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 un tramonto sui tetti di Rimini... di stefano
Gli uomini non si accontentano di vivere, essi si raccontano la vita, s'inventano storie, mettono in scena il mondo.

Alexandre Kojeve
 
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di stefano del 28/04/2006 @ 23:56:00 in pensieri sparsi, letto 1117 volte


Fortunatamente, la natura ha stabilito dei ruoli precisi e assolutamente inalienabili. Per questo, in ogni famiglia, la donna deve essere madre e l'uomo padre. Uscire da questo rigido e antichissimo schema può significare una cosa sola: sventura.

Tra le varie cose che sono compito di una donna c'è quella di nutrire suo figlio. L'uomo deve portare la sostanza economica, e la donna sostentare con il giusto nutrimento il figlio, soprattutto quando il pargolo è ancora di tenera età, diciamo sei mesi.

Ecco cosa può succedere quando l'essere umano osa invertire i ruoli. Un esempio. Paola tarda dall'ufficio, mi telefona e dice: "Stefano, prepara tu la pappa per agostino", al che io rispondo, "ma non so come si fa, non l'ho mai fatta". "Uh quante storie - ribatte spocchiosa - c'è la ricetta sul frigo, è facile".

Così, colpito nell'orgoglio mi metto al lavoro, mentre agostino lancia le sue richieste di cibo e anche il gatto gironzola in attesa di una carcassa di cui cibarsi. La ricetta, effettivamente, è semplice: 150 gr. di brodo, 20 di farina di riso, metà barattolo di omogeneizzato, olio e formaggio. Uno schifo. Ma è così che deve venire.

Ciò che non mi è stato detto è che le dosi sono indicative e gli ingredienti si aggiungono ad occhio sino ad ottenere un impasto cremoso. Per cui io, attenendomi scrupolosamente alle indicazioni, aggiungo farina di riso sino a che la bilancia non segna 20 grammi. A quel punto, come un bicchiere d'acqua gettato nelle sabbie del deserto, tutto il brodo viene assorbito dalla pasta di riso che si espande senza controllo.

Il risultato è un mix di malta e gesso, denso come polenta e dall'odore sgradevolissimo. Dubbioso e affranto, ma assolutamente deciso a non prepararne un altro, posiziono il pargolo sul seggiolone, e senza neanche mettergli il bavaglio inizio a ingozzarlo, cucchiaino dopo cucchiaino. Nonostante le alte grida di scandalo di Paola e delle nonne subito contattate per telefono, agostino gradisce e mangia, non senza bere un litro di biberon per sciogliere il chilo di calcestruzzo appena ingurgitato!
 
di stefano del 23/07/2008 @ 23:44:35 in occhiate, letto 1300 volte


Questa sera minaccia tempesta
sul campanile di Sant'agostino e sui tetti della città

Ma è solo un temporale?
Quale occhio bramoso scruta le nostre misere vite dalle profondità siderali?
Quale aberrante entità cosmica è pronta a ghermirci e a conquistare il nostro inerme pianeta?
 
di stefano del 04/01/2009 @ 19:47:48 in giornalismi, letto 2358 volte


Diciamocelo: l'anno nuovo non è cominciato nel migliore nei modi. Aprire i giornali e leggere che Michael Schumacher è un po' intristito per il suo quarantesimo compleanno è una cosa che smorza anche il più ridente gennaio. Condivido la sorpresa dei giornalisti davanti alle affermazioni del pilota tedesco. E soprattutto, come i miei colleghi di altre testate, rimango senza parole nello scoprire che Schumy si prepara a nuove sfide sportive. Perché? Perché cerca nuove sfide nonostante abbia da pochi anni lasciato l'attività sportiva per dedicarsi alle passeggiate nei parchi, portando le briciole ai colombi, o alle file agli sportelli delle poste per ritirare la sua pensione? Mah! E' proprio vero che certa gente non si accontenta mai. E i media fanno davvero bene a denunciarli.

 

In un mondo che va a rotoli, per ritrovare un po' di buon umore ho speso una giornata a passeggiare per i sentieri innevati di Carpegna. Dal mare ai monti la neve si fa sempre più presente. Prima è solo ai bordi delle strade, sporca e nera. Dopo pochi chilometri spolvera i colli, poi lascia i ghiaccioli ai rami degli alberi, e infine, ormai ai piedi del massiccio, copre ogni punto del paesaggio a perdita d'occhio. Le ore volano mentre si schiaccia la neve o si scivola sul ghiaccio; e così ci ritroviamo alle 4 a pranzare in una piccola trattoria di Carpegna: il bar Vecchio Montefeltro.

 

Un pasto semplice: salumi, formaggi e piada. Tutto buono, a parte il vino della casa che alla prima sorsata lascia già quello spiccato retrogusto di acidità di stomaco, e poi mantiene le promesse ardendo come gli occhi di Caronte.
Quando usciamo la seconda sorpresa: il prezzo. Ai piatti consumati, il vino, l'acqua e il caffé si sommano il coperto, il sotto-coperto, la stiva, l'addenda-lavastoviglie, la tassa sulle briciole, il dazio imposto dalla guerra Greco-Gotica del VII secolo d.C. per arrivare ad un totale di 40 euro. Me ne vado con la sensazione che sui navigli, a Milano, avrei potuto risparmiare qualche centesimo.



