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 sushi... di stefano
[A Persefone]
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone

Inni Orfici
 
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di stefano del 10/05/2008 @ 21:07:00 in webwebweb, letto 1416 volte
Qualche tempo fa avevo postato un paio di link a due video in cui un ragazzo saltava e si lanciava in evoluzioni con un'asta che qualche burlone di internet aveva ritoccato con effetti speciali trasformandolo in drunken jedi. La cosa era finita lì. I due video, divertenti, davano secondo me una buona presentazione del fenomeno web 2.0 e di come si possa diventare star in modo del tutto involontario.

Proprio ieri, durante un po' di zapping su youtube, ho trovato un altro video con lo stesso protagonista – e con la stessa scena – e poi un altro e un altro ancora. Così, incuriosito, ho iniziato ad approfondire il caso e ho scoperto che lo Star Wars Kid (così è conosciuto, a causa del suo tentativo di imitare Dart Maul, comprimario malvagio in Episodio I) è un protagonista suo malgrado. Secondo quando riportato da wikipedia, Star Wars Kid aveva girato quel video durante una pausa a scuola, dimenticandolo nei sotterranei dell'edificio dove è rimasto per parecchio tempo prima di essere scoperto da altri ragazzi e lanciato nel web con Kazaa. In due settimane era stato scaricato già milioni di volte. La famiglia del ragazzo ha intentato causa contro i quattro compagni di classe da cui alla fine ha ottenuto 351.000 dollari.

Nel frattempo, però, quello che doveva succedere era già successo. Prima lo Star Wars Kid era stato scaricato nella sua versione originale, poi trasformato in un episodio di star wars e poi in altre innumerevoli parodie, alcune riuscite meglio e altre peggio. Di pari passo, il fenomeno si faceva conoscere e rientrava senza mezze misure nel mondo nerd, come ben stigmatizza Weird Al Yankovich nel video White & Nerdy (video di cui purtroppo riconosco tutti i riferimenti!!). Ad oggi, insieme al taschino porta penne, gli occhiali spessi con montatura nera e riparati con lo scotch, la passione per la fantascienza e le pettinature improponibili, lo Star Wars Kid è un'icona nerd. Capisco che la cosa possa averlo scosso. Sempre su wikipedia si parla di lunghe sedute con lo psichiatra, ma potva andargli peggio. Numa numa, altro fenomeno web, era “consenziente” - meno divertente – ma questo non gli ha risparmiato di vedersi intitolare un Numa numa fat contest, senza prenderci una lira, e l'appellativo di Web celebrity imbarazzante dal New York times. Tutti questi famosi “del web” rimbalzano infinite volte nella cultura contemporanea e appaiono oltre che nei video musicali, anche nei film e nelle principali serie televisive quali I Simpson, i Griffin, South Park, diventando dei meme, ossia delle entità di informazione della cultura umana.

Di tutt'altro aspetto i video di Tron Guy, altro fenomeno di youtube appassionato dell'omonimo film tanto da realizzare la mitica tuta di tron e indossarla nei suoi video. Anche Tron guy in breve è diventato un'icona e un fenomeno internettiano ma gestisce il suo ruolo in modo più distaccato e sociale, tanto da partecipare anche al bellissimo video we are the web per la salvaguardia di internet. In definitiva, se siete nerd e amate la fantascienza, la musica, i combattimenti, dungeons&dragons, i giochi per consolle, i manga giapponesi, gli otaku, i vecchi videogiochi anni '80 e vi piace mettervi in mostra con i vostri amici... assicuratevi che nessuno abbia la telecamera!, o potreste diventare l'idolo di tutti noi nerd ed essere scaricati più di Pamela Anderson, ma meno di All your base are belong to us!
 
di stefano del 12/05/2010 @ 19:16:06 in ghiottonerie, letto 2963 volte
Anche se ultimamente aggiorno poco il blog, volevo rilanciare qui un mio articolo sulle gelaterie di Rimini uscito questa settimana sul Ponte

RIMINI: I “negozi” storici che tengono il passo, le piacevoli novità. Il boom del 2010: due nuove aperture a pochi passi in centro storico. Sapori inediti, tempi di attesa e costi a volte alle stelle.

