggio lungo un fiume che essi chiamano Po. Ho mandato tre mesi di siccità, ma ancora rimangono devoti. Cambieranno, sentenziò satana.
Fu così che i due umani partirono per il loro viaggio. Falli insabbiare, disse satana. E così fu.
Manda una tempesta con vento, onde e pioggia. E il signore la mandò. Falli attraccare a Villanova Marchesana, e così accadde. Ma anche quella sera, Michele e Stefano non imprecarono e non abbandonarono il signore.
Satana ripartì alla carica. Togli tutte le pompe di benzina. E il signore le fece sparire. Distruggi i moli. E il signore li demolì. Ora fa arrivare la piena con acqua, correnti e tronchi. E i due uomini dovettero navigare tra grandi difficoltà. Eppure non tradivano la loro fede.

Satana era perplesso. Aveva mandato contro Stefano e Michele ogni sorta di avversità. Li costrinse ad abbandonare la barca, fece piovere a dirotto, chiuse le ciclabili per lavoro, fece dare dai cittadini piacentini indicazioni sbagliate, rese inservibili le carte fluviali e quelle ciclabili e li portò verso alberghi tristi. Ma nonostante tutto i due perseveravano.
Basta, disse satana al signore. Hai vinto! Quei due non demordono. Prima di andarmene, però, voglio sapere perché. Semplice, disse il signore, perché entrambi sanno che tutto quello che è successo non è avvenuto per causa mia ma per volere degli uomini. Anzi, disse il signore, per dirla tutta io neanche esisto. E scomparve in una nuvoletta.



Divagazioni bibliche a parte, oggi sono successe anche belle cose. Anzi, buone! La corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli è un luogo che ha dell’incredibile. Qui, oltre la golena, a pochi passi dal fiume, si produce il culatello, il re dei salumi. La storia di questo salume è tanto affascinante quanto golosa. Il culatello, infatti, si lascia stagionare in un ambiente aperto e arieggiato, in modo che sia caldo d’estate e freddo e umido l’inverno. Ha un leggero sentore di cantina, conferitogli dalle muffe che lo avvolgono. Massimo Spigaroli ci accompagna nelle vecchie case e nel castello oltre la golena. Per tutte le stanze sono culatelli. Appesi a lunghe travi o ancorati a catene che pendono dal soffitto, i culatelli, bitorzoluti e segnati dalle muffe, riempiono le stanze di odori e l’occhio di voglie!



La visita non è stata priva di un terribile pericolo: oche! Da sempre, questi animali estremamente aggressivi, nutrono nei miei confronti ataviche antipatie. Astiose anche vero il loro padrone, timorose di Michele al quale non hanno dedicato attenzioni, su di me hanno avuto giocoforza. Circondato da tre esemplari che soffiavano e mostravano la lingua, uno si è avvicinato e ha iniziato a beccarmi la gamba. L’ho dovuto allontanare sferzandolo con la mia borsa della macchina fotografica. Spero che non ne risentirà una volta cucinata!

P.S. notata la foto in coppia? Rossini e Verdi!

puoi leggere una versione più gastronomica del blog su certenotti

Qui, invece, la bella versione di Michele.
 
di stefano del 07/12/2009 @ 17:29:50 in ghiottonerie, letto 1286 volte
Nelle storie dei monasteri medievali c'è una parte che ho sempre trovato estremamente affascinante, ed è la descrizione dei grandi pranzi delle abbazie. Si leggeva di lunghe tavolate e di file ininterrotte di piatti che conquistavano solo a leggerne il nome. Pietanze speziate, pasticci di ogni tipo e carni e paste che si susseguivano l'una alle altre senza sosta. Dalla storia alla realtà, da Tassi (tel. 0532 893030) io provo vivissima questa sensazione. Da quando lo conosco - durante il viaggio in barca sul Po con Michele Marziani nel 2007 - sono già tornato 4 volte, nonostante i 170 kilometri che dividono Rimini da Bondeno. Ma Tassi li vale tutti, pure nel caso non amiate il paesaggio ferrarese basso, malinconico, piatto a perdita d'occhio misto di foschia e grigio. Nelle guide si parla genericamente di scrigno dei sapori ferraresi, o di garante delle tradizioni, o ultimo baluardo della vera salama da sugo. Tutto vero. Ma non basta dirlo così. E neanche la targa fuori dal ristorante, messa dal comune in onore del padre di Roberto Tassi, l'attuale proprietario, fa capire fino in fondo perché.