Ma alla fine, né questo, né la triste vicenda di Schumacher, né le altre notizie che tengono il banco sulle colonne dei quotidiani possono rovinare una bella giornata di neve.

----- aggiunta notturna -------

Su richiesta di amici, aggiungo due foto di agostino sulla neve...

  
 
di stefano del 19/03/2009 @ 18:11:09 in pensieri sparsi, letto 2693 volte
Il solo motivo per cui un uomo decide, ad un certo punto della sua vita, di fare un figlio e di assumersi la responsabilità di genitore è di ricevere gli auguri per la festa del papà.

E' un modo come un altro per guadagnare uno status differente dagli altri. Anche perché per ricevere gli auguri di compleanno è sufficiente essere vivi, per ricevere gli auguri di onomastico basta non chiamarsi Telestonio, per le felicitazioni di Natale l'importante è vivere nella pars occidentale del mondo, mentre per sentirsi dire “Buona festa del papà”, è tassativo avere almeno un figlio. Questa è una festa a requisito (per la festa della mamma e della donna vi sono dei requisiti biologici attualmente insormontabili).

Così, oggi, quando mio figlio si è svegliato, mi sono preparato a questa grande investitura. Sì, perché oggi è la festa del papà, e finalmente mio figlio è cresciuto e può gratificarmi così come è d'uopo.
Da questa mattina, per una strana congiunzione astrale, mio figlio mi ignora e mi evita come mai è successo in questi tre anni di vita. E' allora che ho cominciato a meditare sul significato di questa festa, rendendomi sempre di più conto che tale ricorrenza ha più un valore di memento che di felicità.
E in effetti, basta pensare al personaggio cui questa festa si ispira. San Giuseppe.
San Giuseppe, padre di Gesù, fu costretto a scappare per tutta la Giudea col bimbo appena nato. Vide sua moglie partorire in una stalla. Fece per tutta la vita un lavoro pesante per mantenere la famiglia. Ma, soprattutto, fu il padre putativo di un figlio non suo.
Sì, insomma, con questo patròn (come va di moda dire oggi), non c'è da stupirsi che la festa abbia questi risvolti.

L'unico modo con cui sono riuscito ad estorcere a mio figlio degli auguri è stato ricattandolo con una fetta di torta Sacher. A quel punto mi ha detto: “Auguri caro babbo. Buona festa del papà”. Certo, ho il timore che se al posto mio ci fosse stato un orco verde coperto di pustole e dall'alito ributtante, mai visto da mio figlio, con gli occhi iniettati di sangue, ma con in mano una fetta di SacherTorte, la reazione di agostino sarebbe stata la stessa: “Auguri caro babbo. Buona festa del papà”.
Ma si sa, la vita è fatta di piccole gioie. Così piccole che a occhio nudo non si vedono.

Alla fine, però, un regalo l'ho avuto.
Due settimane fa mio figlio stava giocando col mio cellulare. Poi, d'improvviso, il telefonino è scomparso. agostino dove l'hai messo? Non lo so, non ricordo. Apri tutti i cassetti, cerca ovunque, ribalta la casa. Potrei chiamare il mio numero per trovarlo! Cellulare scarico.
Per farla corta (ma vi assicuro che non è stata corta!) ieri sono andato a fare una tessera nuova. Nuovo numero, nuovo telefono.
Oggi, mentre mangiavo, agostino giocava in sala per i fatti suoi, svuotando cose. Ad un certo punto vado nello studio e vedo, sopra la scrivania, nello stesso punto in cui si trovava due settimane prima, il mio cellulare.
Devo ammettere che la mia prima sensazione è stata la paura.
Sto impazzendo?
E' sempre stato lì e non l'ho visto in tutti questi giorni?

Mio figlio nega tutto. Non sa dov'era, dove l'abbia preso, né altro.

A questo punto, se non sono ancora pazzo, c'è una sola ipotesi: gli omini blu.
Non so chi si ricorda degli omini blu, protagonisti di un vecchio episodio di “Ai confini della realtà” (A Matter of minutes) in cui una coppia rimaneva intrappolata fuori dal flusso del tempo e scopriva che ogni minuto veniva preparato da squadre di operai tutti blu - anche la pelle - che creavano dal nulla un intero mondo, lo arredavano e poi, per un intero minuto, la vita passava da lì, mentre un'altra squadra creava il minuto dopo e così via.
Ogni tanto, qualche omino blu si dimenticava di piazzare oggetti o altre cose che i “terrestri” notavano e pensavano di avere perso, fino a che un'altra squadra, qualche secondo o ora o giorno dopo rimetteva al proprio posto.