Una volta c’era il gelato. Punto. Senza tanti fronzoli. I gusti erano quelli classici: cioccolato, crema gianduja, stracciatella e la frutta. Rimini, patria della vacanza estiva, aveva fatto del gelato la sua bandiera. Le gelaterie storiche al mare, come il Nuovo Fiore, o quelle del centro, La Romana e il Pellicano in testa, sono state vere istituzioni per tutti gli anni ’80 e i ’90. Poi le cose sono cambiate. Il Nuovo Fiore è andato un po’ in declino. Ancora oggi, in viale Vespucci, mantiene un’atmosfera molto anni ’80. Diverso il discorso per la Romana, gelateria riminese dal 1947, che ha passato periodi un po’ difficili, come la devastante infatuazione per i “gusti caldi”, che altro non erano che delle mousse burrose e davvero indigeste, e infine la ripresa. Di tutte, il Pellicano è quella che ha mantenuto più a lungo la sua linea: anche se oggi ci sono dei gelati che vantano qualcosa in più, non ha mai avuto scadimenti.
Ultimamente il panorama è radicalmente cambiato. In soli due anni sono sorte a Rimini ben tre nuove gelaterie, e da quasi un decennio spopola la gelateria dei due gemelli Ceccarelli, Fabrizio e Francesco (ormai popolarissimi in tv), il Biodelirio. Facciamo un passo alla volta, o rischiamo di perderci tra le creme. Ogni negozio mostra, con orgoglio, pannelli che sottolineano la provenienza dei prodotti, la qualità delle materie prime, la lavorazione dei gusti. Il latte è di alta qualità, o di produttori locali. La vaniglia è del Madagascar, la nocciola è calibrata, piemontese o siciliana, così come i pistacchi. Il cacao viene dal Sud-America e per mantecare il gelato non si usano più i macchinari a ventola, ma quelli con pale verticali. Al di là della moda gastronomica che fa di ogni cibo una questione da gourmet, sono innovazioni che fanno bene al gelato. La concorrenza sprona chi si era un po’ assopito. E la qualità dei gelati è notevolmente aumentata.
Lampante l’esempio della Romana. Da ormai un anno la gelateria ha fatto un completo restyling non solo del negozio ma anche dei gusti. Oggi, tra crema di nocciola, mascarpone, passito di Pantelleria, crema antica e altri ottimi gusti ha ritrovato un gelato davvero buono. Solo latte di alta qualità e commesse un po’ più carine e gentili degli ultimi anni. Altro merito è il prezzo. La Romana è una delle poche gelaterie che ha mantenuto il cono e la coppa piccoli da 1,80 euro, quando ovunque, ormai, il minimo è 2 euro, se non 2 euro e 50.
Il Pellicano continua con una buona qualità, e ultimamente prova anche a cercare gusti un po’ più particolari, tipo il nocciolone - una sorta di bacio arricchito, il cremino al pistacchio, il raffaello, yogurt ai frutti di bosco e altri. Entrambe le gelaterie, poi, hanno aperto numerose filiali a Rimini (Il Pellicano) e fuori (La Romana è salita sul Titano e in altri comuni).
Molto apprezzata e ormai “storica” è la Piazzetta, la gelateria in Piazza Mazzini. Ottimo gelato e grandi gusti tra cui il mitico pinolo allo spiedo: pinoli tostati, caramello e crema al mascarpone. La prima grande rivoluzione, però, è quella legata alla gelateria dei gemelli. Ora il locale si trova nella nuova sede di via Marecchiese, un po’ più attenta allo stile e alla pubblicità, mentre prima era nascosta dietro al grattacielo di Rimini, in una delle zone più squallide della città. Nonostante questo, ogni sera c’erano lunghe file e attese di mezz’ora per un gelato. Il successo era dovuto anche alla teatralità dei due gemelli Ceccarelli (che infatti, ora, sono sempre in tv con Chiambretti), ma anche il gelato faceva la sua parte. È stato il primo gelato biologico della città. Niente zucchero, ma miele e succo d’uva. I gusti erano tutti classici, ma avevano una sapore notevolmente migliore degli altri. Mangiare il gelato alla noce dai gemelli era come mangiare delle noci. Non si notava la differenza. Da quando però i due protagonisti hanno preso la via del piccolo schermo le cose si sono fatte un po’ altalenanti. Rimane sempre un ottimo gelato, senza riserve, ma qualcosa s’è perso.