Per me che vengo dalla Romagna e dalle Marche, l sapori di questi luoghi hanno qualcosa di inafferrabile. Dalle nostre parti i piatti sono schietti. Il salato è salato, punto. I cappelletti sono in brodo salato, la grigliata è salata, e alla fine solo il dolce è dolce. Semplice. Qui no. La cucina è complessa ed elaborata, ricca, sfumata. La cucina ferrarese è quella rinascimentale, delle corti estense. Lo è ancora oggi. Altrimenti come si potrebbe concepire un piatto come il pasticcio di maccheroni - che a parole l'apt di Ferrara mi aveva fatto odiare - in cui i maccheroni al tartufo e funghi vengono serviti in una pasta frolla zuccherata?! Sì zuccherata! E' importante dirlo, perché di solito il dolce-salato viene un po' mascherato. Sì, magari c'è qualcosa di salato avvolto in una crosta dolcina, ma non troppo. Si tende a fare in modo che il le cose non siano troppo lontane tra loro. Qui no. La parte dolce è dolcissima. E' la stessa frolla dei dolci! E questo è un piatto rinascimentale, quando le corti italiane amavano dare vita a incontri di sapori assolutamente inconsueti. A mangiarlo ci si sente quasi seduti ad una corte rinascimentale. Magari con un cappellone a strisce bianche e rosse e una serie di paggetti e consiglieri ai miei ordini che portano enormi vassoi di cacciagione e contorni.

Ma torniamo ai nostri tempi. Il servizio è molto attento, veloce, competente. Complice anche il fatto che non c'è il menù, ma sempre gli stessi piatti: quelli della cucina ferrarese, se fosse sfuggito. Il servizio è a carrelli. Ci si siede, e cominciano ad arrivare camerieri con carrelli: si comincia con degli ottimi passatelli in brodo col tartufo (altra cosa che, se la presentate a Rimini e dintorni, vi sparano a vista. In zona i passatelli in brodo non hanno aromi aggiunti!), poi i tortelli di zucca con burro e salvia (forse l'unica cosa non proprio "tipica" dato che lo stesso Tassi, durante un'intervista, ci disse che i tortelli di zucca ferraresi si condiscono col ragù. La versione burro e salvia è più mantovana e parmense), il pasticcio di maccheroni, una lasagnetta, e, per finire coi primi, le tagliatelle con ragù di salsiccia e fagioli.

Poi si arriva al momento topico: la salama da sugo. Servita come da rituale: aperta e scucchiaiata sopra un piatto di purè fumante, accompagnata da una fetta di lingua di cinghiale affumicata. Quasi superfluo dire che è ottima. E' saporitissima, sapida, speziata. Ci si perde prima nei profumi e poi nei sapori, appena stemperati dal purè. Se arrivati a questo punto (con tutti i bis del caso), riuscite ad andare avanti, c'è il carrello dei bolliti, che trabocca di cotechini, zamponi, prosciutti, lingue, manzo. Prima del carrello, però, arrivano sul tavolo le salse. La mostarda di frutta, bella senapata, il rafano, che mi ha fatto passare il raffreddore, e le classiche verdi, cipolla, peperonata. Solo una volta sono riuscito ad andare oltre e a provare il carrello degli arrosti. Ma è stato uno sforzo non da poco e non ricordo bene cos'ho mangiato. Forse ero già in coma digestivo. I dolci però li ricordo, soprattutto la coppa Tassi: una piccola porzione di mascarpone con un amaretto sul fondo. In assoluto il più buono del carrello. Insieme al caffé viene servito un altro vassoio di cioccolatini e pasticcini, immagino per il gusto di torturare il commensale. Ma alla fine si assaggiano pure questi. Il tutto innaffiato da un semplice ma efficace lambrusco tagliato con bonarda, come si fa quasi ovunque lungo il po: cibi grassi e vini leggeri. Per quanto vi sarete appesantiti la pancia (una passeggiata sull'argine e passa tutto) ci si alleggerisce poco il portafogli. Tra le 40 e 50 euro. Non uno di più!
 
di stefano del 22/11/2007 @ 13:54:00 in giornalismi, letto 2635 volte


Come annunciato, sabato 24, alle ore 18.00, sarò con Michele al Leoncavallo, per raccontare il nostro viaggio lungo il po con parole e immagini. Sono passati ormai sei mesi, eppure devo confessare di averne ancora un ricordo molto vivo e bello. Chi avrà voglia di venirci ad ascoltare sarà il benvenuto!
Qui trovate tutte le informazioni e il programma completo.

Per l'occasione, ho aggiunto un boxettino nella colonna di sinistra con ricapitolati tutti i post del viaggio, in ordine cronologico!
 
di stefano del 07/11/2008 @ 12:50:32 in appuntamenti, letto 1257 volte


Altre due presentazioni per il libro-racconto di viaggio lungo il po.

Domenica 9 novembre, alle 17, saremo ad Argenta, provincia di Ferrara, al Piccolo Teatro Centro Culturale Mercato in piazza Marconi, 1. Dopo la presentazione ci sarà una degustazione dei vini delle sabbie di Mirco Mariotti.