In casa mia è la scusa per ogni cosa.
Ma ora, penso che ci sia qualcosa di più...
 
di stefano del 31/08/2007 @ 16:57:00 in pensieri sparsi, letto 943 volte


Due brevi righe per salutare per sempre Pelagio, passato questa mattina nell'oltremondo felino. Arrivato poco più di un anno fa, quasi insieme ad agostino con cui faceva coppia fissa, si era fatto volere bene da tutti per il suo buon carattere e per quel modo, tutto personale, di rompere le scatole.

E poi, come un gatto libero che salta tra i tetti delle case, è stato inghiottito dal nulla che fa di tutto solo un ricordo...

Requiescat in pacem
Pelagio aprile 2006 – agosto 2007
 
di stefano del 23/09/2008 @ 16:29:08 in pensieri sparsi, letto 875 volte
I bambini grandi danno le spinte
I bambini piccoli non parlano
(agostino, mio figlio, al ritorno dal primo giorno d'asilo)

Io la trovo perfetta per descrivere tutto il genere umano (basta omettere "bambini")
 
di stefano del 20/02/2009 @ 16:21:52 in giornalismi, letto 1006 volte
Da sempre, l'uomo, nei periodi di crisi e grandi difficoltà, cerca qualcuno da prendere a calci e su cui sfogarsi. “Le inondazioni distruggono i raccolti? i cristiani al circo. Il fuoco divampa nelle città? i cristiani al circo. I barbari invadono l'impero? i cristiani al circo”, diceva Sant'agostino. E i cristiani, appena guadagnato il controllo dell'impero, hanno esercitato questa stessa politica sulle altre minoranze: pagani, ebrei, catari, etc.

Perché una delle prime cose che l'uomo ha capito, nella sua evoluzione, è che quando si è assillati da un problema,è meglio sfogarsi su qualcuno di più debole, altrimenti i problemi tendono ad aumentare.

In una breve cronistoria dei calciati e calciabili, troviamo, primi tra tutti i neanderthal, seguiti a ruota da pagani, indiani d'America, australiani, ebrei, armeni e dissidenti vari (così a memoria).
Dal 1600, qui in occidente, ci si è concentrati principalmente con i liberi pensatori (il povero Giordano Bruno in testa), e soprattutto sugli ebrei.

Le cose sono cambiate drasticamente dopo la seconda guerra mondiale. Negli ultimi anni, in particolare, una grande rimonta l'hanno avuta i mussulmani in genere, arabi o meno. Diciamo che fa fede la pelle olivastra o leggermente abbronzata e una parlata arabeggiante, per il resto non è che si vada tanto per il sottile.
Con l'arrivo di Obama è invece probabile che i mussulmani perderanno parte del loro primato, a favore soprattutto dei rumeni - almeno in Italia. In piena crisi economica, anche se le nostre banche sono sicurissime, un rumeno in zona può sempre fare comodo per risolvere i problemi della giornata. Oggi i rumeni sono tra i più gettonati (soprattutto anche grazie all'assonanza forzata rumeni -> romeni -> rom (altra categoria molto amata dai calciatori)).

Tra le new entry troviamo i senza tetto, che però sono più ricercati per sfuggire la noia che per un vero e proprio pogrom. Non decollano invece i senegalesi che appaiono tutti simpatici, indistintamente.
 
di stefano del 06/11/2005 @ 01:46:00 in pensieri sparsi, letto 1211 volte


Il mito si ripete, la realtà si ispira alla finzione, lupo e falco sono oggi infante e gatto. Il film è Lady Hawke, la realtà è quella attuale di casa mia. Breve sinossi del film: in un medio evo fantastico, l’amore di un cavaliere e di una bella dama è ostacolato da un incantesimo: di giorno lui ha sembianze umane e lei quelle di un falco, di notte lei torna umana e lui si trasforma in lupo.

Da quando in casa mia è arrivato agostino, il pupetto, il rapporto tra lui e il gatto rispecchia con precisione quello di Etienne (Rutger Hauer) e Isabella (Michelle Pfeiffer). Erode, dopo aver annusato agostino, ha preso subito le distanze ed è scomparso per i primi giorni, poi è tornato. Ma ora, a parte i lunghi momenti in cui dormono entrambi (beati loro), agostino ed Erode si mostrano solo quando la controparte è assente.

Quando infatti agostino dorme, allora Erode si avvicina, torna in braccio e riprende la sua vecchia vita di un tempo, ma quando agostino si sveglia, piange, mangia o altro, allora è Erode a scomparire nella sua cuccia dove dorme fino al successivo momento di tranquillità. Un balletto che si ripete ormai da quasi dieci giorni...

Ma questa volta, chi spezzerà l’incantesimo?
 

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Lungo.il.Po

Tutte le tappe del viaggio in barca dal delta del grande fiume sino ad isola Serafini (comprese le lezioni di navigazione e gli incontri)

ritorno sul luogo del delitto! (19.6.07)
il tassello mancante (25.10.07)
la terra trema
la terra ha tremato
Popopopopopopo

Po.Link

l'articolo su Espresso-Repubblica (con appendice fotografica)
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