I coni tremano
Un secondo scossone al mondo dei gelati riminesi è arrivato nel 2008 dalla gelateria il Castello, di fronte alla Rocca in viale Valturio. Fino all’anno prima, dove ora c’è la gelateria si trovava un negozio di computer, poi Marco, il proprietario, ha deciso di cambiare vita, ha fatto dei corsi da gelatiere ed ha inaugurato un nuovo corso. Quando si dice l’idea giusta. Dal momento dell’apertura sino alla chiusura invernale fuori dal negozio le file sembrano infinite e per avere un gelato bisogna armarsi di tanta pazienza. Gianduja, mascarpone, yogurt, pistacchio, cioccolato fondente, ricotta e fichi: i gusti sono cremosissimi, vellutati, mai troppo dolci - come capita a tanti gelati - e davvero di alta qualità. La panna montata, da chiedere a parte, è sublime e spumosa come poche. Peccato solo l’ubicazione di fronte alla rotonda che non rende facile gustarsi il gelato sul posto a meno di voler aggiungere il gusto CO2.
Nei primi mesi del 2010, hanno aperto contemporaneamente due nuove gelaterie in piazza Cavour. La prima è la gelateria Scintilla, riconoscibile per il bancone enorme, all’angolo tra la piazza e Corso d’Augusto. Arredamento scintillante e una pletora di gusti tra cui quelli iperproteici per sportivi, i pasticcini senza glutine e altre trovate che però non convincono. I gusti sono buoni e molto cremosi, alcuni davvero interessanti, come il mascarpone ricco di pezzi di cioccolata e nocciola, ma sono un po’ troppo dolciastri, e “industriali”. La Scintilla è un franchising nazionale che produce semilavorati e li manda alle filiali che poi li montano con latte e zucchero.
A pochi passi, la gelateria Grom, anch’essa un franchising (di Torino), propone una filosofia opposta, simile a quella del Castello. Prodotti di qualità, presidi slow-food e lavorazione artigianale. I gusti hanno un sapore molto spiccato, deciso, di classe. La consistenza è molto cremosa. Tra le novità proposte: la crema di grom, arricchita con le paste di meliga, un biscotto frollino tipico della zona del cuneese, in Piemonte, il cioccolato extranoir, il torroncino con granella di torrone d’Asti. Non mancano i difetti, soprattutto per chi ha fretta. Per ogni gelato si deve rispondere ad un questionario: cono o coppa, cono fragrante o di cialda, aggiunta di pasta di meliga o di panna montata (entrambe costo a parte). Anche il confezionamento del gelato avviene con un rituale interessante ma lungo. Ogni gusto viene preso con la paletta, sbattuto e lasciato cadere sul gelato. Tutto bello, ma con tre persone si aspetta una vita. L’attesa però viene premiata con un gran gelato.
Questa breve panoramica non vuole essere certo esaustiva. Esistono a Rimini molte altre gelaterie, spesso piccole conduzioni familiari, con poche pretese, e buon gelato. Vale la pena perdere un po’ di tempo a cercarle e provarle. Alla fine si scoprirà che ognuno ha il proprio gusto prediletto. L’alternanza fa sempre bene. Nonostante gli aumenti, infatti, il gelato resta un alimento economico, e con una coppa media si sostituisce ottimamente un pranzo, specie d’estate.

Stefano Rossini

 
di stefano del 24/11/2008 @ 18:24:15 in giornalismi, letto 1799 volte
Io capisco che i linguaggi tecnici abbiano la loro semantica, e mi rendo conto che in un ambiente giuridico sia importante eliminare le ambiguità, però alcune volte rimango comunque sorpreso. E' probabile che pensasse a queste sfumature il gip riminese che ha condotto le indagini sui quattro ragazzi (appena arrestati) che alcuni giorni fa hanno dato fuoco ad Andrea Severi, un senzatetto che viveva su una panchina di Rimini, quando, per eliminare i presupposti di razzismo e le motivazioni politiche, ha parlato di bravata.

Quand'ero piccolo la bravata era rompere per sbaglio una finestra di un magazzino con una pallonata e scappare via.

Ma i tempi cambiano, e questo articolo non vuole diventare la solita rievocazione di com'era meglio un tempo quando le stagioni erano sensate, c'era poco traffico, le fragole sapevano di fragole... No, i tempi cambiano, bisogna accettarlo. L'unica cosa importante è adeguare il vocabolario. Ed è quello che mi propongo qui.
In scala crescente:

gherminella: vessare i compagni di classe, specialmente se nerd o brutti, urinare in giro per la città, parcheggiare un po’ a cazzo.

monelleria: abusare sessualmente di compagni e parenti specie se con evidenti problemi psicologici, rubare, taglieggiare, impennare col motorino.

bravata: dare fuoco ad un barbone, scippare una vecchia (solo se antipatica), incendiare cassonetti, violentare immigrate e tirare motorini dai palchi degli stadi, chiedere il pizzo.