Mercoledì 12 novembre, alle ore 21.00 saremo invece alla libreria Indipendentemente Interno 4 (via Di Duccio 26, dietro piazza Malatesta) per una serata più conviviale, intima e riminese. Ovviamente siete tutti invitati.
I racconti di viaggio saranno accompagnati dalla proiezione di foto e - a Rimini - dalle letture di Paolo Vachino.

Ringrazio Mirco Mariotti e Andrea per la gentile ospitalità!
Qui, la notizia sul sito di Michele
 
di stefano del 19/02/2010 @ 12:42:02 in appuntamenti, letto 1008 volte
Erano ormai mesi, quasi un anno, che non si parlava più di Po in questo blog.
E ora eccolo che torna fuori.

Domani, sabato 20 febbraio, allo spazio sottoesposizione di Piacenza (clicca qui per sapere dov'è), Michele Marziani ed io racconteremo il libro nato dall'ormai lontano viaggio del 2007, lungo il po, Viaggio controcorrente alla scoperta alla scoperta di sapori, gente e leggende del grande fiume.
L'incontro comincerà alle 17 e 30.
Non mancherà la proiezione del booktrailer del libro (che si può rivedere cliccando qui nel nuovo sito internet di AlternautaVideo - siamo sempre Luca Baggiarini ed io) e delle foto di viaggio.
 
di stefano del 20/11/2008 @ 12:00:28 in webwebweb, letto 1274 volte
Faccio seguito a Michele Marziani che, nel suo blog, ha pubblicato in pdf liberamente scaricabile: Dizionario Padano il primo capitolo di lungo il po, il libro nato dal viaggio alla scoperta di sapori e genti del Grande Fiume, e finalmente metto su Flickr una selezione di foto dello stesso viaggio.
Superando la pigrizia che mi attanaglia in futuro vorrei aggiungerne anche altre.
Intanto aggiungo qui sotto lo slide e qui il link alla pagina di flickr (lo slide è liberamente copiabile sul proprio sito, linkabile, etc.)

buona visione!


 
di stefano del 23/10/2008 @ 11:35:06 in appuntamenti, letto 1423 volte
Lo scrivo con un po' di emozione, anzi, con molta emozione (nonostante si perda il gioco di parole): è uscito, per i tipi della Guido Tommasi editore, il libro resoconto del viaggio sul Po fatto, lo scorso anno, da Michele Marziani e dal sottoscritto.

Per ripercorrere le tappe di quell'incredibile viaggio, di cui conservo un bel ricordo, ho aggiunto un piccolo box, nella colonna di destra, con i link ai post del blog scritti ogni sera dalla mitica pilotina Random durante il viaggio.

Ma torniamo al libro. lungo il po è il racconto di quel viaggio. Ma è anche molto di più. E' la storia del fiume come l'abbiamo vista, scoperta e sperimentata noi attraverso 11 giorni di viaggio in barca, in bici, in auto e in treno, lungo 300 chilometri di fiume, dal delta sino alle chiuse di Isola Serafini, a Cremona.
E' la storia di una via d'acqua oggi dimenticata così come la ricorda chi l'ha vissuta e chi ha deciso di viverla oggi, nonostante tutte le difficoltà che questo comporta. E siccome al viaggio itinerante si è accompagnato quello gastronomico (anche di quello ho ancora un ottimo ricordo!!! In questo articolo su sinequanon ho segnalato i ristoranti per me imperdibili), il libro contiene anche numerose ricette fluviali e le storie delle eccellenze gastronomiche che nascono a contatto col fiume.
La parte narrativa è tutta ad opera di Michele, foto e copertina sono mie.

Sabato 25 ottobre saremo a Firenze, a Degustibook, a presentare e a raccontare il libro e il viaggio. Alle 17.00. Qui il programma.

Che altro aggiungere? Be sì, visto che sono ormai arrivato a metà approfitto per dire che sto scrivendo anch'io un libro sul Po, che altro non è che la versione surreale del nostro viaggio, un po' come la si può trovare qui!
 
di stefano del 04/12/2008 @ 11:10:05 in viaggi, letto 1220 volte
E' finalmente uscito il booktrailer del libro lungo il po.
Realizzato da SintesiComunicazione con il testo di Michele Marziani, la voce di Franco Fattori, le mie foto, il montaggio di Luca Baggiarini e la musica dei Massive Attack!
Su youtube potete guardarlo anche in alta qualità (un bel po' meglio!)
Che altro dire?
Spero vi piaccia!

 

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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
l'audio dei nostri interventi a La Terra Trema
il libro

Po.Flickr
Le foto del viaggio sul Po. Vai direttamente alla pagina cliccando qui. Sotto una preview dello slideshow


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