ragazzata: uccidere un ragazzo a bastonate, imbrattare tombe e lapidi di ebrei, rom, e altri gruppi notoriamente poco simpatici, cercare di ingropparsi la prof a scuola.

marachella: allestire campi di concentramento per l'immagazzinamento e l'eventuale smaltimento di gruppi etnici non ben integrati, dire “negro di merda”, dare vita ad un'associazione a delinquere di stampo mafioso, offrire un mutuo a tasso variabile.

birichinata: costruzione di armi di distruzione di massa ed uso di queste ultime su popoli indifesi e innocenti. Smaltimento illegale di rifiuti, traffico di esseri umani, scaccolamento in pubblico.

birbanteria: fomentare guerre di religione e scontri interculturali tra genti, popoli e persone, non riuscire a fare i conti con il proprio passato, scippare vecchiette anche se gentili e simpatiche, testare prodotti nocivi sulle persone, fare baccano oltre le due di notte, genocidio.

Ecco. Ora che lo sappiamo, sarà molto più facile leggere un articolo di giornale e rendersi conto di quello che ci raccontano.
 
di stefano del 23/06/2009 @ 14:32:07 in giornalismi, letto 1159 volte
essi vivono, John CarpenterPerdonate la digressione politica, ma non riesco a non scrivere quando leggo le dichiarazioni di Franceschini:
"Risultato positivo, destra in declino!"

Va bene l'ottimismo, va bene con l'idea di arginare la storica autocritica della sinistra che spesso sfocia in autoflagellamento, va bene cercare di contenere la sconfitta, ma questo mi sembra un tantino fuori scala. Bisognerebbe poi aggiungere che la destra berlusconiana non ha vinto solo alle urne, prendendosi quasi tutte le province, ma anche fuori, dove i comportamenti arroganti e strafottenti la fanno da padrone, eredità di un modo di fare di questa classe politica davvero odioso.

Come se non bastasse Franceschini continua: "Poteva andare peggio".
In che modo poteva andare peggio? Non riesco ad immaginare scenari, se non con l'aiuto della fantascienza, come l'invasione di enormi locuste venusiane di ideologia fascista e nazista che conquistano la terra con bombe nucleari, instaurando una dittatura repressiva e sanguinosa. Ecco, questo forse è peggio. E per fortuna non è successo. Ma ciò che rimane non mi sembra proprio roseo. E soprattutto non mi sembra qualcosa di cui essere felici.

Il nuovo slogan del centro sinistra è "Ilarità demente". Sono tutti felici. A Rimini, la mia provincia, il candidato del centro sinistra, Vitali, ha vinto col 53% dei voti contro il 46%. La sinistra ha gridato di gioia, ha parlato di grande vittoria, di stacco e via di altre metafore per sottolineare il divario tra i due.
Certo, basta ignorare che nelle scorse elezioni il divario era mooolto più ampio, che la Romagna è rossa da una vita e continua ad esserlo più per inerzia che per convinzione, e che la coalizione di centro sinistra era composta da 10 partiti (che quindi hanno preso una media del 5%) e quella di centro destra da 4(che fa più dell'11% a testa).

Purtroppo la destra non è in declino, non lo è per niente.
Anzi, a proposito, devo dirvi che l'altro giorno ho trovato uno strano paio di occhiali. Occhiali da sole. Sembravano normali. Poi li ho indossati e ho cominciato a vedere cose strane. Passeggiavo per strada guardando a destra e sinistra e mi sono accorto che tra la folla giravano delle enormi locuste antropomorfe. Ho subito tolto gli occhiali. Ma non si vedeva più niente. Tutti sembravano normali. Allora li ho rimessi! Ed ecco le locuste, nella loro divisa pulita con tanto di simboli fascisti e nazisti. Sono tra noi, ho pensato. Devo avvisare qualcuno. Ho provato a guardare in tv, ma anche lì mi sono accorto che in mezzo a pubblico e conduttori, (pseudo)giornalisti e attori, era pieno di queste locuste.

Alla fine ho capito che l'invasione è cominciata. Le enormi locuste venusiano fasciste e naziste sono sbarcate in massa sulla terra!
(grazie Carpenter, creatore di miti moderni!)
 
di stefano del 03/08/2009 @ 14:11:17 in giornalismi, letto 1304 volte
Gaaaaaaakkkk
Gaaaaaaaaaaakkkkk

Il suono rompe la quiete della notte.

gaaaaaaaaak gaaaaaaaaaaaaakkkkkkk. blleeeeuuuurgh!

Ormai ho gli occhi aperti. Qualcuno sta rantolando per strada. Con conati sempre più forti. Si muove avanti e indietro lungo la strada, e ogni volta fa un conato più lungo.
Sono le due di notte. Siamo a Rimini. E' il 2 agosto, quindi è caldo. E io tengo le finestre aperte, per avere un po' d'aria anche se so che nelle località di villeggiatura (come si diceva un tempo) c'è caos anche di notte perché la gente si sfonda di alcool ogni sera e poi finisce a fare gaaak per strada.
Intanto, a proposito di gaaak e bleurgh. Il tipo continua imperterrito. Qualcun'altro deve essersi svegliato e gli fa un urlo. Il tipo si allontana. Per un po' c'è quiete. Provo a riaddormentarmi. Ma dopo qualche minuto sento di nuovo degli orribili gaaaaakkk. Questa volta più lontani. Vabbé. Gli lancio qualche maledizione, ma nel contempo lo compatisco, poveretto. Sembra soffrire tanto. Sta vomitando anche l'anima.
Quanto soffre!
Ma chi può essere?

Ma... forse... che sia Bondi?
Il ministro della Cultura, il poetucolo. Perché no?! Ce lo vedo. La mattina viene fischiato a Bologna. Quei maledetti comunisti non gli fanno finire il discorso e lui, triste, va a Rimini e comincia a bere, a bere a bere. Vuole dimenticare, vuole gettarsi dietro le spalle quel brutto momento. Chissà cosa penserà lui... Lo avrà certamente deluso.
L'unico tocco di gioia in questa giornata, sarà stata per lui la solidarietà del PD. E già! Il PD dà la sua solidarietà a Bondi, contro quei maledetti comunisti che li fischiano. Tutti. Fischiano quelli di tutti i governi. Destra, sinistra, non guardano in faccia nessuno. Li fischiano tutti.

Perché?, penserà Bondi che è un poeta e un puro di cuore, perché mi fischiano? Io non ho fatto niente.
Forse mi fischieranno perché ho la giacca sporca?
O forse perché in 29 anni lo stato che dovrebbe rappresentarli ed essere la loro espressione politica e sociale in realtà fa di tutto per occultare le verità, depistare, proteggere i mandanti, e negare, oltre ogni evidenza, che ha sguazzato nella stagione delle violenze per rafforzare la propria autorità, che ha lasciato impuniti i partecipanti e non tanto per un senso sociale che non vuole la prigione come punizione ma proprio per un totale disinteresse di quello che succede oltre la piccola sfera della politica di palazzo?
No, no. In effetti Bondi ha la giacca macchiata. Un piccione lo ha centrato. Ecco! E' quello. Gli italiani sono un popolo di stilisti e non possono accettare una caduta di stile di questo tenore!
Che vergogna! Però potevano almeno lasciargli finire il discorso! Buzzurri.

Bisogna che ci mettiamo tutti in testa, che i tempi sono cambiati. Una volta, a teatro, il pubblico non solo aveva il diritto, ma il dovere di fischiare. Dato che era pubblico pagante. E gli studenti universitari, nel medioevo, erano esigenti e crudeli verso i professori, dato che li stipendiavano loro stessi, col loro essere studenti.
Oggi, invece, si deve solo stare zitti ed applaudire. Chi fischia viene tacciato di essere un ignominioso, e vergognoso comunista (che sta diventando uno dei peggiori epiteti della storia, anche e soprattutto per tutti i poveracci che votano berlusconi e non si rendono conto che il socialismo, quello vero, quello che praticavano anche le prime comunità cristiane, era nato per creare una società più giusta - anche se è naufragato senza riuscirci), un maleducato, uno che non capisce niente.

La nostra classe politica va solo applaudita. Certo, se hanno una macchia sulla giacca...
 
di stefano del 02/08/2008 @ 00:33:42 in webwebweb, letto 1155 volte
Mi sono innamorato di lasse Gjertsen.
Forse un po' in ritardo, dato che è su youtube da più di un anno, ma di un amore forte e tenace.
I suoi due video musicali creati secondo lo stile da lui definitivo di hyperactive editing mi fanno davvero impazzire, e anche l'ultimo, forse meno originale, non è per niente male.

Per chi ancora non lo conoscesse, ecco qui i tre link. Godeteveli!

Hyperactive - lasse Gjertsen
Amateur - lasse Gjertsen
Machine Man - lasse Gjertsen

Nel frattempo, lasse è ormai un indiscusso mito del web 2.0 e si è guadagnato una pagina su wikipedia.
 

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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
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